“DOBBIAMO CERCARE DI CAPIRE TANTO IL PASSATO QUANTO IL FUTURO: SI TRATTA SOLO DI STABILIRE L’URGENZA DELLE DOMANDE” – ALDO GRASSO SI INFLIGGE UNA “DENSA SERATA” SU LA7 TRA "SCORIE" DEL PCI E APOCALITTICI DELL’AI: “LA ‘TORRE DI BABELE’ HA DEDICATO LA PUNTATA AL PCI E A CIÒ CHE RESTA DELLA SUA EREDITÀ. SUBITO DOPO FEDERICO FUBINI SI È OCCUPATO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE IN ‘MERCANTI DELL’ANIMA’, ANALIZZANDO I RISCHI CONCRETI E LE CONTRADDIZIONI DEI SUOI CREATORI. DOBBIAMO INTERROGARCI SU QUESTE PAURE O PROVARE A CAPIRE QUANTO DI QUELLA STAGIONE POLITICA DEL PCI SIA ANCORA RICONOSCIBILE NELL’ITALIA DI OGGI?”
Estratto dell’articolo di Aldo Grasso per il "Corriere della Sera"
la torre di babele corrado augias 1
Dobbiamo occuparci prima del passato o prima del futuro? È una falsa domanda, regolata soltanto da un eventuale ordine cronologico televisivo. Mi spiego meglio. Serata molto densa a La7. La «Torre di Babele» ha dedicato la nuova puntata alla storia del Pci e a ciò che resta oggi della sua eredità politica. Corrado Augias ne ha discusso a lungo con Massimo D’Alema, e con Marianna Aprile [...]
Subito dopo, in tarda serata, Federico Fubini si è occupato di intelligenza artificiale (AI) in «Mercanti dell’anima». [...] analizza i rischi concreti legati all’AI e le contraddizioni dei suoi creatori.
La sua inchiesta evidenzia come i modelli avanzati possano sviluppare strategie inattese, mettendo in luce i timori esistenziali degli stessi leader tecnologici.
La domanda chiave è questa: quanto è pericolosa l’AI? A detta di molti protagonisti di questo settore, c’è una probabilità superiore al 10% che l’AI possa sterminare l’intera umanità nei prossimi dieci anni.
mercanti dell anima federico fubini 1
Una percentuale non proprio tranquillizzante, soprattutto considerando che siamo ancora nella fase in cui cerchiamo di capire dove sia finito il caricabatterie. Ogni epoca sceglie la propria macchina simbolica. Negli anni Sessanta era la tv, accusata di omologare il gusto e insieme celebrata come strumento di democratizzazione culturale. Oggi quella macchina si chiama AI. Cambiano gli oggetti, non il copione.
la torre di babele corrado augias
Da una parte gli apocalittici, convinti che l’AI segnerà la fine dell’umanità; dall’altra gli integrati, persuasi che l’algoritmo inaugurerà una nuova età dell’oro della conoscenza. Dobbiamo interrogarci su queste paure o provare a capire quanto di quella stagione politica del Pci sia ancora riconoscibile nell’Italia di oggi? Dobbiamo cercare di capire tanto il passato quanto il futuro: si tratta solo di stabilire l’urgenza delle domande.

