francesco rocca

SOTTO A CHI…ROCCA! – LA PROCURA DI ROMA HA CHIESTO L’ARCHIVIAZIONE PER IL GOVERNATORE MELONIANO DEL LAZIO, FRANCESCO ROCCA, INDAGATO PER TRUFFA E FALSITÀ IDEOLOGICA PER AVERE OTTENUTO UN FINANZIAMENTO GARANTITO DALLO STATO DA 70MILA EURO E RISERVATO AI PROFESSIONISTI IN CRISI PER LA GUERRA – I PM AMMETTONO CHE IL “DANNO ESISTE”, MA“L’OFFESA È DI PARTICOLARE TENUITÀ” – DOPO LO SCOOP DI “DOMANI”, ROCCA AVEVA CONFERMATO DI AVERE CHIESTO IL PRESTITO DA 70MILA EURO, MA CHE NULLA SAPEVA DELLA GARANZIA PUBBLICA: “HO CHIAMATO IL DIRETTORE PER CHIEDERGLI SE AVESSI FATTO QUALCOSA DI MALE E…”

Estratto dell’articolo di Nello Trocchia per “Domani”

 

francesco rocca

Il presidente della regione Lazio, Francesco Rocca, è indagato per truffa e falsità ideologica dalla procura di Roma, che ha però chiesto l’archiviazione al giudice per le indagini preliminari. L’indagine giudiziaria è nata dopo uno scoop di Domani, che aveva rivelato come il governatore avesse ottenuto un prestito accedendo ai fondi destinati ai professionisti in crisi per via della guerra in Ucraina.

 

Il fatto c’è, ammettono i pm, ma chiedono l’archiviazione perché «l’offesa è di particolare tenuità». In pratica il danno esiste, ma è considerato «esiguo». Una previsione normativa, l’articolo 131 bis del Codice penale, che consente di chiedere l’archiviazione, in alcuni casi, quando il reato contestato è punito con la pena detentiva non superiore nel minimo a due anni.

 

Questo giornale lo scorso maggio ha scoperto che tra le migliaia di beneficiari del fondo di garanzia per professionisti e piccole e medie imprese c’era anche il nome di Rocca, diventato presidente della regione nel febbraio 2023. Nello stesso anno aveva chiesto un prestito alla banca del Fucino che lo ha erogato con la garanzia dello Stato, scattata il 19 settembre 2023.

 

arianna meloni francesco rocca MARIA GRAZIA Cacciamani

Domani aveva, appunto, rivelato che l’aiuto rientrava in quelli concessi dallo Stato a seguito dell’invasione russa e la conseguente crisi economica innescata. Ma cosa c’entrava Rocca, avvocato prima di diventare presidente, con la guerra? Niente, come aveva lui stesso ammesso a Domani: «Senza quel prestito mi sarei trovato in difficoltà economiche, a me servivano quelle risorse, non sapevo nulla dell’attivazione del fondo di garanzia».

 

L’indagine, condotta dal pm Ambrogio Cassiani, è partita da un esposto basato sulla nostra inchiesta e presentato da Alessio D’Amato, consigliere regionale di Azione. Tutti i protagonisti della storia sono stati interrogati. Incluso l’attuale presidente della regione e anche Mauro Masi, numero uno dell’istituto di credito (non indagato).

 

Rocca è stato iscritto per aver falsamente dichiarato «di soffrire carenza di liquidità a seguito delle conseguenze economiche negative provocate dall’aggressione della Russia contro l’Ucraina e che il denaro doveva essere destinato al pagamento di fornitori».

 

francesco rocca

L’altro reato ipotizzato, la truffa, si origina dal primo: la dichiarazione falsa gli avrebbe procurato un ingiusto profitto, la garanzia dello stato per l’80 per cento del prestito, «con conseguente danno per il Mediocredito centrale consistito nel costituire una esposizione debitoria di pari importo», si legge negli atti.

 

Rocca a questo giornale aveva confermato di aver chiesto il prestito da 70mila per pagare l’F24, ma che nulla sapeva della garanzia pubblica. «Ho chiamato il direttore per chiedergli se avessi fatto qualcosa di male e mi ha detto che è la banca (del Fucino) che si è tutelata attivandolo. Non ho mai approfittato del mio ruolo», ci aveva spiegato.

 

Ora la procura di Roma è arrivata a queste conclusioni: «Senza ombra di dubbio Rocca non ha svolto alcuna attività lavorativa che, all’epoca dei fatti, potesse avere ricevuto nocumento dal conflitto in essere tra la Federazione Russa e la Repubblica di Ucraina». Lo stesso presidente lo ha confermato, in sede di interrogatorio al pm, ribadendo di non aver avuto cognizione del collegamento tra il finanziamento e i danni derivanti dal conflitto. Insomma, tutto a sua insaputa.

 

La procura ha ascoltato così Pierangelo Giovannelli, quadro direttivo della banca, e Omar Tiso, direttore della filiale dove Rocca aveva il doppio conto corrente. Entrambi hanno confermato che il presidente si era limitato a sottoscrivere un foglio precompilato.

 

francesco rocca giorgia meloni

[...]  La procura ha verificato anche la regolarità dei pagamenti delle rate da parte di Rocca. E qui si arriva al perché i pm considerano esiguo il danno. Il motivo è che è solo potenziale visto che «è ragionevole ritenere che la garanzia non verrà mai escussa». Cioè l’indagato, scrive il pm, onorerà l’obbligazione.

 

La procura non può escludere «il dolo tout court», ma archivia «per l’esiguità del danno e del pericolo che ne sono derivati», un’offesa di particolare tenuità, «in quanto il comportamento dell’indagato non risulta abituale».

 

E poi Rocca, conclude la procura guidata da Francesco Lo Voi, non è «mai stato dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza; che lo stesso non risulta aver commesso più reati della stessa indole».

 

Nelle carte dell’indagine c’è la ricostruzione di come il meloniano ha ottenuto il finanziamento. Quando viene ascoltato Giovannelli, i finanzieri gli chiedono «se come risulta Rocca sia stato favorevolmente presentato alla banca del Fucino». Il manager risponde così: «Il dottor Rocca mi è stato presentato dall’attuale direttore generale della regione Lazio, Alessandro Ridolfi, già cliente della banca».

 

francesco rocca foto mezzelani gmt 076

Masi, invece, racconta di aver saputo del prestito garantito dallo Stato dall’inchiesta di Domani e che la pratica non è stata posta all’attenzione del cda, come previsto per i soggetti politicamente esposti. Gli inquirenti chiedono: perché questa omissione? «Immagino per l’esiguità del finanziamento, comunque hanno violato la normativa interna, non la legge che è stata rispettata», ha detto Masi. [...]

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