pompe di benzina tabarelli

"LA TASSA SUGLI EXTRAPROFITTI È UN'ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA" - IL PRESIDENTE DI NOMISMA ENERGIA DAVIDE TABARELLI: "IL VERO PROBLEMA È IL CONTRARIO: LA CARENZA DI INVESTIMENTI NELL'ESTRAZIONE. AI CONSUMATORI VA DATO UN SEGNALE: BISOGNA CONSUMARE MENO" - “DIFFICILE CHE I PREZZI DEI CARBURANTI NON SALGANO ANCORA. PERCHÉ I CONSUMI CALINO DEL 20-30% SERVIREBBERO CIRCA TRE EURO AL LITRO” – “SIAMO IN UNA CRISI TRA LE PIÙ GRAVI DELLA STORIA. MANCA PETROLIO, MANCA CAPACITÀ DI RAFFINAZIONE. PER QUESTO I LIVELLI SONO COSÌ ALTE” – “C'È CHI ADDIRITTURA PROPONE DI FARE LA PACE CON LA RUSSIA. SIGNIFICHEREBBE RICONOSCERE CHE PETROLIO E GAS SONO STRUMENTI DI GUERRA. E ALLORA AFFIDIAMO LA SICUREZZA ALL'ELETTRIFICAZIONE?”

DAVIDE TABARELLI - “PIÙ INVESTIMENTI NELLA RAFFINAZIONE SOLO COSÌ I PREZZI DIVENTERANNO PIÙ STABILI”

Sar.Tir. per “La Stampa” - Estratti

 

davide tabarelli

Che i prezzi salgano è «normale». 

 

Tagliare le accise «non è la soluzione» e invece di tassare gli extraprofitti bisognerebbe «invogliare le società a investire nella raffinazione». La pensa così il presidente di Nomisma Energia Davide Tabarelli, che vede nel caro benzina lo specchio delle scelte dell'Europa sul fossile. 

 

 

I prezzi dei carburanti continuano a segnare nuovi record e sono ormai sopra i due euro. 

«Non è una stranezza, è un ritorno alla normalità. L'anomalia era che i prezzi non salissero. Siamo in una crisi tra le più gravi della storia. Manca petrolio, manca capacità di raffinazione. Per questo i livelli sono così alti. Abbiamo anche delle attenuanti. La riduzione di 17 centesimi tra accise e Iva, e l'Eni, che pratica prezzi più bassi sulla rete per una sorta di "moral suasion" del governo». 

pompe di benzina 4

 

Il taglio delle accise è stato prorogato ieri di due giorni. Ha funzionato finora? 

«Per dare qualche ritorno politico sì. La riduzione sul gasolio è più mirata, perché oltre la metà del gasolio per autotrazione riguarda attività produttive: trasporto merci, artigiani, cantieri, agricoltura. Ma i dati di luglio non mostrano alcun calo della domanda, che invece la crisi richiederebbe. I consumi di benzina sulla rete sono aumentati di circa il 5%, anche perché si vendono più ibride, e le ibride consumano benzina. Il gasolio è calato di uno zero virgola: i prezzi non sono ancora così alti». 

 

Cosa può fare il governo? 

davide tabarelli

«Gli spazi di manovra nel breve termine sono strettissimi. Non introdurre nuove misure sarebbe già un buon risultato. Al limite rinnovare il taglio, più basso, coordinandosi con l'Europa. Ma i prezzi devono salire, perché nel nostro sistema dei trasporti c'è spazio per contenere i costi attraverso l'efficienza, e lo strumento più razionale per ottenerla è il prezzo. C'è molto spreco, chi può usare i mezzi pubblici, chi può andare in bicicletta, chi può rispettare i limiti di velocità». 

 

Sembra probabile la proposta di tassare gli extra profitti. Cosa ne pensa? 

«Non mi convince, per tre ragioni. La prima è che l'"extra" è difficile da definire: i profitti devono esserci, altrimenti finiamo per stabilire per legge cosa sia giusto e cosa no. La seconda è che abbiamo già un aggravio Irap di due punti che porta la tassazione delle compagnie energetiche al 30%, più delle altre; e ricordiamo la Robin Hood Tax del 2008, dichiarata incostituzionale nel 2015, quando il petrolio valeva 170 dollari al barile in termini reali contro gli attuali 90.

 

pompe di benzina 3

La terza è che si dà la colpa alle compagnie e alla speculazione, quando il problema è la carenza di investimenti e di raffinazione. In Italia non vogliamo l'esplorazione, vogliamo chiudere le raffinerie, e poi chiediamo di tassare gli extraprofitti». 

 

Quindi per lei bisognerebbe investire nella filiera anziché tassare? 

«Sì, anche se oggi dire che servono nuove raffinerie non è per niente concepibile per Bruxelles. Quei profitti andrebbero usati per investire in ciò che manca. Oppure, come chiede la Commissione, abbandoniamo la benzina per l'elettrico: una prospettiva che però è ancora lontana dalla realtà dell'economia dei trasporti». 

 

pompe di benzina 2

I prezzi alla pompa potrebbero salire ancora? 

«Difficile che non succeda. Perché i consumi calino del 20-30% servirebbero circa tre euro al litro. Speriamo di non arrivarci, ma gli strumenti sono pochi, soprattutto investire. C'è chi addirittura propone di fare la pace con la Russia. Significherebbe riconoscere che petrolio e gas sono strumenti di guerra. E allora affidiamo la sicurezza all'elettrificazione? Va detto chiaramente ai politici europei che da dieci anni tengono la testa sotto la sabbia». 

 

LE TASSE SUGLI EXTRAPROFITTI «UNA DISTRAZIONE DI MASSA I PREZZI SALIRANNO ANCORA»

Estratto dell’articolo di Libero Stracquadanio per “QN – il Giorno – il Resto del Carlino – la Nazione”

 

[...] Davide Tabarelli [...]. Questa crisi è paragonabile, per gravità, a quella del 2022 dopo l’invasione dell’Ucraina, o siamo di fronte a uno scenario diverso?

DAVIDE TABARELLI

«Guardando ai prezzi, l’impatto resta limitato rispetto al 2022. Alla pompa, in termini reali, i valori restano più bassi di quattro anni fa, ma è una calma apparente. Dovrebbero salire, perché sono troppo bassi rispetto allo scenario geopolitico globale».

 

Cosa dobbiamo aspettarci per le prossime settimane?

«C’è il rischio che i listini schizzino all’improvviso. Entro settembre il gasolio potrebbe toccare i 2,50 euro e il petrolio i 110 dollari al barile. Nel 2008, con tensioni meno gravi nello Stretto di Hormuz, il greggio raggiunse i 140 dollari nominali, che in termini reali oggi varrebbero 210 dollari. Un forte rincaro è dietro l’angolo».

 

pompe di benzina 5

Come giudica la proposta di diversi ministri europei, ripresa ieri dalla leader del Pd Elly Schlein, di tassare gli extraprofitti delle compagnie energetiche?

«In modo estremamente negativo. Stabilire cosa sia un extraprofitto rispetto a un rendimento normale sul capitale è difficilissimo. L’Italia ha già una storia negativa in materia. La ’Robin Hood Tax’ del 2008 fu dichiarata incostituzionale nel 2015, creando un pasticcio giuridico enorme. Le compagnie petrolifere italiane pagano già un’Irap maggiorata dal 2% al 4% da febbraio 2025, introdotta proprio per colpire questi utili».

 

Ma questa tassa non servirebbe ad aiutare i cittadini più in difficoltà?

«È un’arma di distrazione di massa. Il vero problema è l’esatto contrario: la carenza di investimenti nell’estrazione di petrolio e gas fuori dal Golfo Persico. [...]».

 

E le fonti rinnovabili?

davide tabarelli di nomisma 1

«Ben vengano, ma senza demagogia. Pensare di risolvere la carenza immediata di gasolio e benzina con le auto elettriche, come ha fatto la Commissione europea, è pura irresponsabilità politica».

 

Ma la percezione dei consumatori, che vedono i rincari come speculazione, è fondata?

«È l’esatto contrario. Si tende a definire speculazione qualsiasi aumento, dal latte al prosciutto. Oggi Eni tiene i prezzi del gasolio sulla sua rete più bassi del dovuto, mettendo in difficoltà il resto degli operatori. Semmai assistiamo a una ‘speculazione al ribasso’ legata all’ottimismo della finanza. Con la crisi di Hormuz, la più grave della storia, i prezzi dovrebbero essere molto più alti».

pompe di benzina 1

 

[...] Quindi non pensa che il governo italiano dovrebbe intervenire per tutelare i consumatori?

«Ai consumatori va dato un segnale: bisogna consumare meno, e lo strumento più efficace è il prezzo. [...]».

 

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