COME IN FRANCIA - MIGLIAIA DI STUDENTI SONO SCESI NELLE PIAZZE DI TUTTA ITALIA PER PROTESTARE CONTRO IL TETTO AGLI ALUNNI STRANIERI VOLUTO DAL GOVERNO E PER CHIEDERE MIGLIORI CONDIZIONI SCOLASTICHE - A ROMA I MANIFESTANTI HANNO LANCIATO UNA BOMBA CARTA CONTRO LA SEDE DEL MINISTERO DELL’ISTRUZIONE - A TORINO GLI SCONTRI TRA MANIFESTANTI E POLIZIA - IN UNA SCUOLA OCCUPATA DI NAPOLI LA BRAVATA DA COJONCELLI: QUATTRO RAGAZZI SENZA CASCO SONO ENTRATI CON DEI MOTORINI ALL’INTERNO DELLA PALESTRA DELL’ISTITUTO… - VIDEO
1. L’ONDA DEGLI STUDENTI NELLE PIAZZE D’ITALIA, BOMBE CARTA CONTRO IL MINISTERO E SCONTRI CON LA POLIZIA A TORINO
Estratto dall’articolo di Ygnazia Cigna per www.open.online
Migliaia di studenti e studentesse sono scesi in piazza in tutta Italia per protestare contro le politiche del governo Meloni, puntando il dito contro il tetto agli alunni stranieri previsto dall’ultimo decreto scuola, il costo della vita e le condizioni degli edifici scolastici.
«Nessuno è straniero», è lo slogan scelto per la mobilitazione nazionale, che riunisce diverse rivendicazioni del mondo studentesco, dalla contrarietà alle politiche scolastiche alla crisi abitativa, fino all’opposizione al riarmo e alle spese militari. [...]
«Siamo in cinquemila». E per capirlo basta guardare il fiume di studenti che attraversa Milano. Tra gli striscioni del corteo spiccano i volti degli esponenti del governo, da Giorgia Meloni a Giuseppe Valditara e Guido Crosetto, a testa in giù e imbrattati con mani insanguinate, a simboleggiare quella che i manifestanti considerano la responsabilità dell’esecutivo nei conflitti internazionali. «Nessuno è straniero», è lo striscione che apre la manifestazione.
Dietro, a sfilare per le strade della città, sono soprattutto studenti. E a scandire i cori c’è l’Italia delle seconde generazioni, ragazze e ragazzi nati qui o arrivati da piccoli, scesi in strada per fare scudo contro il tetto agli alunni stranieri nelle classi.
Quello che nei palazzi della politica è un dibattito sull’integrazione, per loro è la vita di tutti i giorni. La mobilitazione milanese si è conclusa alle spalle dell’Università Statale, dove gli studenti hanno occupato l’ex obitorio di via Francesco Sforza. Si tratta di un edificio vuoto, di proprietà del Comune e destinato a diventare un nuovo polo didattico, che i manifestanti puntano ora a rendere un presidio per il diritto allo studio.
A Roma, gli studenti in corteo hanno raggiunto la sede del ministero dell’Istruzione e del Merito in viale Trastevere. Davanti all’edificio sono stati lanciati petardi, bombe carta e fumogeni. [...] I manifestanti urlavano slogan come «Noi da qui non ce ne andiamo» e «Valditara esci dal palazzo», rivolgendosi al ministro dell’Istruzione e del Merito. Durante la manifestazione sono state bruciate una bandiera degli Stati Uniti e una di Israele.
Momenti di tensione a Torino, dove durante il corteo si sono verificati lanci di pietre, bastoni e uova contro gli agenti. La città era già stata teatro di tensione ieri, quando un gruppo di circa quaranta giovani, con il volto coperto da maschere e passamontagna, aveva fatto irruzione in tre scuole occupate.
«Mandiamo un messaggio chiaro a questo sistema, che preferisce finanziare un genocidio invece di dare soldi all’istruzione e difendere gli studenti. Se le cose non cambieranno, faremo come in Francia», hanno dichiarato al megafono gli universitari del collettivo Cambiare Rotta.
Sempre a Torino, in testa al corteo è stato dato alle fiamme un carro armato realizzato in cartone. Il gesto simbolico è stato compiuto per ribadire la contrarietà alla guerra e alle spese militari, uno dei temi che accompagnano le proteste studentesche in diverse città italiane.
Tensioni anche a Bologna. Dopo aver attraversato i viali della città, con ripercussioni sulla circolazione in alcuni punti del percorso, i manifestanti hanno raggiunto la stazione ferroviaria. Qui il corteo è stato bloccato dalle forze dell’ordine, schierate in tenuta antisommossa.
Gli studenti hanno acceso fumogeni e lanciato bottiglie. Si è quindi verificato un momento di contatto con gli agenti della questura, che hanno respinto i manifestanti utilizzando gli scudi. Successivamente il corteo è ripartito. [...]
2. SCUOLA OCCUPATA A NAPOLI, MOTORINI SFRECCIANO IN PALESTRA RISTRUTTURATA
(ANSA) - Motorini usati nella palestra della scuola durante l'occupazione: succede al liceo Rossini di Napoli. A circolare, in queste ore, è un video di pochi secondi che però, grazie alla potenza del web, è diventato immediatamente virale.
Le immagini mostrano la palestra piena di studenti e sullo sfondo due motorini con a bordo complessivamente quattro ragazzi, tutti senza casco, intenti a farsi notare suonando i clacson, tra gli applausi e i cori di giubilo di tanti presenti e molti telefonini pronti a riprendere la scena, che prosegue con i due mezzi che compiono una sorta di "giro d'onore".
A creare ancora maggiore imbarazzo, la notizia seconda la quale quegli stessi locali destinati allo sport studentesco del liceo napoletano sono stati da poco ristrutturati, proprio per rendere più accoglienti gli ambienti dell'istituto. La diffusione dei video ha prodotto numerosi commenti, per lo più negativi.
proteste studenti in italia
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