C’È UNA REGIA DIETRO ALLA GUERRIGLIA SCOPPIATA NELLE PIAZZE ITALIANE? – INTELLIGENCE E DIGOS STANNO SCANDAGLIANDO TELEGRAM, TIKTOK E INSTAGRAM PER CAPIRE CHI CI SIA DIETRO AGLI APPELLI ALL’ADUNATA DI IERI A MILANO, TORINO E BOLOGNA – DIETRO ALLE PROTESTE PER IL CAROVITA, C’È IL DESIDERIO DI FOMENTARE LA RABBIA DI ITALIANI DI SECONDA GENERAZIONE, GIOVANISSIMI, COLLETTIVI, AMBIENTI NO VAX – A TORINO IL CENTRO SOCIALE ASKATASUNA SI È UNITO ALLA PROTESTA PER CREARE DISORDINI – SESSANTA I FERMATI A MILANO, LA METÀ SONO MINORENNI. DIVERSI GLI AGENTI FERITI – VIDEO
Scontri tra manifestanti e polizia con il lancio di sassi e bottiglie durante la protesta contro il carovita in corso a Torino. Un folto gruppo di giovani incappucciati ha fatto irruzione nella libreria Feltrinelli in Porta Nuova. L'articolo di Federico Gottardo su Repubblica Torino
— Repubblica (@repubblica) October 17, 2026
1. IL MISTERO DELLA REGIA DEGLI SCONTRI: CHI C’È DIETRO LA GUERRIGLIA NATA SUI SOCIAL?
Estratto dell’articolo di Irene Famà per “La Stampa”
I rivoluzionari i libri li leggono. Di certo non li gettano a terra come spazzatura. Ed ecco che l’immagine di quei personaggi, con il volto coperto da cappucci e passamontagna, che ieri hanno assaltato a Torino la libreria Feltrinelli gettando a terra volumi di ogni genere, compreso «Cos’è un guerrigliero» di Ernesto Che Guevara, racconta una rabbia diversa.
Al vaglio dell’intelligence e delle Digos d’Italia. Una guerriglia nata sui social, da blog e profili di varia natura.
«Tutti in piazza». L’appello rimbalza su Instagram, Telegram, Tik Tok. Nessun contenuto: solo una chiamata alle armi, sulla scia delle contestazioni francesi. Il volantino per la «manifestazione nazionale» ha una data precisa, quella del 17 ottobre, quando a Parigi si preparano per contenere la guerriglia urbana.
«Venite a far parte del gruppo Telegram ufficiale», recita l’invito alla lotta 2.0. È fatto con l’intelligenza artificiale ed è aperto tutti. Ai collettivi, ai ragazzi di seconda generazione, ai No Vax. A chi è contro a prescindere, a chi è sdegnato per svariati motivi.
Quell’invito raccoglie ogni genere di rivendicazione, di rabbia, di desiderio di caos e ogni città, ogni realtà lo interpreta a modo suo. C’è chi contesta il carovita, chi si unisce alla protesta degli agricoltori, chi battaglia contro affitti dai prezzi esorbitanti. E chi, di questa rabbia, di questo disagio, ne fa tesoro. Lo infiamma, lo aizza, lo sfrutta.
A Torino, il centro sociale Askatasuna, da sempre regia degli scontri di piazza, arriva nel cuore della città per creare disordini. A differenza dei tempi del Covid, quando i militanti erano rimasti ai margini di violente proteste dalla regia occulta, questa volta “Aska” c’è.
E coglie l’occasione per buttarsi nel parapiglia. Per strada arrivano pure i ragazzi di seconda generazione. Sono in tanti e approfittano di quell’invito sui social per sfogare la rabbia della diseguaglianza sociale, delle periferie dimenticate.
A Torino si bruciano cassonetti, si lanciano bottiglie di vetro e petardi contro la polizia. Si assalta addirittura una libreria. A Milano, all’hashtag “Italiainpiazza” rispondono dagli antagonisti ai No Vax ai ragazzini nati in Italia da genitori stranieri. Una sassaiola contro gli agenti, i cassonetti della spazzatura utilizzati come barricate, i tavolini dei dehors lanciati contro i poliziotti. La stessa dinamica si ripete a Bologna e a Firenze e a Brescia.
manifestanti violenti devastano milano
Le proteste di ieri non hanno nulla a che vedere con le manifestazioni dell’altro giorno degli studenti delle scuole superiori che sono scesi in piazza per chiedere un futuro migliore e più equo.
Qualcuno le ha sponsorizzate sui social come «manifestazione anti governo», «manifestazione per il carovita». Slogan che vogliono dire un po’ tutto. Nel volantino non comperare un simbolo politico né dei collettivi né delle associazioni. C’è solo un interrogativo che riprende le contestazioni francesi e spagnole: «Perché in Italia non siamo capaci a manifestare?». […]
Resta quindi il quesito, al vaglio degli investigatori, essenziale per interpretare i tafferugli di ieri: chi ha lanciato la protesta? E soprattutto: chi ha interesse ad alimentarla?
2. LE PROTESTE PER IL CAROVITA DIVENTATE GUERRIGLIA: SCONTRI E FERITI A MILANO
Estratto dell’articolo di Massimo Pisa per https://milano.repubblica.it/
manifestanti violenti devastano milano
Piovono pietre sotto al Duomo. Sanpietrini, pezzi di selciato divelti dai marciapiedi, sassi portati da casa e nascosti in tasca, pronti all’uso. E piovono cestini in ghisa, volano tavolini e sedie dai portici, decollano estintori e bottiglie, atterrano e deflagrano grossi petardi.
Piombano su fronti di funzionari e dirigenti di polizia che proseguono stoici con la radiolina in una mano e il fazzoletto insanguinato nell’altra, si schiantano su caviglie di agenti del Reparto mobile lasciandoli zoppicanti nonostante le protezioni.
manifestanti violenti devastano milano
Feriscono e ammaccano finché il contingente con caschi e scudi non si ingrossa e pareggia il numero di manifestanti all’attacco, finché non parte il contrattacco e a piovere e diffondersi sotto i portici e fino alla Galleria è il fumo tossico dei lacrimogeni, a sgommare sono le camionette in sinistri e pericolosi caroselli, a roteare è la sagoma scura dei manganelli che si abbattono sugli obiettivi a portata di mano.
In decine di casi sono teste e spalle di minorenni, che saranno la metà dei presenti e degli accompagnati in Questura, una sessantina a fine serata con il numero che continuava ad aggiornarsi. Una ventina i feriti tra i manifestanti, almeno altrettanti tra i poliziotti.
manifestanti violenti devastano milano
[…] Tutto e niente, carovita e diritti, bandiere pro-Pal e vecchie facce “No green pass”, collettivi studenteschi che non riescono a tenere la testa del corteo e tantomeno i toni bassi, qualche anarchico che viene ad annusare l’aria greve. E soprattutto loro, i ragazzi di seconda generazione che come il 22 settembre del 2025, quando in quindicimila sfilarono fino alla Stazione Centrale, vengono a prendersi la scena con la violenza.
Spaccare, assaltare, sfidare, lanciare e arretrare, per poi ripartire. Dalle periferie, dalla provincia, da Varese e Monza come da Pavia, dove gli analoghi cortei non sono decollati per mancanza di partecipanti, e allora via verso la città.
scontri tra manifestanti e polizia a milano
Un anno fa a sbriciolarne la porta d’ingresso, dalla Galleria delle carrozze alle larghe corsie di via Vittor Pisani. Questa volta a prendersi il salotto e a metterlo sottosopra, dopo aver preso la testa della manifestazione in via Broletto, a Brera, per i primi scontri e il primo blocco. Non la mollano più.
[…] gli incappucciati le staccano dal sagrato del Duomo e le fanno volare verso le divise, le usano come ariete fino a sfondare una “gazzella” dei carabinieri che resta come informe trofeo, con i parabrezza sfondati, accanto alla fermata del metrò.
Qui scappano i turisti, almeno quelli che si rendono conto: gli altri continuano a sorridere per il selfie da mettere su Instagram o TikTok, aggiungendo un tocco di surreale al pomeriggio cupo. Che diventa sera nera ma illuminata dai roghi: il bagno chimico di un cantiere viene dato alle fiamme, le bici dello sharing con le loro batterie che esplodono fanno da carburante, altri due roghi gemelli divampano in corso Vittorio Emanuele, dove l’idrante della polizia ha il suo bel daffare per allontanare e spegnere. […]





