de laurentiis manna elkann cardinale furlani comolli

IL CALCIO ITALIANO HA UN PROBLEMA NON SOLO DI SOLDI, MA DI COMPETENZE - I CLUB SPENDONO MALE: MANCANO DI DIRIGENTI CAPACI IN GRADO DI INDIVIDUARE E VALORIZZARE TALENTI - NEGLI ULTIMI ANNI JUVENTUS, MILAN E NAPOLI HANNO FATTO MERCATI A LIVELLO DEI TOP CLUB EUROPEI CONTINENTALI (I CLUB INGLESI NON LI CONSIDERIAMO) PER INVESTIMENTI NEI CARTELLINI. IL DATO CLAMOROSO E' CHE SPENDONO COME BAYERN MONACO E PSG, CHE PERO' HANNO APPENA GIOCATO LE SEMIFINALI DELLA CHAMPIONS LEAGUE 2025-26, MENTRE LE ITALIANE NON RIESCONO A ESSERE COMPETITIVE A LIVELLO EUROPEO. IL FATTO E’ CHE PAGANO TANTO DEI PIPPONI CONCLAMATI…

Claudio Plazzotta per italiaoggi.it - Estratti

 

Facciamo un po’ i conti in tasca alle squadre di calcio italiane più prestigiose, affidandoci ai dati di Transfermarkt. E analizziamo sia i club felici, come l’Inter fresca vincitrice dello scudetto, sia quelli delusi dai risultati della stagione.

 

DE LAURENTIIS MANNA

Il Napoli, ad esempio, ha realizzato acquisti di calciatori per 147,5 milioni di euro nella stagione 2025-26, e per 155 milioni di euro nella stagione 2024-25.

 

Quindi, negli ultimi due anni, la Juventus ha comprato talenti, o presunti tali, per 338,5 milioni di euro, il Milan per 309 milioni, il Napoli per 302 milioni di euro. Più virtuosa l’Inter, che ha speso solo 174,6 milioni: i nerazzurri, infatti, avevano già una rosa forte, confermata negli anni senza cedere i migliori, e hanno dovuto solo puntellare qua e la, mentre gli altri club, chi perché ha venduto qualche big (Napoli e Milan), chi perché è reduce da stagioni negative (Juventus e Milan), sono stati obbligati ha investire di più nello shopping.

 

 

Ma la narrazione che dipinge le società italiane come ridotte sul lastrico, povere, con le tasche vuote, che non possono spendere nè permettersi di accedere ai calciatori forti e quindi, per questo, non sono in grado di competere in Europa, è corretta?

 

Perché, tanto per dire, il Barcellona ha fatto acquisti per 88 milioni di euro complessivi nel biennio 2024-26; il Bayern Monaco per 237,8 milioni; negli ultimi due anni il Real Madrid ha speso 216,5 milioni totali in cartellini (certo, nel 2024-25 si è preso un certo Kylian Mbappè a parametro zero ma versando alla star francese 100 milioni di euro alla firma, con ingaggio galattico da 32 milioni annui); lo stellare Psg ha investito 367,2 milioni (non molto più della Juventus). L’unico club non inglese un po’ fuori controllo è l’Atletico Madrid, con 418 milioni di euro spesi nel biennio 2024-2026, a fronte però di cessioni che hanno assicurato 260 milioni in entrata.

FURLANI CARDINALE

 

 

(...)

Detto questo, tuttavia, si può tranquillamente dire che negli ultimi anni Juventus, Milan e Napoli abbiano fatto mercati a livello dei top club europei continentali (i club inglesi non li consideriamo) per investimenti nei cartellini, e spendano come Bayern Monaco e Psg, che hanno appena giocato le semifinali della Champions League 2025-26.

 

Il problema, quindi, sta tutto nelle dirigenze e negli allenatori delle società italiane, che si stanno dimostrando spendaccioni ma incapaci di individuare e valorizzare talenti buoni per emergere in Italia e in Europa.

 

La Juventus, ad esempio: (...) Nel 2025-26 sono arrivati altri flop, da Kelly (17 milioni) a Zhegrova (15,5), da Joao Mario (12) a Openda (3,25 mln per il prestito e 40 milioni per l’obbligo di riscatto), fino a Holm e Boga (in prestito) e David, a parametro zero ma con ingaggio altissimo (8 milioni) e 12,5 mln alla firma.

 

 

manna cremonese napoli

Quasi peggio il Milan, reduce da un 2024-25 con gli acquisti di Gimenez (30 milioni), Fofana (26 mln), Pavlovic (18,5), Morata (17,2), Royal (16), Jimenez (14,75), Bondo (10,5), dei quali solo Pavlovic è titolare; e poi da una stagione 2025-26 con l’arrivo di Nkunku (37 milioni), Jashari (36), Ricci (23), De Winter (20), Estupinian (17), Athekame (10), Cissè (8), Rabiot (7), Odogu (7), con solo Rabiot titolare (Modric è stato preso a parametro zero).

 

 

E il dramma di club gestiti male è che gli errori degli anni passati continuano a gravare sui conti degli anni successivi. Perché in giugno torneranno alla base Milan tutti i vari flop dati in prestito ad altre squadre e che non si sono valorizzati: Musah (pagato 21,2 milioni), Chukwueze (21,1 mln), Morata (17,2 mln), e poi Bennacer, Terraciano, Jimenez o Pobega. Sette giocatori che praticamente già da soli bloccano tutto il calciomercato Milan per la prossima stagione.

 

 

L’Inter è stata notevolmente più sobria, ma nella stagione 2025-26 i vari nuovi acquisti non sono diventati titolari: Bonny (23 milioni), Henrique (23 mln), Diouf (20) e Sucic (14,6) sono infatti tutte riserve, mentre l’unico a scendere regolarmente in campo è stato Akanji (un milione per il prestito, e 15 mln per il riscatto da pagare dal 2026-27).

 

Conta il budget, ma i manager fanno la differenza

COMOLLI ELKANN

In conclusione, quindi, la differenza, nelle competizioni calcistiche, la possono certo fare i budget a disposizione, anche se Liverpool (481,3 milioni spesi in cartellini solo nel 2025-26) o Chelsea (339,1 mln nel 2025-26) son lì a leccarsi le ferite nonostante gli investimenti clamorosi.

 

Meglio hanno performato Manchester City e Arsenal, entrambe con una campagna acquisti 2025-26 da 300 milioni di euro e in lotta per la vittoria della Premier league, con l’Arsenal anche in finale di Champions league.

 

 

E, a dirla tutta, non è un caso se in Italia, dal 2012 a oggi, Giuseppe Marotta si sia portato a casa 11 scudetti su 15 (otto con la Juve e tre con l’Inter). Perché le idee e la capacità di gestire le situazioni valgono più dei ricchi bonifici.

 

In conclusione, perciò, i club italiani avrebbero tutte le risorse per allestire rose competitive: mancano dirigenti esperti e capaci, e allenatori giovani e aggiornati in grado di valorizzare i giocatori. Tutto il resto è storytelling, che a qualcuno fa comodo per svilire il prodotto Serie A e il calcio italiano. Una narrazione, però, non corroborata dai numeri.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci friedrich merz antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – CAMERATI, LA PAROLA D'ORDINE E': ASPETTIAMO E VEDIAMO! - A GIORGIA MELONI, IN FORMATO "PREMIER DURACELL", CONVIENE PROVARE A PORTARE A TERMINE LA LEGISLATURA FINO A SCADENZA NATURALE, A OTTOBRE 2027, QUANDO SARA' PIU' CHIARO L'ASSETTO DELLE FORZE IN CAMPO NELL'UNIONE EUROPEA - SPIRA UN VENTO DI DESTRA NELL'UE E SE MARINE LE PEN VINCESSE LE PRESIDENZIALI IN FRANCIA, I NEO-FRANCHISTI DI VOX ANDASSERO AL GOVERNO IN SPAGNA E LA CDU, SFANCULATO MERZ, CERCASSE UN ACCORDO CON LE SVASTICHELLE DI AFD, ALLORA ANCHE LA DUCETTA POTREBBE PIU' FACILMENTE "SVOLTARE A DESTRA" E CERCARE UN'ALLEANZA ELETTORALE CON VANNACCI - QUEL CHE OGGI APPARE COME UNA FOLLIA, DOMANI, CON UN'EUROPA "IN NERO" DIVENTEREBBE UNA MOSSA QUASI NATURALE. A QUEL PUNTO, FORZA ITALIA E LEGA NON POTRANNO CHE FARE PIPPA E INGOIARE L'AMARO BOCCONE...

repubblica gedi mirja cartia d’asero kyriakou

DAGOREPORT – CHE ARIA TIRA ALLA “REPUBBLICA” DI ATENE? NELL’INCONTRO TRA IL CDR DEL QUOTIDIANO E L’AD DI GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO, È STATO CHIARITO IL METODO DEL NUOVO EDITORE GRECO, THODORIS KYRYAKOU: PIÙ PARTECIPAZIONE DEI GIORNALISTI, PERCHÉ IL RILANCIO NON PUÒ ESSERE CALATO DALL’ALTO, E SOPRATTUTTO ATTENZIONE AI CONTI – IL VERO INNESTO È SULL’INNOVAZIONE, CON L’INGRESSO DI VERONICA DIQUATTRO, MANAGER CON UN PASSATO IN SPOTIFY E GOOGLE, PER IL RILANCIO DEL DIGITALE – IL PIANO INDUSTRIALE 2027-2030: IL PAREGGIO DI BILANCIO IN TRE ANNI, SENZA LICENZIAMENTI E SENZA UN PREPENSIONAMENTO IN PIÙ RISPETTO A QUELLI GIÀ PREVISTI – IL PRIMO BANCO DI PROVA DEL NUOVO CORSO SARÀ IL LANCIO DI “REPUBBLICA EUROPE”...

giuseppe conte giorgia meloni elly schlein

DAGOREPORT – SCHLEIN E CONTE SE LE DANNO DI SANTA RAGIONE, SCIORINANDO UNA MINCHIATA DOPO L'ALTRA – PEPPINIELLO SCRIVE UNA LETTERA A “REPUBBLICA” NELLA QUALE, PRENDENDO FISCHI PER FIASCHI, RINNEGA LA ''CULTURA WOKE'': UN CALCIONE A ELLY, CHE HA COSTRUITO LA SUA ASCESA POLITICA SUL WOKISMO – PER FAR CAPIRE A CONTE CHE LA PRIMA VOCE DEL CENTROSINISTRA E' IL LEADER DEL MAGGIORE PARTITO, ANCHE ELLY SCRIVE A "REPUBBLICA" PER INVITARE MELONI A CERCARE INSIEME SOLUZIONI PER LA CRISI ENERGETICA - UNA MOSSA CHE SI È RIVELATA UN DOPPIO BOOMERANG: LA DUCETTA FURBETTA L’HA SBERTUCCIATA E CONTE, COME REAZIONE, HA INGRANATO LA QUINTA SULLO STOP AGLI AIUTI ALL’UCRAINA - E NESSUNO DEL PD GLI HA REPLICATO CHE IL NOSTRO SOSTEGNO A KIEV, DAL 2022 A OGGI, E' STATO DI TRE MILIARDI, CIOE' 50 EURO PRO-CAPITE PER OGNI ITALIANO. UNA CIFRA NOTEVOLMENTE PIÙ BASSA DEI 230 EURO PRO CAPITE DELLA GERMANIA O DEI 206 EURO DELLA GRAN BRETAGNA, MA ANCHE DEI 90 EURO DELLA FRANCIA... 

maria rosaria boccia sigfrido ranucci

IL LIBRO DI MARIA ROSARIA BOCCIA SU RANUCCI E’ UN LIBRO…SULLA BOCCIA – L’EX AMANTE DI SANGIULIANO ESCLUDE OGNI FORMA DI RELAZIONE SENTIMENTALE CON L’EX CONDUTTORE DI “REPORT” MA SCRIVE: “NON SO SE, IN QUALCHE MOMENTO, SIGFRIDO MI ABBIA CORTEGGIATA” - E LO SFOTTE PURE: “E’ UN SUPERMAN CHE AVREBBE AVUTO BISOGNO DI MANUTENZIONE”. LA DESCRIZIONE DELLA POLEMICA SULLA LOBBY GAY CON CERNO E GILETTI. LEI GLI CHIEDE: “VADO DA FORMIGLI IL GIOVEDÌ OPPURE DA GILETTI IL LUNEDÌ?” E LUI SUGGERISCE IL CIMITERO, “INDICANDOMI COME POSSIBILI ALTERNATIVE IL VERANO OPPURE PRIMA PORTA” - RANUCCI E SALLUSTI A PIEDI NUDI - LA GELOSIA DI LAURA CIANFONI…

bollo auto roberto vannacci giorgia meloni giancarlo giorgetti ursula von der leyen

DAGOREPORT - BOLLO CHE NON BALLA! LA TROVATA ELETTORALE DI SOSPENDERE PER UN ANNO IL BOLLO AUTO, PRESA IN AUTONOMIA DALLA MELONI, SI È RIVELATA UN PASTICCIO (ALTRO CHE "MISURA STRUTTURALE", DURA UN SOLO ANNO!) – DOVE SI PRENDONO I 2,3 MILIARDI DI EURO DI COPERTURE PER COMPENSARE I MANCATI INCASSI DELLE REGIONI? IL TESORO VUOLE USARE I "RISPARMI" DEI FONDI PNRR, BRUXELLES E' SCETTICA E GIORGETTI HA REAGITO IN MODO SCOMPOSTO: “QUELLI ORMAI SONO SOLDI NOSTRI” – LA MOSSA SPERICOLATA CONFERMA COME LA DUCETTA STIA ORMAI RINCORRENDO VANNACCI, CHE NEL PROGRAMMA DI "FUTURO NAZIONALE" AVEVA PREVISTO PROPRIO IL TAGLIO DEL BOLLO. IL GENERALE HA GIOCO FACILE A RINFACCIARE ALLA DUCETTA CHE LA MISURA È TUTT’ALTRO CHE “STRUTTURALE”, DAL MOMENTO CHE È VALIDA SOLO PER IL 2027, CIOE' L’ANNO ELETTORALE. UNA SORTA DI “BOLLO DI SCAMBIO”…

anna wintour e beppe sala - vogue world milano john galliano

DAGOREPORT – IL 22 SETTEMBRE SBARCA IN GALLERIA A MILANO VOGUE WORLD, QUEL BARACCONE A SCOPI SEMI-BENEFICI CHE ANNA WINTOUR ORGANIZZA UN ANNO QUI E UN ANNO LÀ, MA CHE IN REALTÀ MIRA A RIMPINGUARE LE CASSE DI CONDÉ NAST – LA WINTOUR SI PRESENTA MEZZA AZZOPPATA PER L’INCIDENTE DEL MET GALA, CON LA MOSTRA DEDICATA AL SUO AMICO JOHN GALLIANO, POI CANCELLATA PER LE POLEMICHE SULLE USCITE ANTISEMITE DELLO STILISTA – “LADY VOGUE” HA INGOLOSITO BEPPE SALA GARANTENDOGLI DUE MILIONI DI EURO PER RECUPERARE UNA BIBLIOTECA A QUARTO OGGIARO – POI GLI ORGANIZZATORI HANNO MESSO “SOTTO TORCHIO” CHIUNQUE FACCIA MODA PER FARSI DARE VESTITI E ACCESSORI PER LA SFILATA E HANNO FATTO SAPERE CHE L’EVENTO ERA SÌ GRATIS, MA LA PRESENZA ERA GARANTITA CON 25 MILA EURO PER LA PRIMA FILA E 15 MILA PER LA SECONDA. ALLA FINE SI È ARRIVATI ALL'OFFERTA LIBERA…