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NUOVO CINEMA MELONI!  - L'OSSESSIONE CONTRO L'EGEMONIA CULTURALE DI SINISTRA PORTA I MAL-DESTRI ALL'INCREDIBILE AUTOGOL DI ESCLUDERE IL DOC SUI REGENI E “THE ECHO CHAMBER” (ULTIMA SCENEGGIATURA DI BERTOLUCCI) DAI FILM FINANZIATI DALLA COMMISSIONE CINEMA DEL MINISTERO DELLA CULTURA - IN COMPENSO TROVIAMO FONDI DATI A PINGITORE, A PELLICOLE SU FIUME, A FILM DI GIULIO BASE PRODOTTI DA MOGLIE TIZIANA ROCCA CON ATTORI "AMICI" DI FDI COME MANUELA ARCURI E GIANCARLO GIANNINI, A REGISTI CHE CELEBRANO LA “TASK FORCE” DI VANNACCI - MA LA MELONA NON ERA QUELLA CHE AVEVA DETTO BASTA AI FINANZIAMENTI “IN ODORE DI AMICHETTISMO” A PELLICOLE “SENZA SPETTATORI IN SALA”? IL RUOLO DI MOLLICONE E I CINQUE ESPERTI DELLA COMMISSIONE CINEMA CON UNA EX DEPUTATA LEGHISTA E...

 

Ilario Lombardo per “la Stampa” - Estratti

 

GIORGIA MELONI ALESSANDRO GIULI

Per capire l'aria che tira nel cinema italiano, oggi bisognerà fare un salto alla Camera: alle 17 si proietta Alla festa della rivoluzione, il film su Fiume, la folle impresa di Gabriele D'Annunzio esaltata dalla destra a trazione futurista, fonte anche di tanti grattacapi per Benito Mussolini.

 

Federico Mollicone ha fatto le cose in grande: persino un manifesto con il patrocinio del Presidente della Commissione Cultura (scritto: Presidente e non – come si usa - Presidenza) cioè di sé medesimo. D'altronde, che Mollicone tenesse particolarmente a questo film si era capito lo scorso ottobre, quando la produzione del film se lo vide arrivare, a sorpresa, sul tappeto rosso della Festa di Roma. 

Alla festa della rivoluzione

 

Il deputato di Fratelli d'Italia è garante di qualunque opera sulla quale soffi uno spirito di appartenenza della destra. 

 

E l'ossessione contro l'egemonia culturale di sinistra resta il motore che muove le scelte di questi anni di Giorgia Meloni al governo. Mollicone viene citato ripetutamente dalle fonti che hanno aiutato La Stampa ad addentrarsi negli elenchi dei film finanziati dalla commissione cinema del ministero della Cultura.

 

Le esclusioni più clamorose sono note: la bocciatura di Tutto il male del mondo, documentario su Giulio Regeni, ucciso dai servizi segreti egiziani, coprodotto da Fandango, è diventata una faccenda politica. Pd, Avs e Più Europa hanno annunciato interrogazioni parlamentari per chiedere al ministro Alessandro Giuli se ci sia stata «censura su mandato politico» o se si tratti della «totale incompetenza dei membri della commissione». Da quanto risulta, lo stesso Giuli sarebbe, però, rimasto sorpreso e irritato dall'esclusione. 

 

federico mollicone giulio base (2)

Tra i cinque esperti della commissione incriminata non sembra ci sia chi ha propriamente passato gli anni a studiare André Bazin o a sezionare ogni fotogramma di Jean Luc Godard: Benedetta Fiorini, ex deputata Lega, amica della sottosegretaria al cinema Lucia Borgonzoni;

 

Pier Luigi Manieri, considerato vicino a Mollicone, si definisce «ideatore di grandi eventi cinematografici» senza specificare quali, su LinkedIn, dove risulta essere addetto alla comunicazione di Zetema, partecipata del Comune di Roma, a cui si dedicò il deputato FdI quando era consigliere; Giacomo Ciammaglichella, avvocato, rapporti consolidati con produzioni e ministero; Pasqualino Damiani in quota Gennaro Sangiuliano, ex ministro, e Ginella Vocca, ex attrice e fondatrice del MedFilm Fest. 

 

Colpisce che un episodio drammatico come l'omicidio Regeni venga depennato dai fondi che andrebbero a «film di particolare qualità artistica, personaggi e avvenimenti dell'identità culturale nazionale». L'altro caso eclatante è The Echo Chamber, prodotto da Indigo Film, diretto da Andrea Pallaoro, quattro premi Oscar impegnati, sull'ultima sceneggiatura di Bernardo Bertolucci.

 

(...)

La risposta che ci viene fornita in via informale: «Totale discrezionalità». 

giuli meloni

 

L'unico a denunciare questo come un «segnale politico» è stato il fondatore di Fandango Domenico Procacci.

 

Dunque, viene escluso Bertolucci, viene escluso Illusione di Francesca Archibugi sceneggiato con il premio Strega Francesco Piccolo, ma riceve 800 mila euro Tony Pappalardo Investigations di Pier Francesco Pingitore, l'autore tv del Bagaglino molto amato dalla destra.

 

Dell'Amore e del Dolore di Daniele Carnacina, regista tv de Il paradiso delle signore e di Centovetrine, ha ottenuto oltre 1 milione. Ancora: Tradita, della Mattia's Film, che nei cinema sta incassando spicci, ha beneficiato di 800 mila euro, contraddicendo i bellicosi propositi di Meloni che aveva assicurato non avrebbe più permesso la «filmopoli del Pd», con finanziamenti «in odore di amichettismo» a pellicole «senza spettatori in sala».

manuela arcuri tradita 7

 

Protagonista di Tradita è Manuela Arcuri, e tra gli attori c'è Giancarlo Giannini: entrambi hanno più volte espresso pubblicamente ammirazione per Meloni. 

 

Altro elemento segnalato è la presenza, tra i promossi, di società sconosciute. Alcune nate poco prima del luglio 2025, mese di pubblicazione del bando. Un aspetto che pone un interrogativo sulla garanzia di sostenibilità di chi maneggerà soldi pubblici. 

 

Martestudio's, che ha prodotto La leggenda del Grappa, sul suo sito risulta avere attività di service a Palermo. Tra le opere prime e seconde c'è la Venicefilm. Ha prodotto due film sugli esuli istriani e dalmati uccisi dai partigiani comunisti titini, La Rosa dell'Istria e Red Land (Rosso Istria). 

 

manuela arcuri giancarlo giannini tradita

Il regista del secondo è Maximiliano H. Bruno. In una recente intervista ha definito le foibe «un genocidio» e dichiarato: «Il revisionismo storico è una cosa buona. Dire che nella Guerra Mondiale hanno vinto i buoni contro i cattivi è riduttivo». Quando uscì il suo film, FdI lo sponsorizzò ovunque – come fu l'anno scorso per Albatross sul giornalista neofascista Almerigo Grilz -, chiesero di distribuirlo nelle scuole e Meloni rivendicò di averlo portato in Rai.

 

Il regista è autore della nuova pellicola (finanziata con 600 mila euro) della Venicefilm, Tf45 – Kilo Point, la task force italiana impegnata in Afghanistan, nel 2006 comandata dal futuro leader dell'ultradestra, generale Roberto Vannacci. 

manuela arcuri tradita 8

 

Il film che oggi Mollicone porta alla Camera - che ha goduto dei fondi del 2024 - non è l'unico su Fiume a garantirsi contributi pubblici. Quest'anno tocca a Città di vita, miniserie ambientata nel 1920 nella città dannunziana. E nello stesso elenco risulta premiato il film su Giovannino Guareschi, scrittore molto amato dalla destra per il suo anticomunismo. Nel settembre 2022, poche ore prima della vittoria elettorale di Meloni, Mollicone disse: «Con noi al ministero della Cultura cambierà tutto».

 

Alla festa della rivoluzione 45

È stato di parola. 

pierfrancesco pingitore

 

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