giuseppe conte natale babbo

QUANTO VALE UN NATALE? - SECONDO IL RAPPORTO CENSIS-CONFIMPRESE, UN LOCKDOWN DURANTE LE FESTE COSTEREBBE ALL'ITALIA 25 MILIARDI DI CONSUMI. A FINE ANNO, A CAUSA DELLA SECONDA ONDATA DI RESTRIZIONI IN AGGIUNTA AL PRIMO LOCKDOWN, IL CROLLO DEI CONSUMI SI ATTESTERÀ A 229 MILIARDI DI EURO (-19,5% IN TERMINI REALI IN UN ANNO), E SI POTREBBE RIPERCUOTERE IN UNA PERDITA DI CINQUE MILIONI DI POSTI DI LAVORO

 

Da www.repubblica.it

 

VIGNETTA DI VAURO - SALVIAMO IL NATALE

Il premier Conte ha affermato che i sacrifici attuali servono anche a "salvare" il Natale. Ma intanto il Rapporto Censis-Confimprese fa i conti: un lockdown a Natale costerebbe all'Italia 25 miliardi di euro di consumi. Il dato emerge dallo studio "Il valore sociale dei consumi", realizzato con il contributo di Ceetrus.

 

A fine anno, a causa della seconda ondata di restrizioni in aggiunta al primo lockdown, il crollo dei consumi si attesterà a 229 miliardi di euro (-19,5% in termini reali in un anno), e si potrebbe ripercuotere in una perdita di cinque milioni di posti di lavoro. Il solo retail, afferma il Censis, subirà una sforbiciata di 95 miliardi di euro di fatturato (-21,6%) e nel comparto si rischia la perdita di oltre 700.000 posti di lavoro. Nel periodo delle feste natalizie restrizioni paragonabili al lockdown di primavera farebbero sfumare 25 miliardi di euro di spesa delle famiglie.

 

"La situazione della distribuzione e del commercio in generale - afferma Mario Resca, presidente di Confimprese - è già durissima oggi, con chiusure soltanto parziali, perché da quando appena una settimana fa si è cominciato a parlarne, la flessione è stata immediata, i clienti si sono diradati e la distribuzione, la ristorazione e il commercio hanno già intravisto i giorni bui di marzo e aprile. Senza contare che, in relazione al virus, la chiusura dei centri commerciali il sabato e la domenica in alcune regioni non risolve nulla, perché concentra i già scarsi clienti durante gli altri giorni della settimana, con disagi maggiori".

 

 

L'indagine analizza anche le reazioni degli italiani rispetto alle nuove chiusure. La metà degli intervistati è disposta ad accettare i rigori della seconda ondata dell'epidemia solo perché è convinta che a breve arriverà una cura risolutiva o il vaccino. Lo dicono soprattutto i residenti del Sud (il 55,2% rispetto alla media nazionale del 49,7%) e gli anziani (il 53,5%). L'asticella è fissata a Natale: è questo l'orizzonte massimo di tenuta psicologica degli italiani all'indomani delle nuove restrizioni.

GIUSEPPE CONTE CON BABBO NATALE

 

Nell'emergenza si sono accelerati cambiamenti significativi nei comportamenti di consumo degli italiani. Ben 18 milioni hanno modificato i propri comportamenti di acquisto, cambiando negozi o brand di riferimento, gestendo diversamente la spesa, cambiando i criteri di scelta dei luoghi di acquisto. Dall'inizio della pandemia, 13 milioni hanno sostituito i negozi in cui di solito effettuano gli acquisti alimentari. Nel periodo dell'emergenza il 42,7% ha acquistato online prodotti che prima comprava nei negozi fisici, in particolare i giovani (52,2%) e i laureati (47,4%). In generale, dopo il Covid-19 il 38% degli italiani afferma che non tornerà alle vecchie abitudini di consumo.

 

 

MEME SU GIUSEPPE CONTE

I consumi non sono certo un aspetto secondario della vita quotidiana: per il 57,1% degli italiani il benessere soggettivo dipende molto dalla libertà di acquistare i beni e i servizi che si desiderano. Per il 79,4% gli acquisti riflettono la propria identità e i propri valori. Per il 70,3% i consumi sono un pilastro della libertà personale, perché poter comprare le cose che si desiderano è una parte importante dell'autonomia individuale. Ma la libertà di scelta dei beni e servizi che si desiderano è frenata anche dalle difficoltà economiche.

 

Nella prima ondata, quasi 4 milioni di famiglie hanno già fatto ricorso a prestiti e aiuti da parte di familiari e amici, soprattutto quelle con redditi bassi (il 25%). Le reti di sostegno informale sono state spremute, ora per chi entra in sofferenza è alto il rischio di ritrovarsi soli. Così, paura e incertezza colpiscono maggiormente le persone con i redditi più bassi: il 60,3% di essi (contro il 37,2% medio) taglia i consumi per risparmiare soldi da utilizzare in caso di necessità.

babbo natale con la mascherina 2babbo natale con la mascherina 3

 

babbo natale con la mascherina

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