vittorio feltri testamento

“AI FIGLI INTERESSA SOLO L’EREDITA’” – LA TRISTE VERITÀ BY FELTRI SUGLI ITALIANI, POPOLO DI EREDI DA 200 MILIARDI L'ANNO: “NON SORPRENDE IL FATTO CHE GLI ANZIANI NON VENGANO CURATI BENSÌ DIMENTICATI NEGLI OSPIZI, NELLA INCONFESSATA SPERANZA CHE TIRINO LE CUOIA E SI DECIDANO A CONSEGNARE I LORO AVERI AI LEGITTIMI EREDI. UN GENITORE DA SOLO È IN GRADO DI ALLEVARE MOLTI RAGAZZI, EPPURE MOLTI RAGAZZI NON SONO CAPACI DI PROVVEDERE A MAMMA E PAPÀ IN ETÀ AVANZATA…”

1.AI FIGLI INTERESSA SOLO L’EREDITA’

Vittorio Feltri per “Libero quotidiano”

 

vittorio feltri

Ieri il Giornale ha pubblicato una interessante statistica da cui risulta, cifre alla mano, che ogni anno in Italia i nostri eredi (figli, nipoti) ricevono la bellezza di 200 miliardi di euro, non noccioline.

In altre parole, più crude, noi vecchi quando andiamo all' altro mondo lasciamo in questo una grande ricchezza che finisce inevitabilmente nelle tasche dei signorini che abbiamo fatto nascere, mantenuto per una vita, a tavola, sotto un tetto, a scuola e all' università.

 

È una storia che si ripete da lustri, anzi da secoli, e proseguirà in eterno. I genitori sgobbano, si amministrano con oculatezza, risparmiano e accumulano beni mobili e immobili. Lo compiono per una antica abitudine ed è difficile cambino stile.

Quando giunge il momento di morire che fanno un padre e una madre? Semplice, vanno al cimitero e consegnano il loro patrimonio agli ex bambini ormai adulti e dotati del cinismo necessario allo scopo di incassare allegramente tutto, fino all' ultimo spicciolo.

 

eredita' 6

Non si tratta soltanto di denaro contante depositato in banca, figuriamoci: ci sono terreni, appartamenti, seconde e prime case. Tutta roba che fa gola ai discendenti, i quali non aspettano altro: arricchirsi o almeno sistemare i conti familiari. Per cui non sorprende il fatto che gli anziani non vengano curati bensì spesso dimenticati negli ospizi, nella inconfessata speranza che tirino le cuoia e si decidano a consegnare i loro averi ai legittimi eredi. Ciò è vero benché triste. Mi viene in mente la vicenda recente di una signora abbandonata al Trivulzio di Milano, madre di dieci figli, nessuno dei quali si occupò di lei finché non spirò.

VITTORIO FELTRI

 

Si conferma la validità di un luogo comune: un genitore da solo è in grado di allevare molti ragazzi, eppure molti ragazzi non sono capaci di provvedere a mamma e papà in età avanzata. Ogni figlio ha una propria famiglia e scorda quella di origine, che lo ha generato, salvo ricordarsene nell' attimo in cui c' è da guadagnare. Allora scatta l' eccitazione tipica di chi è in procinto di riscuotere il bottino.

 

Così si spiegano gli scontri generazionali. I nonni assistono i giovani, li aiutano a sbarcare il lunario, sono pronti a sfamare i nipoti, e quando raggiungono Caronte determinano la felicità dei successori. Personalmente mi sono dedicato anima e corpo al mio bilancio, se mi fossi comportato come si comporta lo Stato con il suo, avrei le pezze al culo e non potrei rendere contenti i mie quattro rampolli in caso di decesso.

eredita' 5

 

2. RECORD EUROPEO DI LASCITI: NON È UN BUON SEGNO...

Angelo Allegri per “il Giornale”

 

Eroi, santi, navigatori e, di recente, soprattutto eredi. Per gli italiani di oggi sono i patrimoni di genitori e nonni a fare la differenza. E a garantire la ricchezza sono, molto più che in passato, testamenti e successioni ereditarie. Un paio di numeri spiegano tutto: nel 1995 il valore di eredità e donazioni rappresentava l' 8,4% del reddito nazionale, nel 2016 la percentuale è praticamente raddoppiata e si arriva al 15,1%.

 

eredita' 15

Lo stesso se si guarda al reddito disponibile delle famiglie: nel 1995 il valore delle eredità distribuite ogni anno corrispondeva a una quota del 9,6%, oggi al 18,5%. Il fenomeno è in qualche modo intuitivo: per semplici ragioni anagrafiche oggi sono le generazioni del boom economico a uscire di scena, quelle che nel periodo d' oro dell' economia italiana hanno messo da parte molto più di quanto avessero fatto le generazioni precedenti, piccoli (e grandi) patrimoni.

 

Adesso tutto, e non è poco, passa a figli e nipoti. Anche in questo caso le cifre aiutano a farsi un' idea: nel 1966 l' italiano medio possedeva un patrimonio di 22mila euro (il dato è stato attualizzato ai valori del 2016). Nel 2006 si è raggiunto il picco di 167mila. Poi la crisi ha colpito duro e nel 2016 la ricchezza individuale è scesa a 141mila. Nonostante le difficoltà dell' economia, si tratta di grandezze di tutto rispetto: il patrimonio delle famiglie italiane è pari a circa 6 volte il Prodotto interno lordo. È uno dei valori più alti al mondo: il 54% è rappresentato da case, il 24% da investimenti finanziari, il 19 da liquidità.

eredita' 11

 

ADDIO RISPARMI Tutto bene, dunque? Mica tanto. Perché negli ultimi 25 anni è successo anche qualcosa d' altro: «La ricchezza accumulata con i risparmi è calata dal 16% del 1995 al 3,2 del 2016», spiega Salvatore Morelli, economista, ricercatore all' Università di Roma Tre e direttore dello Stone Center della City University di New York. «In pratica la ricchezza che ci si procura da soli risparmiando si è molto ridimensionata rispetto a quella ereditata».

 

Morelli e Paolo Acciari, funzionario del ministero dell' Economia e delle Finanze, hanno appena pubblicato uno studio per il National Bureau of Economic Research, uno dei più noti centri di ricerca economici americani, sulle eredità degli italiani negli ultimi decenni. I due hanno raccolto le dichiarazioni di successione presentate all' Agenzia delle Entrate e depositate negli archivi della Sogei (la società informatica del Ministero dell' Economia).

 

eredita' 1

Per studiare i dati hanno dovuto tener conto dei lasciti sotto una certa quota, che non vengono registrati negli atti amministrativi, e tradurre in valori commerciali i valori catastali degli immobili dichiarati, correggendoli con una serie di indici statistici.

Il risultato dello studio è che nel 2016, ultimo anno per cui siano disponibili i dati, sono passati di mano, per eredità o donazioni, patrimoni per 210 miliardi di euro. L' Italia è il Paese, insieme alla Francia, in cui i trasferimenti ereditari pesano di più in rapporto al reddito nazionale, come si è visto circa il 15%, mentre in Germania e Regno Unito i valori corrispondenti sono intorno al 10.

 

L' eredità media vale circa 290mila euro, mentre era intorno ai 210mila alla metà degli anni Novanta (ma il picco è stato prima della grande crisi finanziaria, nel 2007 con 330mila).

eredita' 10

La ricchezza sembra essersi via via concentrata con il tempo: nel 1995 le eredità superiori al milione valevano poco più del 18% del totale di tutti i lasciti, nel 2016 la quota corrispondente è di poco inferiore al 25%.

 

Il maggior peso di lasciti e testamenti sul reddito nazionale può avere significative conseguenze sul piano sociale ed economico. «Se pesa di più la ricchezza ereditata di quella guadagnata», dice Morelli, «ci possono essere ripercussioni negative importanti sulla mobilità sociale tra le diverse generazioni, che in Italia è già bassa rispetto ad altri Paesi economicamente sviluppati. La stessa cosa si può dire dell' uguaglianza di opportunità».

eredita' 7

 

PIKETTY E IL CAPITALE Lo scenario, secondo Morelli, è quello dipinto dall' economista francese Thomas Piketty, autore di un fortunatissimo libro, Il capitale nel XI secolo, diventato una sorta di best-seller dell' economia. Piketty ha parlato di ritorno al «capitalismo patrimoniale», tipico del Settecento e dell' Ottocento, in cui a contare non sono le capacità personali ma la dotazione di mezzi e capitali familiari.

thomas piketty

 

Il tema, diventato di recente oggetto di una querelle politico-ideologica, è da sempre dibattuto negli Stati Uniti dove si è tornati a parlare di «effetto Carnegie», il fenomeno teorizzato da Andrew Carnegie, self made man di origine scozzese diventato uno degli uomini più ricchi d' America per le sue attività nel campo delle ferrovie, del petrolio e dell' acciaio. Secondo Carnegie il denaro ereditato finisce per «inibire» capacità e impegno della generazione degli eredi. Lui come molti altri miliardari americani di anni più recenti (vedi anche l' altro articolo in queste pagine) finì per donare gran parte del suo immenso patrimonio non ai discendenti ma a iniziative filantropiche.

 

eredita' 3

SVOLTA IN GIAPPONE Non solo in America il tema dell' eredità della generazione del boom economico è al centro dell' attenzione. In Germania lo studio recente di uno dei più famosi centri di ricerca del Paese, il Diw, ha fissato in 400 miliardi di euro l' anno la somma che di qui al 2027 passerà ogni anno di mano per successione ereditaria. E il nodo della tassazione delle eredità è stato a lungo fonte di controversie tra i due partiti di governo, socialdemocratici (favorevoli all' aumento delle aliquote per i grandi patrimoni) e i democristiani (contrari).

 

eredita' 2

Un caso a parte è il Giappone: il Paese ha l' età media più alta del mondo e nei prossimi 10 anni si calcola possano passare di mano per via ereditaria circa 5.000 miliardi di dollari. Con il trasferimento di patrimoni di così rilevante entità da una generazione di anziani a eredi di età più giovane e con una minore propensione al risparmio, c' è chi spera in un piccolo boom legato ai maggiori consumi.

 

Secondo alcune previsioni la svolta ereditaria potrebbe far aumentare il Prodotto interno lordo di circa il 10% in più rispetto alle stime correnti, sbloccando così una crescita per molti anni frenata dalla cautela nella spesa dei giapponesi.

Quanto all' Italia, lo studio appena pubblicato sembra fatto apposta per dare ragione alle tesi di Luca Ricolfi, sociologo, professore universitario e presidente della Fondazione Hume.

eredita' 13

In un libro uscito di recente, La società signorile di massa, Ricolfi ha descritto un Paese che vive largamente al di sopra dei propri mezzi, senza troppe speranza di risalire la china.

 

In larga misura, è la tesi, a sostenere i consumi «signorili» di un' economia la cui produttività da tempo non cresce e in cui i «non lavoratori» superano chi un lavoro ce l' ha, è proprio la ricchezza accumulata dalla generazione dei padri e dei nonni.

eredita' 4

Questi ultimi hanno approfittato di condizioni irripetibili, che sono per di più venute meno sin dagli anni Ottanta del secolo scorso. Per il futuro invece, dice il sociologo, il pericolo incombente è quello di una «argentinizzazione lenta», una progressiva disgregazione del tessuto economico.

vittorio feltrieredita' 9eredita' 12

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni istat sergio mattarella ursula von der leyen

DAGOREPORT – GIORGIA DÀ I NUMERI! COSA C’È DIETRO L’ATTACCO DI MELONI ALL’ISTAT, PER LA CERTIFICAZIONE DEL DEFICIT AL 3,1%? LA DUCETTA È CONVINTA CHE IL DEEP STATE ABBIA DECISO DI “ZAVORRARE” IL GOVERNO IN VISTA DELLA PROSSIMA MANOVRA, IMPEDENDO L’USCITA DALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE – PER FRATELLINI D’ITALIA, IN TEMPI DI “FINANZA CREATIVA, UN DECIMALE O DUE PER FAR TORNARE I CONTI SI POTEVA TROVARE – L'INSOFFERENZA PER L’ESTABLISHMENT SI CONDENSA NELL’ATTACCO SCOMPOSTO DELLA PREMIER A MATTARELLA SULLA SCUOLA  – L’ALTRO FRONTE DI GUERRA PER LA STATISTA DELLA SGARBATELLA È QUELLO EUROPEO, CON LA COMMISSIONE INFASTIDITA PER LA SCELTA DI FINANZIARE LA MANCETTA ELETTORALE DELLO STOP AL BOLLO AUTO CON I “RISPARMI” DEL PNRR – CON L’ONDA NERA CHE AVANZA, VON DER LEYEN NON CONCEDERA’ UN CENTESIMO IN PIÙ DEL DOVUTO ALLA MELONI E ALLE DESTRE…

cirielli tajani barelli bergamini marina berlusconi schifani mule falcone

DAGOREPORT – I GUAI NEL CENTRODESTRA NON FINISCONO MAI: IN CAMPANIA IL FRATELLO D’ITALIA CIRIELLI E’ STATO MESSO DA PARTE PER LE SUE SPARATE PRO-VANNACCI E PRO-FICO (E VIENE SCALZATO DA SANGIULIANO A CUI LANCIA STILETTATE SUI SOCIAL) – MARINA BERLUSCONI SI TIENE A DISTANZA DA FORZA ITALIA E IL DUO TAJANI-BARELLI SPADRONEGGIA: I DISSIDENTI FINISCONO AI MARGINI E PURE GIANNI LETTA E DEBORAH BERGAMINI, VICINI A MARINA, HANNO CAPITO CHE E’ MEGLIO INABISSARSI – IN SICILIA IL GOVERNATORE SCHIFANI HA IL FOGLIO DI VIA E CERCA UNA EXIT STRATEGY (SOGNA IL CSM) – L’ISOLA VA AL VOTO NEL 2027 E SCALPITANO GIORGIO MULE’ E MARCO FALCONE PER FORZA ITALIA MA IGNAZIO LA RUSSA VUOLE GIOCARE LA CARTA GALVAGNO – IL RUOLO DEL “CAVALLO PAZZO” CATENO DE LUCA E DELL’EX IENA LA VARDERA…

corsini piervincenzi di pasquale malara monteleone ranucci

FLASH! - MAI DIRE RAI! FERMENTO NELLA REDAZIONE DI “REPORT”: CORSA A BLINDARE TUTTI I CONTRATTI DELLA SQUADRA, A PARTIRE DAI CONDUTTORI (DANIELE PIERVINCENZI E CLAUDIA DI PASQUALE): NEL CASO IN CUI VINCESSE IL RICORSO PER IL REINTEGRO, SIGFRIDO RANUCCI SI RITROVEREBBE A DOVER ACCETTARE IL FATTO COMPIUTO (ANCHE SE NON E’ DETTO CHE LA RAI, IN CASO DI CONDANNA, OTTEMPERI AL RICOLLOCAMENTO DI SIGFRIDO A “REPORT”) - INTANTO VOLANO GLI STRACCI INTORNO A “FILOROSSO”: IL RESPONSABILE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE DOPO L’ENNESIMO FLOP D’ASCOLTI - SULLA GRATICOLA FINISCE ANCHE ANTONINO MONTELEONE PER LA SCELTA DI AFFIDARE IL MONOLOGO ALL’EX “RAGAZZO DELLA TERZA C”, FABIO FERRARI…

giorgia meloni roberto vannacci friedrich merz antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – CAMERATI, LA PAROLA D'ORDINE E': ASPETTIAMO E VEDIAMO! - A GIORGIA MELONI, IN FORMATO "PREMIER DURACELL", CONVIENE PROVARE A PORTARE A TERMINE LA LEGISLATURA FINO A SCADENZA NATURALE, A OTTOBRE 2027, QUANDO SARA' PIU' CHIARO L'ASSETTO DELLE FORZE IN CAMPO NELL'UNIONE EUROPEA - SPIRA UN VENTO DI DESTRA NELL'UE E SE MARINE LE PEN VINCESSE LE PRESIDENZIALI IN FRANCIA, I NEO-FRANCHISTI DI VOX ANDASSERO AL GOVERNO IN SPAGNA E LA CDU, SFANCULATO MERZ, CERCASSE UN ACCORDO CON LE SVASTICHELLE DI AFD, ALLORA ANCHE LA DUCETTA POTREBBE PIU' FACILMENTE "SVOLTARE A DESTRA" E CERCARE UN'ALLEANZA ELETTORALE CON VANNACCI - QUEL CHE OGGI APPARE COME UNA FOLLIA, DOMANI, CON UN'EUROPA "IN NERO" DIVENTEREBBE UNA MOSSA QUASI NATURALE. A QUEL PUNTO, FORZA ITALIA E LEGA NON POTRANNO CHE FARE PIPPA E INGOIARE L'AMARO BOCCONE...

tommaso calderone vannacci schifani tajani

DAGOREPORT - COME MAI IL FORZISTA TOMMASO CALDERONE TRASLOCA DA VANNACCI E DIVENTA IL NONO DEPUTATO DI FUTURO NAZIONALE? - AVVOCATO SICILIANO CAMPIONE DI PREFERENZE (NE HA RACCOLTE 11.200  NELL'ISOLA ALLE POLITICHE DEL 2022) E' ENTRATO IN CONFLITTO SIA CON IL GOVERNATORE RENATO SCHIFANI, SIA CON ANTONIO TAJANI, CHE NON GLI AVREBBERO GARANTITO IL POSTO DA CAPOLISTA ALLE PROSSIME ELEZIONI - SI TRATTA DEL TERZO SCIPPO DELL’EX GENERALE AI DANNI DI FORZA ITALIA DOPO GLI “ACQUISTI” DI ATTILIO PIERRO E DAVIDE BERGAMINI (ENTRAMBI PASSATI PURE DALLA LEGA) - PROTAGONISTA DI MOLTE BATTAGLIE CONTRO I MAGISTRATI, CALDERONE E’ VICEPRESIDENTE DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA (UN SALTO DI QUALITA' PER VANNACCI E LA SUA “SPORCA DOZZINA”)

repubblica gedi mirja cartia d’asero kyriakou

DAGOREPORT – CHE ARIA TIRA ALLA “REPUBBLICA” DI ATENE? NELL’INCONTRO TRA IL CDR DEL QUOTIDIANO E L’AD DI GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO, È STATO CHIARITO IL METODO DEL NUOVO EDITORE GRECO, THODORIS KYRYAKOU: PIÙ PARTECIPAZIONE DEI GIORNALISTI, PERCHÉ IL RILANCIO NON PUÒ ESSERE CALATO DALL’ALTO, E SOPRATTUTTO ATTENZIONE AI CONTI – IL VERO INNESTO È SULL’INNOVAZIONE, CON L’INGRESSO DI VERONICA DIQUATTRO, MANAGER CON UN PASSATO IN SPOTIFY E GOOGLE, PER IL RILANCIO DEL DIGITALE – IL PIANO INDUSTRIALE 2027-2030: IL PAREGGIO DI BILANCIO IN TRE ANNI, SENZA LICENZIAMENTI E SENZA UN PREPENSIONAMENTO IN PIÙ RISPETTO A QUELLI GIÀ PREVISTI – IL PRIMO BANCO DI PROVA DEL NUOVO CORSO SARÀ IL LANCIO DI “REPUBBLICA EUROPE”...