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IL SUPERBONUS È COME IL MAIALE: NON SI BUTTA VIA NIENTE – IL TESORO VUOLE USARE I MILIARDI DI CREDITI BLOCCATI PER TRUFFE NELL’UTILIZZO DELLE AGEVOLAZIONI EDILIZIE PER RIDURRE IL DEFICIT E PROVARE A USCIRE DALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE – SOLO NEI PRIMI TRE MESI DEL 2026 I NUMERI DEI RAGGIRI SUL SUPERBONUS RAGGIUNGONO I 4,1 MILIARDI DI EURO – IL MEF LAVORA PER TRADURRE I TITOLI CANCELLATI IN MINORI USCITE DI CASSA, DIMOSTRANDO A BRUXELLES CHE GRAN PARTE DEL DISAVANZO CALCOLATO ERA BASATO SU FLUSSI DI DENARO INESISTENTI O FRAUDOLENTI…

Estratto dell’articolo di Fabrizio Goria per www.lastampa.it

 

superbonus edilizio

Lo stallo contabile può avere una via di fuga. L’Italia studia la carta dell’evasione scoperta sul Superbonus per uscire dalla Procedura per deficit eccessivo (Edp).

 

Il governo valuta di sfruttare l’esplosione delle frodi edilizie per correggere i conti pubblici e rassicurare Bruxelles in autunno, come lasciato intendere nel dialogo fra il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il commissario europeo Valdis Dombrovskis riportato da La Stampa la settimana scorsa.

 

I numeri del raggiro sono titanici, eppure offrono un salvagente per il rapporto deficit/Pil. «La strada è in salita e l’operazione sui conti richiede precisione, ma l’obiettivo di rientrare nei parametri europei grazie alla pulizia dei crediti fantasma è possibile», trapela da fonti governative impegnate sul dossier. L’esecutivo, si spiega, lavora per trasformare uno squilibrio sistemico in leva di risanamento.

 

giancarlo giorgetti alla camera foto lapresse 8

La strategia di Palazzo Chigi parte da una ferita aperta. L’obiettivo mancato sui conti brucia, con la certificazione numerica arrivata da Eurostat. Come reso noto dall’istituto europeo lo scorso 22 aprile, il disavanzo italiano per l’anno passato si è attestato al 3,1%, con un passivo di 69,3 miliardi di euro.

 

Per rientrare sotto la soglia di Maastricht del 3% e disinnescare i richiami formali della Commissione europea, serviva una riduzione corposa. Il traguardo è sfuggito a causa della coda imprevista del Superbonus.

 

La misura, unita alle deroghe temporanee concesse in fase di chiusura, ha generato 5 miliardi di euro di crediti d’imposta supplementari, un onere che ha spinto il disavanzo oltre la linea di guardia.

 

giorgia meloni - superbonus

A questa cifra si sommano, in base alle elaborazioni del ministero dell’Economia, tra i 2 e i 3 miliardi di maggiore spesa per interessi sul debito. L’utilizzo prolungato di questi strumenti per pagare minori imposte ha incrementato l’indebitamento dello Stato, generando oneri passivi scaricati sui saldi finali.

 

La stretta sui controlli offre adesso una sponda contabile preziosa per il recupero, confortata dai dati dettagliati emersi da un’analisi de Il Sole 24 Ore e basata sui registri dell’Agenzia delle Entrate. Nei primi tre mesi del 2026, il Fisco ha bloccato 4,1 miliardi di euro di crediti irregolari.

 

SUPERBONUS 110

Questa quota rappresenta il 33% del totale maturato per le spese dell’anno precedente. In pratica, un euro su tre generato dai cantieri dell’ultimo scorcio del Superbonus è risultato inutilizzabile. L’azione di filtro si è mossa su due binari. I sistemi di controllo preventivo hanno permesso di scartare alla radice 1,8 miliardi di euro di pratiche sospette.

 

Le attività di analisi del rischio, concentrate sulle comunicazioni di cessione del credito o di sconto in fattura, hanno intercettato altri 2,3 miliardi, individuando profili di alta pericolosità. Su questo fronte, le indagini hanno portato l’autorità giudiziaria a disporre sequestri preventivi per 680 milioni. Questa operazione di pulizia ha evitato un salasso superiore a quello messo in conto dal governo nel Documento di finanza pubblica.

 

 

 

nicola fratoianni giuseppe conte - vignetta by osho

Il conto dell’agevolazione, però, ha continuato la sua ascesa. Il bollettino dell’Enea, con stime aggiornate al 30 aprile 2026, fissa a quasi 132 miliardi di euro le detrazioni maturate in via definitiva per i lavori conclusi.

 

Il costo complessivo per le casse dello Stato tocca i 174 miliardi, un valore di molto superiore, pari a quattro volte le previsioni di partenza. La mole dei crediti fantasma ha assunto dimensioni sistemiche, ma proprio da questo bacino passa la via d’uscita. Il quadro storico tracciato dall’allora direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, durante l’audizione in Commissione Finanze del Senato datata 16 aprile 2024, ha individuato in 15 miliardi di euro il totale delle truffe scoperte sui bonus edilizi.

 

SUPERBONUS 110

Di queste risorse, 8,6 miliardi di euro sono finiti sotto chiave grazie ai sequestri preventivi dell’autorità giudiziaria, mentre 6,3 miliardi sono stati respinti in blocco dalla piattaforma informatica prima ancora che potesse avvenire la cessione a terzi. Vale a dire, come riferiscono fonti del Tesoro, che occorre attendere la fine delle indagini per il quadro definitivo, evitando speculazioni.

 

Ciò che è evidente è che depurare il bilancio dello Stato da tali passività fittizie abbassa la spesa netta. Il dicastero di Via XX Settembre lavora per tradurre i titoli cancellati o sterilizzati in minori uscite di cassa, dimostrando a Bruxelles che gran parte del disavanzo calcolato era basato su flussi di denaro inesistenti o fraudolenti.

 

giancarlo giorgetti alla camera foto lapresse 2

Su cui non c’è responsabilità dello Stato. In tal contesto, la sterilizzazione delle frodi alleggerirebbe il fabbisogno nel medio periodo, migliorerebbe i saldi strutturali e fornirebbe all’Italia le munizioni contabili essenziali per negoziare la fine della Procedura dopo l’estate.

 

Presentarsi al tavolo europeo nel prossimo autunno con un portafoglio di crediti stralciati imponente significa poter dimostrare che il deficit strutturale del Paese è sotto controllo, trasformando una colossale truffa ai danni dello Stato nell'argomento contabile decisivo per ottenere il via libera dalle istituzioni comunitarie e rimettere in sicurezza i conti della nazione.

 

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