ABBIAMO TROVATO QUALCOSA CHE UNISCE GLI ITALIANI: LA PAURA DELLA GUERRA – SECONDO UN SONDAGGIO "ONLY NUMBERS", IL 77% È PREOCCUPATO PER L’EVOLUZIONE DEL CONFLITTO IN UCRAINA. GHISLERI: "TUTTAVIA, CONDIVIDERE UNA PREOCCUPAZIONE NON SIGNIFICA TEMERE LE STESSE COSE. AL PRIMO POSTO CI SONO LE CONSEGUENZE ECONOMICHE (24,7%). A BREVISSIMA DISTANZA (23,9%) L'ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. MA IL DATO PIÙ SORPRENDENTE È QUELLO GENERAZIONALE. TRA GLI OVER 65 LA PREOCCUPAZIONE RAGGIUNGE L'87,1%. TRA I GIOVANI DAI 18 AI 24 ANNI, INVECE, IL 53,5% DICHIARA DI NON ESSERE PREOCCUPATO..."
Estratto dell’articolo di Alessandra Ghisleri per “la Stampa”
attacco missilistico russo a kiev in ucraina foto lapresse 2
Una guerra può preoccupare un Paese intero senza essere vissuta da tutti allo stesso modo. È il paradosso che emerge dal sondaggio di Only Numbers sulla percezione della guerra in Ucraina: gli italiani condividono l'inquietudine, ma non le ragioni che la alimentano. C'è chi teme le conseguenze economiche, chi l'allargamento del conflitto, chi l'escalation tra grandi potenze. E c'è una generazione, la più giovane, che sembra avvertire questa minaccia con crescente distanza. La paura unisce, ma il modo di interpretarla continua a dividere.
Quasi otto italiani su dieci, il 77,7%, si dichiarano preoccupati per l'evoluzione della guerra in Ucraina. Solo il 22,3% non lo è. In un Paese abituato a dividersi su quasi tutto, è un dato raro, che attraversa gli schieramenti politici: la preoccupazione riguarda l'82,1% degli elettori della maggioranza e l'82,6% di quelli dell'opposizione. Persino tra il "partito" dell'astensione e dell'indecisione, tradizionalmente più distante dalla politica, due persone su tre (66,4%) si dicono in ansia.
attacco missilistico russo a kiev in ucraina foto lapresse 3
Tuttavia, condividere una preoccupazione non significa temere le stesse cose. Al primo posto ci sono le conseguenze economiche, dall'inflazione al costo dell'energia, indicate dal 24,7% degli intervistati. A brevissima distanza, con il 23,9%, c'è l'allargamento del conflitto ad altri Paesi europei o alla Nato. Seguono l'escalation tra grandi potenze (15,2%) e la sofferenza della popolazione civile ucraina (13,3%). Più in basso il coinvolgimento diretto dell'Italia, con l'invio di truppe (4,6%), e le nuove ondate di profughi (1,1%).
Il portafoglio prevale, anche se di poco, sulla paura dell'allargamento militare del conflitto. [...]
Tra gli elettori di Fratelli d'Italia il timore principale riguarda le conseguenze economiche (31,2%), una quota quasi identica a quella del Movimento 5 Stelle (30,6%). Nel Partito Democratico e in Alleanza Verdi e Sinistra prevale invece la paura che il conflitto travalichi i confini ucraini, indicata rispettivamente dal 30,8% e dal 34,2%. Tra gli elettori della Lega, il 24,3% teme soprattutto attacchi informatici o attentati sul territorio europeo; quelli di Italia Viva si concentrano sul rischio di un'escalation tra grandi potenze, indicato dal 60,7%.
attacco missilistico russo a kiev in ucraina foto lapresse 1
[...] suggeriscono che la stessa guerra venga filtrata attraverso sensibilità politiche diverse dove, per alcuni è anzitutto una minaccia al benessere materiale, per altri un rischio per gli equilibri internazionali o la sicurezza del territorio. La divisione riguarda anche il pericolo che ciascuno considera prioritario.
Anche il genere segna una differenza significativa. Le donne si dichiarano più preoccupate degli uomini (82,6% contro 72,5%) e mostrano maggiore sensibilità per le conseguenze economiche (28,2% contro 21%) e per l'allargamento del conflitto (26,5% contro 21,1%). Gli uomini indicano più spesso la sofferenza dei civili ucraini (16,1% contro 10,7%) e il possibile ricorso alle armi nucleari (11% contro 3,7%). La stessa guerra suscita timori differenti, legati a modi diversi di percepire la sicurezza e le sue conseguenze.
Scontri a Milano durante manifestazione contro il caro vita - foto lapresse
Il dato più sorprendente è però quello generazionale.
Tra gli over 65 la preoccupazione raggiunge l'87,1% e per il 58,8% è aumentata rispetto a un anno fa. Tra i giovani dai 18 ai 24 anni, invece, il 53,5% dichiara di non essere preoccupato. È l'unica fascia in cui prevale questa risposta. Inoltre, il 42,8% afferma che la propria ansia è diminuita rispetto a un anno fa, una percentuale praticamente assente nelle altre fasce d'età. Perché proprio chi dovrà convivere più a lungo con le conseguenze delle scelte compiute oggi sembra avvertire meno la minaccia? Forse pesa la mancanza di una memoria dei conflitti del Novecento.
attacco missilistico russo a kiev in ucraina foto lapresse 4
Forse una guerra protratta nel tempo e continuamente presente nelle notizie ha perso parte della propria capacità di impressionare. È il vero rischio dell'assuefazione.
[...] Tra quelli che si dichiarano preoccupati, il 43% teme soprattutto l'allargamento del conflitto e il 34,9% la sofferenza della popolazione civile. Non sono le ricadute economiche a occupare il primo posto, forse anche perché incidono meno direttamente sulla loro vita quotidiana, ma le conseguenze umane e militari della guerra.
attacco missilistico russo a kiev in ucraina foto lapresse 3
La questione non è quindi soltanto se i giovani abbiano paura, ma come riescano a dare significato a un conflitto che accompagna da anni il loro presente. Disinteresse, stanchezza informativa e distanza emotiva non sono la stessa cosa: comprenderne le differenze è essenziale per una generazione che dovrà affrontare le conseguenze della guerra [...]
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