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IL MONDO È SULL’ORLO DI UNA CRISI DI… DEBITO – NEL 2026 I PAESI DEL G7 DOVRANNO SPENDERE DUEMILA MILIARDI DI DOLLARI DI INTERESSI LORDI PER SOSTENERE IL LORO INDEBITAMENTO, OVVERO 5,5 MILIARDI AL GIORNO – GLI USA, L’ECONOMIA CHE EMETTE LA PRINCIPALE VALUTA DI RISERVA GLOBALE, HANNO APPENA SUPERATO I 40MILA MILIARDI DI DOLLARI DI DEBITO FEDERALE – IL DEFICIT È VICINO AL 6%. IL SEGRETARIO AL TESORO BESSENT HA PROMESSO DI RIDURLO AL 3%, OBIETTIVO LONTANO – IL GIAPPONE È UN CASO ESTREMO, CON UN DEBITO SUPERIORE AL 230% DEL PIL. ITALIA E FRANCIA CONVIVONO CON UN’INDEBITAMENTO NELL’ORDINE DI MIGLIAIA DI MILIARDI. E NEL CLUB STA ENTRANDO ANCHE BERLINO…

Estratto dell’articolo di Vito Lops per “Il Sole 24 Ore”

 

scott bessent e donald trump

Houston, le grandi economie del pianeta hanno un problema. Si chiama debito pubblico. Per sostenerlo i Paesi del G7 saranno chiamati a spendere quest’anno qualcosa come 2mila miliardi di dollari di interessi lordi, secondo un calcolo del Sole 24 Ore su dati Ocse e fonti nazionali. Significa circa 5,5 miliardi al giorno, 3,8 milioni al minuto e oltre 63mila dollari al secondo.

 

[...]

 

OCSE - DEBITO MONDIALE

Gli Stati Uniti, l’economia che emette la principale valuta di riserva globale, hanno appena superato i 40mila miliardi di dollari di debito federale. Il Giappone resta un caso estremo con un debito superiore al 230% del Pil e un tentativo di normalizzazione della politica monetaria da parte della Bank of Japan che, dopo anni di tassi azzerati, sta alzando progressivamente il costo del denaro. E quindi del debito.

 

Anche Italia e Francia convivono con masse di debito nell’ordine di migliaia di miliardi. Mentre nel club sta entrando anche la Germania, il Paese dove non a caso la parola debito, Schuld, significa anche colpa. Senza dimenticare la Gran Bretagna, il Paese del G7 che nel 2026 pagherà, esclusi gli Usa, più interessi di tutti sul proprio debito.

 

giorgia meloni emmanuel macron foto lapresse

[...]  Negli Stati Uniti il processo è già visibile. Gli interessi sul debito federale hanno raggiunto quasi 1.200 miliardi di dollari dall’inizio dell’anno fiscale e potrebbero superare nei 12 mesi i 1.400 miliardi. Il peccato originale dell’economia americana è un deficit da anni stabilmente vicino al 6%, oltre il doppio della media dal dopoguerra (2,82%). Il tutto in un contesto macro vicino alla piena occupazione. Una combinazione mai vista prima d’ora.

 

Scott Bessent al suo insediamento aveva indicato l’obiettivo di ridurre il deficit al 3%. La distanza resta però ancora ampia. Questa settimana lo stesso segretario al Tesoro americano ha annunciato una mossa che ricorda alcune scelte di chi l’ha preceduto, Janet Yellen, criticata dallo stesso Bessent per il forte ricorso alle emissioni a breve. Il Tesoro ha deciso di «almeno» raddoppiare i buyback sui Treasury con scadenze lunghe, portandoli da 2 a 4 miliardi di dollari per operazione.

 

Friedrich Merz 22

Bessent ha lasciato aperta la possibilità di aumentare ulteriormente gli acquisti. I riacquisti dovranno essere per lo più finanziati con nuovo debito a breve durata.

 

L’annuncio è stato inizialmente accolto con favore dal mercato. Il rendimento del Treasury trentennale, che aveva raggiunto il 5,34%, massimo dal 2007, è sceso verso il 5,2%. Il sollievo è durato poco. Il trentennale è tornato intorno al 5,28%. Il mercato sembra considerare i buyback utili per la liquidità, insufficienti per cambiare la dinamica fiscale.Nello stesso momento il dollaro si è indebolito e gli asset associati al debasement trade hanno accelerato.

 

[...]

 

OCSE - DEBITO MONDIALE

La pressione sugli interessi riguarda anche l’Europa. I dati Ocse convertiti ai cambi attuali in dollari, evidenziano che la Francia dovrebbe spendere 87 miliardi nel 2026, la Germania 63 miliardi e l’Italia 111 miliardi. Il Regno Unito viaggia intorno a 144 miliardi, il Canada a 83 miliardi e il Giappone a 73 miliardi.

 

Il quadro mostra quanto il fenomeno si stia allargando. La Germania parte da costi inferiori rispetto a Italia e Francia, ma l’aumento delle emissioni per finanziare difesa e investimenti sta modificando rapidamente la struttura del suo mercato obbligazionario.

 

[...]

 

Le tensioni in Medio Oriente mantengono elevati i prezzi dell’energia. Gli investimenti nell’intelligenza artificiale richiedono grandi quantità di capitale ed energia. Mentre la nuova guerra fredda tra Stati Uniti e Cina - che si combatte a suon di chip e terre rare - è per sua natura inflazionistica.

 

scott bessent donald trump

Di questo passo una quota crescente delle entrate pubbliche rischia di essere sottratta alla crescita e assorbita dagli interessi. È come correre su un tapis roulant che accelera: una parte sempre maggiore dello sforzo serve a restare nello stesso punto.

 

È questo il quadro che preoccupa gli investitori e mette sotto pressione anche il vecchio portafoglio 60% azioni e 40% obbligazioni. I banchieri centrali che si ritroveranno dal 27 al 29 agosto tra le montagne del Wyoming per il simposio di Jackson Hole dovranno confrontarsi con questa tensione. Sullo sfondo resta una domanda: quanto debito possono sostenere le grandi economie prima che il suo costo condizioni le scelte di politica monetaria e fiscale?

FRIEDRICH MERZ DONALD TRUMP ALLA CASA BIANCAJACKSON HOLE

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