franco gabrielli giorgia meloni

IL “CAMPO LARGO” HA BISOGNO DI UN FEDERATORE? C’E’ GIA’: E’ FRANCO GABRIELLI  “LA DIMOSTRAZIONE LAMPANTE CHE IL CENTRODESTRA FA PROPAGANDA È CHE LE COSE CHE OGGI VANNACCI PROPUGNA SONO LE STESSE CHE DICEVA CHI OGGI GOVERNA - LA SICUREZZA DEL PAESE NON È MIGLIORATA. PARLAVANO DI BLOCCO NAVALE, MA È IRREALIZZABILE. OGGI VANNACCI PARLA DI REMIGRAZIONE, CHE È UNO SLOGAN. LE RICETTE PER LE QUALI OGGI SI VANTA LA DIMINUZIONE DEGLI SBARCHI SONO QUELLE DEL 2017 – IL GOVERNO HA APPENA VARATO IL SESTO DECRETO SICUREZZA: È LA CERTIFICAZIONE CHE I DECRETI PRECEDENTI NON HANNO DATO RISULTATI - IL CENTROSINISTRA HA UN RAPPORTO TIMIDO CON GLI APPARATI DI SICUREZZA, QUASI LI EVITA, PERCHÉ LI CONSIDERA UNA DECLINAZIONE DI UNA MODALITÀ SECURITARIA. QUESTO HA CONSENTITO AL CAMPO AVVERSO DI IMPADRONIRSENE CON LE PROPRIE RICETTE. MA LA SICUREZZA È UN BENE COMUNE, LA PRECONDIZIONE DI TUTTE LE LIBERTÀ E DI TUTTI I DIRITTI…”

Estratto dell’articolo di Daniela Preziosi per https://www.editorialedomani.it  

 

FRANCO GABRIELLI A REPUBBLICA DELLE IDEE

Franco Gabrielli è il classico poliziotto buono dell’hard boiled. Quello che chiunque si augura di avere davanti se si trova nei guai, e di cui i più scafati invece sempre diffidano. Per parlare di “sicurezza democratica”, è lui a iniziare dal 2001. L’anno del G8, di Carlo Giuliani, della macelleria messicana. Dell’11 settembre. Venticinque anni fa, dice, praticamente «un Giubileo».

 

Gabrielli ha un curriculum stellare: è stato direttore del Sisde e dell’Aisi, prefetto dell’Aquila e di Roma, capo della Protezione civile, capo della polizia, sottosegretario del governo Draghi e Autorità delegata per la sicurezza.

 

Sui fatti di Genova, da neocapo della polizia, nel 2017 a Repubblica rilasciò un’intervista che ha fatto storia. Titolo: «Il G8 di Genova fu una catastrofe», sommario: «Al posto di De Gennaro (allora capo della polizia, fino al 2007, ndr) mi sarei dimesso». […]

Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 3

 

Sta partendo una campagna elettorale in cui la destra soffierà sul tasto della sicurezza, anzi dell’insicurezza?

[…] La nostra premier dice che prima di lei c’era la pacchia, “adesso siamo arrivati noi”. Bene, in questi 25 anni chi ha governato la politica della sicurezza interna in questo paese? È andata così: dal 2001 al 2026 l’Italia ha avuto dieci ministri dell'Interno, tre di Forza Italia, che hanno governato per otto anni, tre della Lega, per nove anni. I partiti del centrosinistra ne hanno avuto due per tre anni e mezzo. Ci sono stati due tecnici, Annamaria Cancellieri e Luciana Lamorgese, per quattro anni e mezzo. Il che significa che su 25 anni, per 17 hanno governato ministri dell’attuale maggioranza.

franco gabrielli

 

Dunque di qualsiasi cosa si lamentino, la responsabilità è loro?

I dati sono inequivoci. Detto questo, da noi il ministro dell’Interno è un San Sebastiano. Sulla carta è autorità nazionale di pubblica sicurezza, ma di fatto governa una sola forza di polizia. Il resto è governato dagli apparati. Comunque negli ultimi quattro anni c’è stata una maggioranza solida. La dimostrazione lampante che fanno propaganda è che le cose che oggi Vannacci propugna sono le stesse di cui erano propugnatori quelli che oggi governano.

 

Quindi ha ragione Vannacci, dal suo punto di vista?

Certo, rispetto ai loro criteri, la sicurezza del Paese non è migliorata. Parlavano di blocco navale, ma è irrealizzabile. Oggi Vannacci parla di remigrazione, che è lo stesso uno slogan. Le ricette per le quali oggi si vanta la diminuzione degli sbarchi sono quelle del 2017. Le condizioni che contano però sono quelle dei Paesi di partenza. Il 2023 è stato un anno orribile, con oltre 150 mila sbarchi, perché la Tunisia era al collasso. Ora la Tunisia si è rimessa in sesto, in Libia gli equilibri fra le milizie sono meno effervescenti, e i numeri sono cambiati. Ma il linguaggio di verità dovrebbe essere la base per non turlupinare i cittadini. […]

Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 2

 

Il governo ha appena varato il sesto decreto sicurezza.

È quantomeno la certificazione che i decreti precedenti non hanno dato risultati. E poi qualcuno sa quali sono stati gli effetti dei cinque precedenti? Delle due l'una: o hai iniziato il percorso non avendo presente la complessità della materia, oppure questa coazione a ripetere è un approccio emotivo. […] Tralascio il fatto che ogni decreto ha un trigger, rave, Cutro, Caivano, e da ultimo “maranza”, modalità barbara di definire un soggetto con la connotazione più razzista e razziale possibile.

Roberto Vannacci

 

[…] Che rapporto ha lo schieramento democratico con la sicurezza?

Un rapporto timido, quasi evita il rapporto, perché alla fine lo considera una declinazione di una modalità securitaria. Questo ha consentito al campo avverso di impadronirsene con le proprie ricette. Il tema di una sicurezza democratica dovrebbe essere pacifico, la sicurezza è un bene comune, la precondizione di tutte le libertà e di tutti i diritti.

 

Ovviamente cambiano le ricette. C’è chi pensa di lavorare solo sugli effetti dei fenomeni con l'utilizzo parossistico delle norme penali, ovvero tutto è repressione. La sinistra dovrebbe avere un approccio strabico, un occhio che guarda ad oggi, che dia risposte soprattutto a quella parte di cittadinanza più debole, più impaurita, e uno che guarda in prospettiva.

 

franco gabrielli

Parla dell’immigrazione?

Certo l’immigrazione è un tema emblematico. Penso all’ipocrisia in base alla quale si fanno decreti flussi per 450 mila persone, ma non si intraprende il minimo processo di integrazione. E questo non è un approccio solo della destra. A parte il piccolo settore dei razzisti, c’è una maggioranza silenziosa che ritiene gli stranieri come un male necessario. Perché certi lavori non li facciamo più. Ma il retropensiero è neoschiavista.

 

Queste persone vanno bene fino alle 18, poi si dovrebbero dissolvere. Nel nostro Paese sono stati censiti oltre 150 ghetti. Il ghetto favorisce la sicurezza? No. E se queste situazioni non sono governate sotto il profilo dell’integrazione, è chiaro che la condizione di marginalità sarà l'anticamera dell'illegalità e l'illegalità della criminalità. Queste sono cose di cui, al massimo la sinistra parla. Parla solo intendo. […]

 

roberto vannacci a sanremo per il triathlon futurista

Torniamo al drammatico G8. Nel suo libro scrive che la sinistra non colse l’occasione di affrontare il tema del modello di sicurezza, e fu «un errore esiziale, che avrebbe consegnato la pancia degli apparati a quella dimensione di rancore e solitudine in cui le parole d’ordine della destra avrebbero facilmente attecchito». All’epoca la sinistra fu parte lesa.

Quel 2001 non iniziò a luglio, iniziò a marzo con gli scontri di Napoli, e c’era un governo di sinistra. Che usò poi una modalità autoassolutoria. […]

 

Dopo quell’occasione mancata, la sinistra che oggi si candida a governare ha gli strumenti per un nuovo dialogo con le forze di Polizia?

Ha l’obbligo, non so se ne ha la volontà. Ma chi vuole candidarsi al governo del Paese questo rapporto lo deve riannodare. Avere assecondato questa modalità di chiusura su sé stessi degli apparati è stata una scelta infelice. Perché sono stati consegnati alle sirene di una narrazione che spesso li utilizza come bandiere, ma non sempre ne cura gli interessi. […]

TAJANI MELONI SALVINIfranco gabrielli a piazzapulita 3

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