IL COMANDANTE FERITO SBLOCCA LA PORTA DELLA CABINA, UN ISRAELIANO PRENDE LA CLOCHE DELL'AEREO E DICE: “HO QUALCHE ESPERIENZA, L’HO VISTO FARE NELLE SERIE TV...” – IL RACCONTO DEI CONCITATISSIMI MINUTI A BORDO DEL BOEING, PARTITO DA DUBAI CON 174 PASSEGGERI PER LO PIU’ ISRAELIANI, DIROTTATO PER OLTRE UN'ORA PRIMA DI ATTERRARE IN ARABIA SAUDITA - IL CO-PILOTA OMANITA HA AGGREDITO IL COMANDANTE CON UN COLTELLO O FORSE UNA PICCOLA ACCETTA E TRE "EROI PER CASO" DEL VOLO, TRE CITTADINI ISRAELIANI, LO HANNO BLOCCATO: PER IMMOBILIZZARLO, UNA DONNA E UN DENTISTA GLI HANNO LEGATO MANI E PIEDI, USANDO I CAVI DEGLI AURICOLARI O QUELLI PER CARICARE CELLULARI E COMPUTER – LA TESTIMONIANZA DI UN PASSEGGERO, DANIEL SCHLICHTER, 60 ANNI, ORIGINI ITALIANE: "HO PENSATO SUBITO ALL’11 SETTEMBRE, MAI A UN INCIDENTE. AVEVO SENTITO LA COLLUTTAZIONE E AVEVO VISTO IL SANGUE. I BAMBINI GRIDAVANO DI NON VOLER MORIRE. NON SONO RELIGIOSO MA DOPO UNA COSA SIMILE NON SI PUÒ NON PARLARE DI MIRACOLO...” – VIDEO
1 - IL CAPITANO FERITO, UNA DONNA, IL DENTISTA GLI EROI PER CASO CHE EVITANO LA STRAGE
Davide Frattini per il “Corriere della Sera” - Estratti
volo flydubai il passeggero che ha bloccato l'aggressore su aereo e netanyahu
Gli israeliani li chiamano in ebraico rosh gadol , è quasi sempre un complimento e di sicuro suona così per le tre o quattro «teste grandi» che sul volo verso casa da Dubai si sono alzati svelti dai sedili e soprattutto sono usciti dal loro ruolo di semplici passeggeri.
La prima è la moglie di Tzvika Manes, amministratore delegato in una banca, che accompagna la figlia più piccola al bagno anteriore, quello vicino alla cabina di comando. Da dove sente provenire rumori e urla, avverte subito uno dei piloti fuori servizio, originario delle isole Fiji: è seduto nelle prime file e fa pochi passi verso la porta. «A quel punto io e altri due passeggeri — racconta Tzvika — siamo intervenuti: insieme abbiamo sopraffatto l’assalitore».
SMIT MACHCHHAR pilota del volo flydubai dirottato
Per immobilizzarlo, legandogli mani e piedi, usano i cavi degli auricolari o quelli per caricare cellulari e computer. Musaev Shota, un dentista, inizia a curare il comandante indiano. «Aveva brutte ferite alla testa, all’addome, sui polsi. Sono riuscito a stabilizzarlo. Ero l’unico medico a bordo».
Un’immagine di quei minuti mostra il capitano con il volto insanguinato e la mascherina per l’ossigeno. I giornali locali lo esaltano come l’eroe: è stato Smit Machchhar, da quattro anni con la compagnia degli Emirati, a frenare il piano del suo vice mentre veniva colpito con un coltello o forse una piccola accetta. È riuscito a lanciare due allarmi e, prima di crollare a terra, a sganciare la porta, che dagli attentati dell’11 settembre 2001 è rinforzata e si può aprire solo dall’interno.
netanyahu passeggero volo flydubai 3
Così lo trovano i tre israeliani — il corpo quasi blocca l’ingresso — che si precipitano dentro e vedono l’aggressore che sta distruggendo il quadro comandi, le pareti bianche macchiate di rosso. «Sono riuscito a prenderlo da dietro al collo e strattonarlo via», racconta Yaniv Hayun a Benjamin Netanyahu che è andato all’aeroporto Ben Gurion, vicino a Tel Aviv, ad accogliere il ritorno sul volo d’emergenza. «Mayday/Air Crash»
Ha la maglietta sporca di sangue, si scusa per non essersi potuto cambiare in vista dell’incontro con il primo ministro: «È suo. Purtroppo non siamo riusciti a ucciderlo, ci vorrà però un po’ di tempo prima che si riprenda», proclama. Dice pure di aver preso tra le mani la cloche dell’aereo e di essere riuscito a rallentare la picchiata prima di passare il controllo al pilota fuori servizio. «Sai manovrare un Boeing?» gli chiede il premier.
«Ho qualche esperienza perché guardo sempre Mayday/Air Crash Investigation», la serie televisiva che ricostruisce nei dettagli gli incidenti aerei.
il volo flydubai passeggeri a bordo
Durante la lotta tra il gruppetto e l’assalitore — sarebbe originario dell’Oman — uno degli israeliani, che si è definito al Jerusalem Post «un combattente di supporto all’azione», racconta di aver sentito una ragazzina urlare dal fondo del velivolo: «Non voglio che mio padre muoia». In quel momento — dichiara il testimone al giornale — «anche io mi sono fermato un istante a pensare ai miei figli».
L’appello social Finito lo scontro nella cabina, un passeggero lancia un appello video dal cellulare: «Abbiamo bisogno di aiuto.
Chiunque può sentirmi: abbiamo fermato il terrorista, stiamo atterrando dalle parti di Tabuk in Arabia Saudita.
(...)
2 - DANIEL SCHLICHTER - «LE URLA, IL SANGUE HO PRESO I CAVI DEGLI AURICOLARI PER LEGARE L’UOMO»
Greta Privitera per il “Corriere della Sera” - Estratti
«Hello. Ah, italiani? Sono anch’io italiano», dice al telefono Daniel Schlichter, 60 anni, nato a Torino e a Tel Aviv dal 1975, quando la famiglia ha fatto aliyah , per gli ebrei della diaspora, il ritorno in Israele. Lui e sua moglie erano tra i passeggeri del volo Flydubai, costretto ad atterrare in Arabia Saudita dopo il tentativo di dirottamento.
Dove eravate seduti?
«Alla fila numero 2: tutto è avvenuto proprio lì. Dopo circa un’ora e mezza dalla partenza, ho notato una madre e una figlia andare verso il bagno vicino all’ingresso della cabina di pilotaggio. A un certo punto la donna si è messa a urlare. La cabina era leggermente aperta e ho visto il pilota in un lago di sangue. Nello stesso momento l’aereo ha cominciato a perdere quota molto rapidamente».
Quanto è durato il volo in picchiata?
«Difficile dirlo, ma credo circa due minuti. Vedevo la terra del deserto avvicinarsi sempre di più».
Che cosa ha immaginato?
«Ho pensato subito all’11 settembre, mai a un incidente. Avevo sentito la colluttazione e avevo visto il sangue, non potevo pensare a qualcosa di diverso. La cosa peggiore sono stati i bambini».
Cioè?
«Quando l’aereo andava giù velocissimo, li sentivo gridare: “Non voglio morire”.
(…)
Che cosa è accaduto all’attentatore?
«Tre israeliani seduti dietro di me sono riusciti a metterlo a terra. Io ho aiutato dando loro gli auricolari delle persone che erano lì intorno, ho pensato che potessero servire per legarlo».
L’aggressore si è opposto?
PASSEGGERO INSAGUINATO SU VOLO FLYDUBAI
«All’inizio ha cercato di resistere e di liberarsi, ma non ce l’ha fatta. I tre uomini sono rimasti con lui per tutta l’ora successiva. Aveva del sangue addosso, credo fosse quello del pilota».
Nel frattempo, l’aereo è stato stabilizzato.
«Gli altri due piloti hanno chiuso la cabina e hanno riportato l’aereo in quota. Nessuno capiva davvero che cosa stesse accadendo, non abbiamo mai smesso di avere paura, non ci sentivamo ancora salvi e al sicuro».
Che cosa intende?
«Ci chiedevamo se gli altri piloti potessero essere coinvolti, se gli assistenti di volo avessero un ruolo. L’equipaggio era impegnato a parlare con Dubai e non ci dava informazioni. Dopo un’ora ci hanno detto che saremmo atterrati in Arabia Saudita».
Dove è stato tenuto l’aggressore?
«Nella piccola cucina accanto alla cabina di pilotaggio. È rimasto immobilizzato, sorvegliato dai tre eroi».
SMIT MACHCHHAR PILOTA INSAGUINATO SU VOLO FLYDUBAI
Che cosa è successo una volta atterrati?
«Prima è arrivata l’ambulanza che ha portato via il pilota ferito. Poi è stata la volta di polizia ed esercito che hanno portato via l’aggressore. Siamo rimasti sull’aereo per altri 45 minuti circa. Era una situazione strana, non è normale avere 174 israeliani su un aereo in Arabia Saudita. Però sono stati molto gentili. Ci hanno tranquillizzati, dato da bere e trattato bene».
A chi ha fatto la prima chiamata?
«Appena ho potuto ho telefonato ai miei figli. Ho detto loro che siamo stati molto vicini alla morte e che quello che era successo era un miracolo».
il volo flydubai passeggeri a bordo 33
tentato dirottamento volo flydubai 3
tentato dirottamento volo flydubai 2
È religioso?
«No, per niente. Ma dopo una cosa simile non si può non parlare di miracolo».
SMIT MACHCHHAR
tentato dirottamento volo flydubai 4


