SONO CAZZI! L’ONDA DELLA VIOLENZA PARTITA DALLA FRANCIA È ARRIVATA IN ITALIA – A MILANO, TORINO E BOLOGNA LA PROTESTA PER IL CAROVITA SI È TRASFORMATA IN UNA GUERRIGLIA URBANA, TRA BOMBE CARTA, VETRINE SFONDATE E SCONTRI CON LA POLIZIA – LA STRATEGIA PER CHIAMARE ALL'ADUNATA IN PIAZZA, DI CITTÀ IN CITTÀ, UTILIZZA LE CHAT DEI GRUPPI TELEGRAM E I SOCIAL, ATTIRANDO SOPRATTUTTO GLI AMBIENTI DEI GIOVANI ITALIANI DI SECONDA GENERAZIONE – IL VIMINALE È PREOCCUPATO PER UN AUTUNNO CHE SI ANNUNCIA CALDISSIMO. LA DATA CERCHIATA IN ROSSO È QUELLA DEL PROSSIMO 30 OTTOBRE, QUANDO È STATA ORGANIZZATA UNA MOBILITAZIONE A ROMA – MARANZA, APOLITICI, SENZA LAEDER E CON L‘UNICO OBIETTIVO DI SPACCARE TUTTO: ECCO CHI SONO I GIOVANISSIMI CHE HANNO MESSO A FERRO E FUOCO MILANO – VIDEO
1. IL VIMINALE TEME L’AUTUNNO CALDO
Estratto dell’articolo di Rinaldo Frignani per il “Corriere della Sera”
manifestanti violenti devastano milano
Il «sistema Francia» è arrivato in Italia e quello che è successo ieri a Milano ne è la prova lampante. Un’onda di violenza cresciuta in modo esponenziale negli ultimi tempi con meccanismi diversi da quelli delle abituali chiamate antagoniste.
Perché nelle ultime settimane la strategia per chiamare all'adunata in piazza, di città in città, utilizza le chat dei gruppi telegram, i social, facendo largo uso di intelligenza artificiale, spesso mutuando anche la grafica adottata Oltralpe e attirando così soprattutto gli ambienti dei giovani italiani di seconda generazione.
manifestanti violenti devastano milano
[...] la guerriglia messa in atto appare chiaramente scollegata dai temi delle manifestazioni, ma piuttosto organizzata per affrontare le forze dell’ordine in una sorta di «gioco» di provocazioni continue per attirare gli agenti in trappole urbane, colpirle e ritirarsi. E andare avanti così per ore cavalcando un malcontento senza connotazione politica. Con il rischio di fomentare la protesta di alcune categorie già mobilitate come quelle dei trattori e degli autotrasportatori, oppure degli studenti che venerdì sono scesi in piazza e minacciano di tornarci.
manifestanti violenti devastano milano
Il Comitato di analisi strategica antiterrorismo (Casa) monitora gli scenari che si sono sviluppati negli ultimi giorni fra Milano, Torino, Brescia e Bologna e si prepara ai prossimi appuntamenti. La data cerchiata in rosso è quella del 30 ottobre quando è stata organizzata una mobilitazione nella Capitale. Il timore degli apparati è che possa trattarsi di una prova generale per un autunno che si preannuncia caldo sul fronte dell’ordine pubblico.
Dopo l’invito di due giorni fa a tutte le forze politiche di prendere posizione «senza timidezze» contro la violenza, la premier Giorgia Meloni ha ribadito ieri il concetto: «Ho grande rispetto per le migliaia di persone che hanno manifestato pacificamente, anche alla mobilitazione della Cgil con i leader della sinistra. Ma non possiamo ignorare quanto accaduto in altre piazze. Rinnovo la mia richiesta alle opposizioni: condannino senza ambiguità queste violenze e lancino un appello chiaro affinché ogni mobilitazione sia pacifica. Il silenzio non è accettabile». [...]
2. ITALIANI E «MARANZA», IL RICHIAMO IN CHAT
Estratto dell’articolo di G. CATT. e M. CAST. per il “Corriere della Sera”
Matteo Piantedosi Giorgia Meloni
Nessuna sigla. Neppure uno slogan, almeno non ancora. Qualunque cosa sia questa avanguardia di «Francia» in Italia è ancora presto per incasellarla nei rigidi e litigiosi schemi della politica. Anche perché in piazza ci sono ragazzi che neppure possono ancora votare.
Minorenni, ragazzine, giovani di seconda o terza generazione. Ma anche tantissimi italiani di nascita e di famiglia. Un’idea di guerriglia senza regole già vista un anno fa quando la stazione Centrale era stata assaltata alla fine di un corteo di studenti. [...]
manifestanti violenti devastano milano
Rabbia e basta, come testimonia il saccheggio delle scarpe da un negozio di corso Vittorio Emanuele. A dare la miccia una manifestazione contro il caro benzina, gli stipendi bassi e i servizi negati ai cittadini. Tutti sotto il nome di «Italia in piazza».
Eventi che finora erano stati un flop. Qui invece il corteo ha attirato giovanissimi incappucciati che hanno rovesciato tavoli, sedie e cestini, utilizzato le recinzioni dei cantieri e i sanpietrini per attaccare le forze dell’ordine. Spaccare tutto, sul modello delle manifestazioni avvenute nei giorni scorsi in Francia, nessuna regola, nessun leader.
manifestanti violenti devastano milano
In pochi minuti sono stati loro, compresi molti ragazzi di seconda generazione che nel weekend si radunano nel centro di Milano, a prendere la testa dei disordini. Il look dei «maranza»: un po’ periferia parigina, un po’ trapper, un po’ calciatore milionario.
Una protesta violentissima improvvisata, ma con una base di organizzazione visto che i manifestanti avevano decine di fumogeni e bombe carta. Una manifestazione che si è subito trasformata in una caccia agli agenti, senza indietreggiare neppure davanti ai lacrimogeni.
scontri tra manifestanti e polizia a milano
All’inizio anche tanti tricolori, uniti a qualche bandiera dei Paesi di provenienza, come quella albanese. Alcuni dei ragazzi presenti in piazza arrivavano da Varese, dalla Bergamasca, dall’hinterland di Milano. TikTok e i social utilizzati come richiamo, le immagini delle proteste andate in scena nelle scorse settimane nel resto d’Europa come modello.
All’inizio della manifestazione erano presenti anche ragazzi di qualche collettivo studentesco che si sono subito sfilati, addirittura contestando i violenti: «Basta, fermatevi», il grido. E anzi sono stati loro i primi a prendere le distanze dai manifestanti proprio per aver trasformato un’occasione di protesta politica in una guerriglia totale. A notte sono una cinquantina quelli portati in Questura. Quasi la metà sono minorenni. [...]
SCONTRI A MILANO
SCONTRI A MILANO
SCONTRI A MILANO
SCONTRI A MILANO
scontri tra manifestanti e polizia a milano