“BASTARDI ANTISEMITI. VE NE DOVETE ANDARE, MARCIATE SEMPRE CON LE BANDIERE PALESTINESI E QUELLA DI HEZBOLLAH. MAI CON LA BANDIERA ITALIANA" – DURANTE LE CELEBRAZIONI PER L'ANNIVERSARIO DEL RASTRELLAMENTO DEL GHETTO DI ROMA, ESPONENTI DELLA COMUNITÀ EBRAICA CONTESTANO L’ANPI E ACCUSANO L’ASSOCIAZIONE DEI PARTIGIANI DI AVER PARTECIPATO A INIZIATIVE IN CUI SONO STATE BRUCIATE BANDIERE ISRAELIANE: “O LORO O NOI” – IL DEPUTATO MELONIANO MOLLICONE: “L’ANPI NON DOVEVA VENIRE PERCHÉ È VICINA AI CENTRI SOCIALI CHE MANIFESTANO CON LA BANDIERA DI HAMAS” - IL PRESIDENTE DELLA COMUNITÀ EBRAICA DI ROMA, VICTOR FADLUN: “SIAMO RIUSCITI A ESCLUDERE L’ANPI DALLE COMMEMORAZIONI DEL 16 OTTOBRE, OTTENENDONE L’ALLONTANAMENTO. ORMAI FANNO SOLO POLITICA E HANNO PIÙ VOLTE MANIFESTATO LA VICINANZA ALLE PIAZZE PRO-PAL” – LA REPLICA DELL’ANPI: VIDEO
Marco Carta per repubblica.it - Estratti
ESPONENTI DELLA COMUNITA EBRAICA VS ANPI - GHETTO DI ROMA
“Bastardi antisemiti. Ve ne dovete andare, marciate sempre con le bandiere palestinesi e quella di Hezbollah. Mai con la bandiera italiana". Momenti di tensione durante le celebrazioni per l'anniversario del rastrellamento del Ghetto di Roma.
Un gruppo di appartenenti alla Comunità ebraica ha contestato la presenza dello stendardo dell'Anpi alla cerimonia commemorativa, chiedendo in modo aggressivo che la delegazione dell'Associazione nazionale partigiani d'Italia si allontanasse dall'area dell'evento.
L’Anpi ha deciso di rimanere e di non cedere alle intimidazioni ricevute. Solo alla fine l’associazione partigiana si è allontanata dal cerimoniale ufficiale (…)
«O loro o noi», hanno gridato alcuni manifestanti rivolgendosi ai rappresentanti dell'associazione. Tra le contestazioni rivolte all'Anpi anche l'accusa di aver preso parte in passato a iniziative nelle quali sarebbero state bruciate bandiere israeliane. “Devono andare via, lì ci sono i nostri morti”, hanno ripetuto i contestatori mentre la discussione si svolgeva nei pressi del luogo della commemorazione.
A tentare una mediazione è stato il deputato del Partito Democratico Piero Fassino, intervenuto per cercare di riportare la calma e consentire il regolare svolgimento della cerimonia. Sul posto erano presenti anche le forze dell'ordine e il servizio d'ordine, che hanno monitorato la situazione evitando che la tensione degenerasse.
Sul posto sono presenti diversi esponenti politici, tra cui Federico Mollicone di Fratelli d’Italia che ha attaccato l’associazione partigiana per la sua presenza: “L’Anpi doveva astenersi e non venire. Ci sono delle continuità con i centri sociali che manifestano con la bandiera di Hamas".
Dopo le proteste, l’Anpi ha spostato di qualche metro il proprio gonfalone. Nel frattempo è arrivato sul posto il sindaco Roberto Gualtieri e si è tenuta la cerimonia. “Siamo riusciti a escludere l’Anpi dalle commemorazioni del 16 Ottobre, ottenendone l’allontanamento – ha dichiarato subito dopo il presidente della comunità ebraica di Roma Victor Fadlun.
ESPONENTI DELLA COMUNITA EBRAICA CONTRO ANPI - GHETTO DI ROMA
“Da due giorni, come presidente della Comunità Ebraica di Roma, avevo chiesto all’Anpi di non partecipare a un dolore che appartiene alle nostre famiglie e alla nostra comunità. La loro presenza non era gradita, non si va in casa d’altri durante un lutto senza essere ben accetti. Non c’è dubbio che la decisione dell’Anpi, considerando le nostre prese di posizione ufficiali, sia stata una provocazione. Ed è stato giusto estrometterli dalla cerimonia, per non turbare un momento di sofferenza profonda, il dolore che si rinnova per un’immensa ferita”.
Pronta la replica di Marina Pierlorenzi, presidente di Anpi Roma. “Siamo romani e quel giorno tanti romani salvarono altri romani di religione ebraica. Tornarono vive solo 10 persone. Quello che è successo stamattina ci rammarica in maniera particolare". Alla fine della cerimonia, il sindaco Gualtieri si è avvicinato proprio alla presidente Pierlorenzi per un veloce saluto. “Era molto dispiaciuto e addolorato”, ha aggiunto Pierlorenzi che respinge al mittente tutte le accuse di antisemitismo:
TENSIONE AL GHETTO DI ROMA CONTRO L'ANPI
"Le nostre posizioni sulla Shoah sono chiare. Ciò che succede oggi in Israele con il governo Netanyahu è altra cosa. Abbiamo pieno titolo a essere qui oggi. Abbiamo vissuto ciò che è successo oggi con grande dolore e speriamo che le cose si possano ricomporre. Le altre associazioni di partigiani sono state solidali e hanno deciso di uscire dalla piazza assieme a noi a fronte di un'esclusione incomprensibile”.
Già nei giorni precedenti Victor Fadlun aveva chiesto all’Anpi a non prendere parte alle celebrazioni del 16 ottobre. In una nota diffusa alla vigilia, la presidenza provinciale dell'Anpi di Roma aveva ribadito che l'associazione avrebbe partecipato «come sempre» alla cerimonia promossa dal Comune di Roma, richiamando «la forza della memoria, della storia e dei valori dell'antifascismo incarnati dalla Costituzione democratica e repubblicana».
ESPONENTI ANPI GHETTO DI ROMA 3
L'Anpi aveva inoltre ricordato il significato storico del 16 ottobre 1943, quando 1.022 ebrei romani vennero rastrellati dai nazisti e deportati nei campi di sterminio, con la complicità dei collaborazionisti fascisti della Repubblica Sociale Italiana. Una ferita ancora aperta nella memoria della città e del Paese, che ogni anno richiama istituzioni, associazioni e cittadini al ricordo delle vittime della persecuzione nazifascista.
Intanto, però, lo scontro con la comunità ebraica di Roma sembra insanabile. “Non vogliamo l’Anpi, non solo il 16 Ottobre – ha detto il presidente Victor Fadlun – ma anche nelle altre occasioni dedicate alla Memoria e alla lotta contro il nazi-fascismo, a cui gli ebrei hanno contribuito con 2000 partigiani.
Loro sono arrivati a cancellare la Brigata Ebraica dal corteo del 25 Aprile, e ormai fanno solo politica e hanno più volte manifestato la vicinanza alle piazze Pro-Pal. Non sono più un’Associazione di partigiani impegnata a preservare la memoria, ma un movimento che ne tradisce il ricordo e fa politica. Apprezzeremo di nuovo l’Anpi quando tornerà a essere la custode autentica della memoria e di un patrimonio ideale condiviso”.

