COLPO DI SCENA NEL GIALLO DI PIETRACATELLA: E SE IL VERO OBIETTIVO DELL’AVVELENAMENTO DA RICINA FOSSE STATO GIANNI DI VITA? – È UNA DELLE IPOTESI DEGLI INQUIRENTI CHE INDAGANO SULLE MORTI DI ANTONELLA DI IELSI E SARA DI VITA (MOGLIE E FIGLIA DI GIANNI DI VITA) – NELL’UFFICIO DELL’EX SINDACO DEL COMUNE IN PROVINCIA DI CAMPOBASSO, DESCRITTO COME UN UOMO “CHARMANT” CHE PIACE ALLE DONNE, È STATO TROVATO IL LIBRO “TIRO AL PICCIONE” DI GIOSE RIMANELLI: IN ALCUNE PAGINE ERANO SOTTOLINEATE A MATITA FRASI DEDICATE ALLE AVVENTURE SENTIMENTALI DI UN UOMO DIVISO TRA DUE DONNE – ANTONELLA DI IELSI E SARA DI VITA POTREBBERO ESSERE STATE UCCISE PER SBAGLIO, INGERENDO IL VELENO ACCIDENTALMENTE – LE VOCI SU UNA CRISI CONIUGALE TRA DI VITA E DI IELSI…
UNA PISTA SENTIMENTALE DIETRO AL GIALLO DI PIETRACATELLA? – GLI INVESTIGATORI CHE INDAGANO SULLE MORTI DI ANTONELLA DI IELSI E ALICE DI VITA, AVVELENATE CON LA RICINA LO SCORSO DICEMBRE, HANNO INTERROGATO PIÙ VOLTE DUE DONNE VICINE A GIANNI DI VITA, MARITO E PADRE DELLA VITTIMA - LAURA DI VITA, CUGINA DELL’EX SINDACO DI PIETRACATELLA, È STATA ASCOLTATA ALMENO SEI VOLTE COME TESTIMONE, MENTRE UN’INSEGNANTE DI MATEMATICA, AMICA DI FAMIGLIA, TRE VOLTE – IL 55ENNE VIENE DESCRITTO COME UN UOMO “CHARMANT”, CHE PIACE ALLE DONNE, TANTO CHE SUO SUOCERO SALVATORE, HA DETTO CHE LA MOGLIE (CHE AVEVA CONFIDATO CHE A UN’AMICA UNA CRISI CONIUGALE): “AVREBBE DOVUTO CANTARGLIELE DA TEMPO…” https://www.dagospia.com/cronache/gli-investigatori-indagano-sulle-morti-antonella-ielsi-alice-vita-morte-489871
Estratto dell’articolo di Alessandro Fulloni per il "Corriere della Sera"
Il dubbio, sempre più consistente, è che Antonella e sua figlia Sara siano morte per sbaglio. E che il vero bersaglio fosse proprio Gianni Di Vita, marito e padre delle due donne uccise dopo Natale dalla ricina ingerita chissà come.
Magari messa in un vasetto che qualcuno ha regalato. O forse sciolta nell’acqua, in quelle due borracce che sono al vaglio degli specialisti tedeschi del Koch, massima autorità europea in tema di contrasto al bioterrorismo.
La procuratrice di Larino Elvira Antonelli che coordina l’inchiesta sul «giallo di Pietracatella» non esclude nulla dopo le oltre 200 audizioni avviate da quando ha aperto un fascicolo procedendo contro ignoti per duplice omicidio premeditato. […]
In pochi giorni ha firmato 4 decreti di perquisizione che corrispondono, con il previsto sequestro di circa 200 computer nei laboratori e addirittura nelle presidenze, ad altrettante piste da seguire, quelle che inquadrano i sospettati. Tutte ruotano attorno allo stesso snodo: la parola «ricina» cercata sul web, forse da quel falso scrittore che su Reddit ha indirizzato, per mesi, raffiche di domande tipo questa: «E se il mio personaggio uccidesse con i semi di ricino schiacciati?».
Ma eccole, le piste. Gli investigatori della Mobile e gli specialisti del Servizio centrale operativo, sino a venerdì, saranno impegnati in quattro scuole. Si comincia all’Agrario di Riccia, dove Michele, il marito di Monia, la prof amica cara di Gianni, lavora come tecnico. Poi, domani, ancora a Riccia, toccherà allo Scientifico dove ha insegnato la stessa Monia.
Mercoledì sarà la volta del classico di Campobasso in cui studiavano Sara e la sorella primogenita Alice, che si è diplomata a luglio. Ultima tappa, quella del liceo «Silvio Di Lalla» a Casacalenda, dove Laura Di Vita, cugina di Gianni, ascoltata per sei volte in Questura, è insegnante di sostegno.
Non mancano le sorprese, in quest’ultimo appuntamento. E sono legate al libro Tiro al piccione (l’autore è Giose Rimanelli, un reduce di Salò) sequestrato un paio di settimane fa dalla polizia nell’ufficio di Gianni a Pietracatella.
In alcune pagine erano sottolineate a matita frasi dedicate alle avventure sentimentali di un uomo diviso tra due donne. Passioni roventi e clandestine, consumate tra i fienili.
[…] Al Tg1 , Gianni ha detto che quel libro «me lo hanno prestato». Stop. Impossibile sapere chi. Ma è un fatto che quelle pagine rispecchino molto dell’ex sindaco. A partire dai sentimenti lacerati. Da una parte Antonella, la moglie. Dall’altra chissà che legami con altre donne, tra cui Monia. Vittorino Facciolla, il legale che lo assiste, ne è certo e ripete che «Di Vita è parte lesa al pari di sua figlia Alice». […]







