carlo freccero paolo mieli ranucci lavitola ristorante cefalu

“È POSSIBILE CHE IL RISTORANTE CEFALÙ NON SIA MAI FINITO SOTTO L’ATTENZIONE DEI SERVIZI?” – CARLO FRECCERO: “LAVITOLA HA NOSTALGIA DEGLI ANNI NOVANTA. SOLO CHE ORA LA BOMBA NON CONTA PIÙ NULLA, PERCHÉ I TEMI SONO MOLTO PIÙ IMPORTANTI. NON È UNA STORIA DI QUARTIERE. C'È QUALCUNO DI PIÙ SOPRA?” – IL GIUDIZIO DEFINITIVO SU PAOLO MIELI: “LA SUA INTERVISTA AL ‘CORRIERE È UN CAPOLAVORO. È UN RITRATTO SCIENTIFICO DI MIELI: LUI CHE VA AL RISTORANTE, SI FA FARE IL PIATTO PREFERITO E SI FA RIACCOMPAGNARE A CASA. È UN PEZZO STRAORDINARIO. ECCO PERCHÉ TUTTI LO VOGLIONO NEI TALK. MIELI SI PIEGA AL TEATRO. DICE DI ESSERE DI SINISTRA MA POI ESALTA GIORGIA MELONI, INTERPRETA MILLE PERSONAGGI, È UNA MACCHINA NARRATIVA CAPACE DI TRASFORMARE OGNI TEMA IN SOAP OPERA. QUESTO È DIVENTATA LA POLITICA. SE CI FOSSERO ANCORA I MAESTRI DELLA COMMEDIA ALL’ITALIANA SAREBBERO IMPAZZITI...”

Estratto dell’articolo di Domenico Agrizzi per https://mowmag.com/

 

CARLO FRECCERO

Una bomba che potrebbe diventare un’opportunità per la tv di riflettere su se stessa. Carlo Freccero prende l’affaire che coinvolge Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola dal lato della teoria. E [...] lancia la proposta [...]: “Ranucci dovrebbe mettersi davanti al pubblico, uno contro tutti. Come faceva Maurizio Costanzo”.

 

Come Carmelo Bene, direbbe qualcuno. Lo spunto in realtà vale soprattutto per la Rai: “Si dimostrerebbe contemporanea e capace di autoanalisi”.

 

[...] “È Roma”, dice ancora Freccero, “la città che capovolge e mescola ogni cosa”. E mescola anche narrazioni. Maestro in questo è Paolo Mieli: “La sua intervista è il pezzo più bello finora. Mieli si piega al teatro, interpreta mille personaggi, trasforma ogni tema in soap opera. Perché questa è la politica oggi”. La bomba (e il dopo-bomba), però, secondo Freccero dicono molto anche sul giornalismo.

 

Cosa pensa del cambio di titolo dell’intervista che ha rilasciato al Quotidiano Nazionale?

GOMES TAVARES - SIGFRIDO RANUCCI - VALTER LAVITOLA - MEME BY OSHO

Per esperienza so che il titolo dell’articolo viene regolarmente cambiato dalla redazione, soprattutto se il testo da pubblicare non è in linea con gli orientamenti del giornale in cui sei ospitato. Talvolta si arriva ad un effetto paradossale per cui il titolo smentisce il contenuto dell’articolo stesso.

 

È un’operazione che presuppone una lettura distratta da parte del pubblico, una sorta di analfabetismo di ritorno. Il giornale non rappresenta più un testo da meditare ma una sfilata di titoli fatti per aggiornare il pubblico senza obbligarlo a leggere.

 

paolo mieli a sabaudia - foto di chi

Questa operazione di sintesi che si vuole imporre riassume molto bene l’attuale utilizzo dei quotidiani, che non vengono fruiti come repertorio di notizie reali, ma come specchio della verità ufficialmente accettata in quel momento storico. In particolare il giornale non espone la realtà, ma la finestra di Overton sulla realtà accettata in quel preciso momento.

 

Cos’è la finestra di Overton?

[...] È come se il reale fosse inquadrato da una finestra che rappresenta i limiti del politicamente corretto in quel contesto. Overton intuì che quei margini possono essere impercettibilmente spostati per far cambiare opinione alle masse.

 

SIGFRIDO RANUCCI TRA I SUOI SOSTENITORI

Col passare del tempo, nell’assoluta indignazione iniziale, si introdurrà progressivamente un “però”, un “tuttavia”, “in fondo”, cercando di capire la logica di quello che era considerato un tabù. Oggi i giornali non vogliono informare, ma formare il proprio pubblico attraverso questo meccanismo.

 

Dicono che se c'è una vittima di quella bomba, oltre a Ranucci, è il giornalismo che lui incarnava.

Dobbiamo attenderci ulteriori sviluppi, ma è una vicenda che rappresenta cos'è il giornalismo oggi, fatto di lobby, amicizie, pranzi. È Roma: la città che capovolge e mescola ogni cosa.

 

Come dice Dago, che lei conosce bene: Roma è di chi attovaglia le persone giuste.

 

paolo mieli a otto e mezzo

Ci sono due orizzonti. Il primo: ho l’impressione che Ranucci si muova ancora secondo quella teoria per cui la Rai conta moltissimo, come fossimo negli anni Ottanta o Novanta, mi sembra di rivivere ciò che ho vissuto con Michele Santoro.

 

Eppure la controinformazione rispetto al potere va in tutt’altra direzione. Ma ci siamo ancora troppo in mezzo per capire. Sarà interessante, quando sarà finita, fare l’anatomia di questa storia e di tutte le cose incredibili che si stanno susseguendo. Una riflessione sulla tv si dovrà fare.

 

Finora che idea si è fatto?

carlo freccero

Si conferma ciò che già sapevamo: la tv fa male. La luce rossa della diretta è cancerogena, come diceva Antonio Ricci. Racconto un aneddoto per spiegarmi. Ho capito che Berlusconi sarebbe sceso in politica quando a San Siro la gente del Milan, bambini compresi, gridava: "Presidente, presidente". La tv ha lo stesso effetto del calcio: può farti sentire invincibile. Ma allo stesso tempo ciò che è accaduto a Ranucci può davvero aiutare la televisione.

 

La proposta che ha già mosso: un’inchiesta di Ranucci su se stesso.

valter lavitola e sigfrido ranucci al cefalu bistrot - foto di aldo torchiaro

È la prima cosa da fare. Se fossi direttore glielo proporrei. Davanti a un pubblico, uno contro tutti, come faceva Maurizio Costanzo. Sarebbe la prima volta che la tv si fa l'esame di coscienza in diretta.

 

La Rai sarebbe disposta a dargli questa chance?

Se la Rai fosse contemporanea sì. Ma non lo farà. [...]

 

E se invece fosse dalla parte del pubblico che domanda gli farebbe?

Ma perché a Roma le vongole sgusciate creano questi rapporti d'amicizia che vanno oltre la destra e la sinistra? Vuol dire che destra e sinistra sono uguali e, in definitiva, inutili? Emerge poi una verità che fa riflettere. [...] L’agenda internazionale è sostituta dal gossip e dal sensazionalismo sul personaggio di turno.

 

SIGFRIDO RANUCCI - NICOLA GRATTERI

Oggi quel personaggio è Ranucci.

Così si propone una visione del giornalismo politicamente orientata. Prima dell’affaire, Report rappresentava l’ultimo reperto della tv-verità degli anni d’oro di Rai Tre. Conosco molti dei redattori del programma che, nel tempo e nell’anonimato, hanno portato avanti le loro inchieste alla ricerca di quella verità che giustificava il servizio pubblico.

 

Ranucci deve lasciare?

Credo che abbia sbagliato a fare della sua vicenda una sorta di solitario viaggio dell’eroe. L’informazione non ha bisogno di star, bensì di una costante ricerca della verità sul campo. D’altronde è il modo in cui ragiona la società: premia la visibilità sui contenuti.

 

Torniamo a tavola: cosa pensa di Paolo Mieli?

L'intervista rilasciata a Labate è un capolavoro. È un ritratto scientifico di Mieli: lui che va al ristorante, si fa fare il piatto preferito e si fa riaccompagnare a casa. È un pezzo straordinario. Ecco perché tutti lo vogliono nei talk.

 

Walter Lavitola nel suo ristorante Cefalu 21

Mieli si piega al teatro. Dice di essere di sinistra ma poi esalta Giorgia Meloni, interpreta mille personaggi, è una macchina narrativa capace di trasformare ogni tema in soap opera. Perché questo è diventata la politica. Se ci fossero ancora i maestri della commedia all’italiana sarebbero impazziti.

 

Quelle vongole sgusciate poi…

È una vicenda da Grande bellezza. Sì, quello è il pezzo più bello scritto finora.

 

Sul direttore di Repubblica ha un parere diverso, giusto?

bomba distrugge le auto di sigfrido ranucci e della figlia 1

Cappellini dà i voti continuamente, è un moralista, dice agli altri che sono putiniani, rossobruni, sovranisti. Che lui vada a cena da Lavitola è il paradosso.

 

[...]  Il più grande personaggio di tutta questa commedia resta Lavitola.

È il Jep Gambardella della situazione. Un Gambardella che vuole tornare al centro dell’attenzione. Ha nostalgia degli anni Novanta. Solo che ora la bomba non conta già più nulla, perché i temi sono molto più importanti. Non è una storia di quartiere.

 

paolo mieli a otto e mezzo

La sceneggiatura è stata scritta tutta da “Valterino”?

Lì mi fermo, perché ho dei dubbi. È possibile che il ristorante Cefalù, frequentato così tanto da personalità di quel rango, non sia mai finito sotto l’attenzione dei servizi, per esempio? C'è qualcuno più sopra?

 

Lei ha detto che questa vicenda evidenzia lo scarto tra giornalismo online e cartaceo.

Da tempo difendo il giornalismo d’inchiesta online rispetto quello mainstream della tv e di molta carta stampata. Attenzione, ci sono ancora stimatissimi giornalisti e testate che seguo come esempi di professionalità. Ma il modo in cui il mainstream ha affrontato certi temi ha confermato la mia convinzione.

 

BOMBA FUORI DALLA CASA DI SIGFRIDO RANUCCI

Nell’epoca della simulazione, delle fake news e della reciproca accusa di spacciare il falso, il pubblico sente un disperato bisogno di verità. Per questo, mentre giornali e televisioni perdono pubblico e audience, il giornalismo online cresce con numeri incontestabili. [...]

L'ARRESTO DI VALTER LAVITOLAvalter lavitola

sigfrido ranucci imbavagliato - illustrazione del fatto quotidianoSIGFRIDO RANUCCIil sondaggio by lavitola su ranucci leader del campo largo 5IL CALCIO IN TV - SIGFRIDO RANUCCI - VIGNETTA BY GIANNELLIClesio Tavares Gomes - Sigfrido Ranucci - Valter Lavitola SIGFRIDO RANUCCI E VALTER LAVITOLA - VIGNETTA BY NATANGELO

LILLI GRUBER - SIGFRIDO RANUCCI

Ultimi Dagoreport

repubblica gedi mirja cartia d’asero kyriakou

DAGOREPORT – CHE ARIA TIRA ALLA “REPUBBLICA” DI ATENE? NELL’INCONTRO TRA IL CDR DEL QUOTIDIANO E L’AD DI GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO, È STATO CHIARITO IL METODO DEL NUOVO EDITORE GRECO, THODORIS KYRYAKOU: PIÙ PARTECIPAZIONE DEI GIORNALISTI, PERCHÉ IL RILANCIO NON PUÒ ESSERE CALATO DALL’ALTO, E SOPRATTUTTO ATTENZIONE AI CONTI – IL VERO INNESTO È SULL’INNOVAZIONE, CON L’INGRESSO DI VERONICA DIQUATTRO, MANAGER CON UN PASSATO IN SPOTIFY E GOOGLE, PER IL RILANCIO DEL DIGITALE – IL PIANO INDUSTRIALE 2027-2030: IL PAREGGIO DI BILANCIO IN TRE ANNI, SENZA LICENZIAMENTI E SENZA UN PREPENSIONAMENTO IN PIÙ RISPETTO A QUELLI GIÀ PREVISTI – IL PRIMO BANCO DI PROVA DEL NUOVO CORSO SARÀ IL LANCIO DI “REPUBBLICA EUROPE”...

giuseppe conte giorgia meloni elly schlein

DAGOREPORT – SCHLEIN E CONTE SE LE DANNO DI SANTA RAGIONE, SCIORINANDO UNA MINCHIATA DOPO L'ALTRA – PEPPINIELLO SCRIVE UNA LETTERA A “REPUBBLICA” NELLA QUALE, PRENDENDO FISCHI PER FIASCHI, RINNEGA LA ''CULTURA WOKE'': UN CALCIONE A ELLY, CHE HA COSTRUITO LA SUA ASCESA POLITICA SUL WOKISMO – PER FAR CAPIRE A CONTE CHE LA PRIMA VOCE DEL CENTROSINISTRA E' IL LEADER DEL MAGGIORE PARTITO, ANCHE ELLY SCRIVE A "REPUBBLICA" PER INVITARE MELONI A CERCARE INSIEME SOLUZIONI PER LA CRISI ENERGETICA - UNA MOSSA CHE SI È RIVELATA UN DOPPIO BOOMERANG: LA DUCETTA FURBETTA L’HA SBERTUCCIATA E CONTE, COME REAZIONE, HA INGRANATO LA QUINTA SULLO STOP AGLI AIUTI ALL’UCRAINA - E NESSUNO DEL PD GLI HA REPLICATO CHE IL NOSTRO SOSTEGNO A KIEV, DAL 2022 A OGGI, E' STATO DI TRE MILIARDI, CIOE' 50 EURO PRO-CAPITE PER OGNI ITALIANO. UNA CIFRA NOTEVOLMENTE PIÙ BASSA DEI 230 EURO PRO CAPITE DELLA GERMANIA O DEI 206 EURO DELLA GRAN BRETAGNA, MA ANCHE DEI 90 EURO DELLA FRANCIA... 

maria rosaria boccia sigfrido ranucci

IL LIBRO DI MARIA ROSARIA BOCCIA SU RANUCCI E’ UN LIBRO…SULLA BOCCIA – L’EX AMANTE DI SANGIULIANO ESCLUDE OGNI FORMA DI RELAZIONE SENTIMENTALE CON L’EX CONDUTTORE DI “REPORT” MA SCRIVE: “NON SO SE, IN QUALCHE MOMENTO, SIGFRIDO MI ABBIA CORTEGGIATA” - E LO SFOTTE PURE: “E’ UN SUPERMAN CHE AVREBBE AVUTO BISOGNO DI MANUTENZIONE”. LA DESCRIZIONE DELLA POLEMICA SULLA LOBBY GAY CON CERNO E GILETTI. LEI GLI CHIEDE: “VADO DA FORMIGLI IL GIOVEDÌ OPPURE DA GILETTI IL LUNEDÌ?” E LUI SUGGERISCE IL CIMITERO, “INDICANDOMI COME POSSIBILI ALTERNATIVE IL VERANO OPPURE PRIMA PORTA” - RANUCCI E SALLUSTI A PIEDI NUDI - LA GELOSIA DI LAURA CIANFONI…

bollo auto roberto vannacci giorgia meloni giancarlo giorgetti ursula von der leyen

DAGOREPORT - BOLLO CHE NON BALLA! LA TROVATA ELETTORALE DI SOSPENDERE PER UN ANNO IL BOLLO AUTO, PRESA IN AUTONOMIA DALLA MELONI, SI È RIVELATA UN PASTICCIO (ALTRO CHE "MISURA STRUTTURALE", DURA UN SOLO ANNO!) – DOVE SI PRENDONO I 2,3 MILIARDI DI EURO DI COPERTURE PER COMPENSARE I MANCATI INCASSI DELLE REGIONI? IL TESORO VUOLE USARE I "RISPARMI" DEI FONDI PNRR, BRUXELLES E' SCETTICA E GIORGETTI HA REAGITO IN MODO SCOMPOSTO: “QUELLI ORMAI SONO SOLDI NOSTRI” – LA MOSSA SPERICOLATA CONFERMA COME LA DUCETTA STIA ORMAI RINCORRENDO VANNACCI, CHE NEL PROGRAMMA DI "FUTURO NAZIONALE" AVEVA PREVISTO PROPRIO IL TAGLIO DEL BOLLO. IL GENERALE HA GIOCO FACILE A RINFACCIARE ALLA DUCETTA CHE LA MISURA È TUTT’ALTRO CHE “STRUTTURALE”, DAL MOMENTO CHE È VALIDA SOLO PER IL 2027, CIOE' L’ANNO ELETTORALE. UNA SORTA DI “BOLLO DI SCAMBIO”…

anna wintour e beppe sala - vogue world milano john galliano

DAGOREPORT – IL 22 SETTEMBRE SBARCA IN GALLERIA A MILANO VOGUE WORLD, QUEL BARACCONE A SCOPI SEMI-BENEFICI CHE ANNA WINTOUR ORGANIZZA UN ANNO QUI E UN ANNO LÀ, MA CHE IN REALTÀ MIRA A RIMPINGUARE LE CASSE DI CONDÉ NAST – LA WINTOUR SI PRESENTA MEZZA AZZOPPATA PER L’INCIDENTE DEL MET GALA, CON LA MOSTRA DEDICATA AL SUO AMICO JOHN GALLIANO, POI CANCELLATA PER LE POLEMICHE SULLE USCITE ANTISEMITE DELLO STILISTA – “LADY VOGUE” HA INGOLOSITO BEPPE SALA GARANTENDOGLI DUE MILIONI DI EURO PER RECUPERARE UNA BIBLIOTECA A QUARTO OGGIARO – POI GLI ORGANIZZATORI HANNO MESSO “SOTTO TORCHIO” CHIUNQUE FACCIA MODA PER FARSI DARE VESTITI E ACCESSORI PER LA SFILATA E HANNO FATTO SAPERE CHE L’EVENTO ERA SÌ GRATIS, MA LA PRESENZA ERA GARANTITA CON 25 MILA EURO PER LA PRIMA FILA E 15 MILA PER LA SECONDA. ALLA FINE SI È ARRIVATI ALL'OFFERTA LIBERA…

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT – FERMI TUTTI! DOMANI FABIO RAMPELLI, IL FONDATORE DELLA COMUNITÀ DEI GABBIANI DI COLLE OPPIO, LA BETLEMME DI FRATELLI D'ITALIA, PARLERÀ A FENIX AL LAGHETTO DELL'EUR DAVANTI AI GIOVANI FRATELLINI – IL TITOLO DEL DIBATTITO SARÀ “È RABBIA È AMORE”, CHE FU IL PRIMO MANIFESTO CON CUI SI PRESENTÒ ALLE COMUNALI DEL 1993 – FIBRILLAZIONE GENERALE: UNA PAROLA D'ORDINE QUASI, ANZI UN RICHIAMO ANCENSTRALE ALLA BATTAGLIA. SI CANDIDERÀ COME SINDACO DI ROMA? O MEGLIO, LO CANDIDERANNO LE SORELLE MELONI CHE CON LUI SONO CRESCIUTE?