alberto stasi luciano garofano andrea sempio chiara poggi

COME È POSSIBILE CHE LUCIANO GAROFANO NON AVESSE IDEA DI COSA COMBINAVANO I SUOI SOTTOPOSTI AL RIS DI PARMA? SUL DELITTO DI GARLASCO, L'EX GENERALE HA AMMESSO DI NON AVER ALCUN RICORDO DEGLI ESITI NEGATIVI DEI TEST DEL DNA SUI PEDALI DELLA BICI DI ALBERTO STASI: IL CAPITANO ALBERTO MARINO, DOPO UN PRIMO RISULTATO CHE DAVA EVIDENZA DEL SANGUE DI CHIARA POGGI, NE HA EFFETTUATI ALTRI DUE CHE RIBALTAVANO L’ESITO. MA GAROFANO SI SMARCA E SOSTIENE DI NON AVER “ALCUN SPECIFICO RICORDO”: “POTREI SOLO RIFERIRE CHE DA COMANDANTE TRASMETTEVO GLI ATTI”. MA I TEST NEGATIVI SUI DATI GREZZI, MAI CONSEGNATI PRIMA DAI RIS, SONO STATI ACQUISITI DALLA PROCURA SOLO A NOVEMBRE 2025 – LE INTERCETTAZIONI AMBIENTALI A CASA SEMPIO E LE TENSIONI CON GAROFANO: “HA PAURA CHE ESCA FUORI UN’ALTRA VERITÀ SU STASI. SE POI INCASINIAMO DI PIÙ ANDREA, ANDREMO A PORTARGLI LE ARANCE IN GALERA...”

GARLASCO, GAROFANO AI PM 'NON RICORDO DI ESITI SUCCESSIVI SUL DNA'

Luciano Garofano

(ANSA) - L'ex generale del Ris Luciano Garofano ha messo a verbale, sentito come teste dai pm di Pavia il 25 settembre, di non ricordare di aver mai visto esiti di analisi sul Dna sui pedali successive a quelle del 19 settembre 2007, che diedero il match con il profilo di Chiara Poggi. E dunque di non ricordare di aver mai visto, in pratica, le due contro-analisi negative del giorno successivo, al centro delle nuove indagini dei pm.

  

"Il capitano Marino mi ha sicuramente informato", ha spiegato Garofano riferendosi agli esiti del 19 settembre, quello positivo. Ma ha aggiunto: "Non ho alcun ricordo preciso del fatto (...) non so dire come e quando". Alla domanda se avesse revisionato la relazione di Marino del 24 settembre, ha risposto: "Non ho alcun specifico ricordo (...) potrei solo riferire che da comandante trasmettevo gli atti". E ai pm che gli hanno chiesto chi avesse avvertito la pm dell'epoca Muscio degli esiti, Garofano ha detto: "Verosimilmente io, non ricordo quando".

 

CHIARA POGGI ALBERTO STASI

GARLASCO, PORTERA A PM 'NON CREDO CHE SU DNA CI FOSSERO DUBBI'

(ANSA) - "In merito al Dna sui pedali ricordo che Marino mi aveva detto di aver trovato il Dna della Poggi, che il quantitativo era consistente e che aveva dato esito negativo ai test specifici relativi alla presenza di sangue. Non ho memoria del fatto se il risultato sia stato messo in dubbio oppure no, ma credo di no, altrimenti se ne sarebbe parlato di più". Lo ha spiegato, sentito come teste dai pm di Pavia nell'indagine sul caso Garlasco, Giorgio Portera, ex del Ris e genetista.

bicicletta alberto stasi

  

Portera ha chiarito di non essersi occupato mai direttamente delle analisi sul Dna sui pedali all'epoca. "È probabile che io stessi analizzando delle tracce relative a miei procedimenti e che, avendo dello spazio disponibile nella macchina - ha detto - avessi caricato anche questi campioni relativi all'omicidio di Chiara Poggi".

 

E ancora: "Io avevo saputo solamente che era stato rinvenuto il Dna della Poggi sui pedali e sapevo che era di un buon quantitativo. Io ai tempi avevo 29 anni, ero ancora un sottotenente, ero l'ultimo arrivato". E ha precisato di non sapere se fossero state effettuate delle contro-analisi successive sullo stesso campione che aveva dato esito positivo in relazione al profilo genetico della vittima.

Luciano Garofano ex ris di parma

 

GARLASCO, ANCHE NUOVE INTERCETTAZIONI NEGLI ATTI DELL'INCHIESTA SU SEMPIO

(ANSA) - Nei nuovi atti dell'inchiesta, chiusa ieri dalla Procura di Pavia, a carico di Andrea Sempio per l'omicidio di Chiara Poggi ci sono anche una serie di intercettazioni ambientali, che non erano state depositate con la prima conclusione delle indagini notificata l'8 maggio.

   

ANDREA SEMPIO RASATO

Da quanto si è saputo, uno dei temi al centro delle nuove captazioni sul commesso 38enne e i suoi familiari riguardano sempre temi già emersi nei mesi scorsi, come le prime indagini del 2016-2017 a suo carico e che vennero archiviate. Intercettazioni che si aggiungono a tutte le consulenze, note e relazioni i cui esiti sono stati riassunti dal procuratore Fabio Napoleone in una lunga nota ieri. E alle testimonianze degli ex del Ris che si occuparono delle indagini scientifiche e soprattutto della questione del Dna sui pedali.

alberto stasi in tribunale 7

 

GARLASCO, EX RIS TESTIMONE 'PM NEL 2007 NON AUTORIZZÒ UNA PERQUISIZIONE'

(ANSA) - "Ricordo che la dottoressa Muscio (la pm delle indagini nel 2007, ndr) all'inizio aveva stoppato alcune delle indagini investigative. Ricordo che c'erano le impronte di alcune suole di scarpa. Noi eravamo molto bravi a fare le indagini sulle suole. La dottoressa all'inizio non aveva voluto autorizzare una perquisizione a casa di Stasi per trovare le scarpe, che venne fatta solo dopo". Lo ha messo a verbale, lo scorso 25 settembre, sentito come testimone nei nuovi accertamenti della Procura di Pavia sul caso Garlasco, Marco Pizzamiglio, ex vicecomandante del Ris di Parma, ossia il numero due all'epoca di Luciano Garofano.

CLUEDO VERSIONE GARLASCO - MEME BY IACOPO CERVELLI

 

Ai pm che gli hanno chiesto se ricordasse qualcosa sul "Dna di Chiara Poggi rinvenuto sui pedali" della bici sequestrata a Stasi e al centro delle nuove indagini per il mancato deposito nel fascicolo di due dati negativi, Pizzamiglio ha risposto: "Ha fatto tutto Marino", con riferimento all'allora capitano del Ris Alberto Marino. E ancora: "Ricordo che un giorno era contento in corridoio per il risultato che credo fosse quello sui pedali, ma non me ne aveva parlato direttamente".

 

APPUNTI DI ANDREA SEMPIO

Pizzamiglio ha raccontato di essersi occupato del delitto di Chiara Poggi "all'inizio, quando c'è stata la richiesta di intervento, perché il Colonnello Garofano era in ferie e io ero il Vice Comandante. Il problema di Garlasco è stato - ha aggiunto - che è avvenuto contemporaneamente ad un grave duplice omicidio a Treviso. In quel periodo, essendo periodo estivo, c'era poco personale (...) in quel momento non avevo biologi, ero l'unico biologo".

 

E ancora: "Quando siamo arrivati lì però ho visto che c'era tantissimo sangue. Alla fine quel giorno non abbiamo potuto fare il sopralluogo, perché non eravamo attrezzati per la biologia". L'ex vicecomandante ha anche spiegato che "avevamo chiesto di fare gli accertamenti irripetibili", ma la pm Muscio "ci disse che era necessario aspettare".  

LUCIANO GAROFANO RIS

 

Fu lui a consigliare alla pm come consulenti genetici "il colonnello Marino e il colonnello Mattei", dato che "Garofano non era ancora tornato". Mentre Garofano "era in ferie non riuscivo ad aggiornarlo dettagliatamente perché si trovava in Brasile. Dopo il ritorno di Garofano - ha chiarito - non mi sono più occupato del caso". Pizzamiglio ha chiarito anche che gli esperti del Ris nominati come consulenti dei pm, come Marino, non devono riferire ai propri superiori i risultati, ma "solo all'Autorità giudiziaria". E ancora: "Garofano non voleva che Marino e Mattei facessero i consulenti tecnici, ma voleva che la pratica fosse gestita d'ufficio.

 

GIUSEPPE SEMPIO DANIELA FERRARI

Non so però alla fine che accordi avessero raggiunto".    Marino ha detto anche di non sapere "a chi erano stati comunicati gli esiti" delle analisi biologiche sul Dna sui pedali. I pm hanno fatto notare che "le consulenze di Mattei e Marino sono firmate dal comandante Garofano". E Pizzamiglio ha risposto: "Non lo sapevo (...) io però ricordo benissimo che la dott.ssa Muscio voleva che le indagini fossero fatte come consulenza tecnica". Sulla perquisizione alla ricerca delle scarpe a casa Stasi, infine, ha messo a verbale: "Mi portarono tre paia di scarpe di Stasi, che però erano delle scarpe nuove, sicuramente non utilizzate dallo stesso al momento del fatto".

 

L'EX RIS PORTERA 'NON HO ANALIZZATO IL DNA SULLA BICI'

(DI STEFANO ROTTIGNI) (ANSA) - "Non ho eseguito personalmente l'analisi genetica del campione né ho valutato o interpretato alcun profilo genetico relativo al caso Garlasco durante il mio servizio al Ris di Parma". Giorgio Portera, genetista e ufficiale in congedo dell'Arma, ascoltato dalla Procura di Pavia nella nuova indagine sul delitto di Garlasco in cui ora è indagato Andrea Sempio per l'omicidio di Chiara Poggi, lo ha tenuto a chiarire dopo la chiusura delle indagini.

meme su alberto stasi by 50 sfumature di cattiveria

 

E soprattutto dopo la lunga nota in cui il procuratore di Pavia Fabio Napoleone ha messo nero su bianco gli elementi delle consulenze, inclusa una consulenza presentata dalla difesa di Alberto Stasi, condannato per il delitto del 13 agosto 2007, con gli esperti Ricci e Linarello, che lavorando su dati grezzi ottenuti dalla Procura di Pavia nel novembre 2025, ha evidenziato che due "contro-analisi" del 20 settembre 2007 avevano stabilito che non era Dna di Chiara quello sui pedali della bici bordeaux, la prima sequestrata.

Luciano Garofano

 

"Il collegamento della mia persona alle attività analitiche del campione BU_P", quella in merito al materiale genetico sui pedali della bici di Stasi, "deriva dalla registrazione di un accesso con la mia user personale nell'ambito dell'ultima fase di lavorazione della specifica traccia" ha sottolineato Portera in una nota. "L'attività a cui può essere ricondotto il mio accesso - ha proseguito il genetista - consisteva esclusivamente nella fase finale di caricamento del campione sul sequenziatore. Non posso oggi stabilire con certezza se tale operazione sia stata materialmente eseguita da me oppure da un collega che ho fatto accedere allo strumento utilizzando la mia user".

 

Sulla questione è tornato anche l'ex comandante del Ris dei carabinieri di Parma Luciano Garofano. "Credo ciecamente nell'onestà dei miei collaboratori" ha assicurato a 'Porta a porta'. "Nessun complotto" c'è stato e questo lo dimostra l'andamento processuale.

STASI - MEME BY EMILIANO CARLI

 

Il generale ha ricordato come Stasi, ora in affidamento ai servizi sociali, dopo un periodo di semilibertà, fu assolto in primo grado e in appello fino al rinvio della Cassazione. Poi una condanna nell'appello bis e la condanna definitiva per la morte di Chiara.

 

"Basta accusarci di essere il braccio armato-tecnico di una Procura che voleva incastrare Alberto Stasi. Sono stati gli indizi a portarci verso Alberto Stasi e noi e la dottoressa Muscio non avevamo alcun interesse a incastrare Alberto Stasi" ha concluso.

 

LE ANALISI NEGATIVE SUL PEDALE GLI ESPERTI DELLA PROCURA: «INSPIEGABILE NON VERIFICARE» IL GENETISTA DEI POGGI: DATI NOTI. IL NODO DEI PRELIEVI

Estratto dell’articolo di C. Giu. per il "Corriere della Sera"

[...]

I consulenti della procura di Pavia, i genetisti Pierangela Grignani e Carlo Previderè, nella loro relazione del 15 settembre, non riescono a darsi una spiegazione del perché quel 20 settembre 2007 l’allora capitano del Ris di Parma abbia effettuato (senza darne conto) due contro-esami del campione di Dna di Chiara Poggi trovato sui pedali della bici di Alberto Stasi.

 

andrea sempio chiara poggi alberto stasi

[...] La scoperta è arrivata solo grazie all’analisi dei dati grezzi, mai consegnati prima dai Ris e acquisiti dalla Procura solo a novembre 2025. Per i legali di Stasi, che su quei dati hanno effettuato una consulenza (Pasquale Linarello e Ugo Ricci), si tratta della «prova della sua innocenza».

 

Un dato che però i legali della famiglie Poggi contestano. Secondo il loro genetista Marzio Capra, infatti, quei dati erano «noti»: «Quello che la difesa di Stasi indica come un esito negativo datato 20 settembre 2007» è invece, una «corsa del campione inibito del 10 settembre». In sostanza una «modifica» di un campione analizzato dieci giorni prima. Tesi che però sembra scontrarsi con una evidenza: il campione di materiale genetico sui pedali venne prelevato solo l’11 settembre, e analizzato il 19. Come poteva essere stato analizzato il 10 settembre, ancora prima di essere prelevato dai pedali?

LA SCENA DEL CRIMINE - CASA POGGI - GARLASCO

 

[...] La questione, secondo la consulenza della Procura è chiara, perché i «dati grezzi» non sono modificabili. Dopo l’esame del 19 settembre che indicò un Dna di 2,78 nanogrammi di Chiara Poggi — ieri l’ex Ris Giorgio Portera ha smentito di aver fatto lui quell’analisi —, l’allora capitano Marino fece altri due test il giorno seguente: «Risultano due corse elettroforetiche (alle ore 17:33:06) del campione prive di picchi allelici, quindi un profilo vuoto.

 

Si precisa che nessuna linea guida o raccomandazione dell’epoca (ma anche attuale) avrebbe richiesto l’ulteriore ripetizione della amplificazione del campione stante l’eccellente qualità dei profili ottenuti il giorno precedente», scrivono. «Sulla scorta di tale risultato» a Marino «si sarebbe dovuta porre la questione di questo contraddittorio dato, anche in assenza di esplicite indicazioni in linee guida o raccomandazioni dell’epoca su come gestire tale situazione».

 

ANDREA SEMPIO A ROMA

E provano a ipotizzare una spiegazione alternativa: «Non conoscendo i motivi che hanno indotto a non valutare come problematica l’assenza di risultato della corsa del 20 settembre, si può solo ipotizzare che questi possa essersi convinto del chiaro risultato del giorno precedente e considerato ininfluente il risultato negativo del test, in contraddizione tuttavia con l’indicazione in precedenza espressa di “voler ulteriormente approfondire” tale risultato».

 

Per i consulenti della Procura «in assenza di una motivazione logica e/o scientificamente sostenibile» sarebbe «stato opportuno indagare il motivo di tale contrastante esito e procedere ad eseguire ulteriori accertamenti».

 

ANDREA SEMPIO E LE TENSIONI CON GAROFANO: «HA PAURA CHE ESCA FUORI UN’ALTRA VERITÀ SU STASI»

Estratto dell’articolo di Cesare Giuzzi per www.corriere.it

 

IMPRONTA 33 ATTRIBUITA AD ANDREA SEMPIO - DELITTO DI GARLASCO

Il 30 settembre di un anno fa, Andrea Sempio e la madre parlano in casa dei problemi con il loro consulente genetico, l’ex generale dei Ris Luciano Garofano. La famiglia dell’indagato e i suoi avvocati Angela Taccia e Massimo Lovati sono ai ferri corti con Garofano, che proprio in quei giorni deciderà di dimettersi.

 

Daniela Ferrari si sfoga: «Garofano e Tizzoni hanno paura che esca fuori un’altra verità rispetto alla colpevolezza di Stasi e non si spiega come mai hanno paura se sono certi di aver fatto le cose bene all’epoca». «Garofano lavora con Capra e Tizzoni (consulente e avvocato della famiglia Poggi, ndr) e vuole seguire la strategia di Tizzoni», replica il figlio Andrea.

[...]

 

Giuseppe Sempio

«Garofano diceva che la 33 bisognava farla in incidente probatorio per levarla subito — spiega Sempio alla madre —. Garofano ha paura... in una intervista che dice “se lo fanno viene come dice la procura e non possiamo far più niente”. Garofano fa tutto quello che dice Tizzoni... dato che quelli gli han già rotto i cogl... all’Angela (l’avvocato Taccia, ndr)».

 

Una posizione che gli avvocati del 38enne non condividono, tanto da arrivare alla rottura: «Garofano è andato via perché non era d’accordo sul discorso della 33, è tutta lì la storia», spiega Sempio ai genitori l’1 ottobre: «Era pappa e ciccia con Capra della parte civile e, secondo me Garofano tra virgolette ci aveva un po’ venduti nel senso “si sì gli dico io cosa fare a loro” e via...».

scazzo tra luciano garofano e gli avvocati di alberto stasi a lo stato delle cose 6

 

Per la madre, ricostruisce una nota dei carabinieri del Nucleo investigativo, «non è normale che se tu sei stato assunto da me, per difendere me, mi obblighi a dire o metti dentro delle cose che vogliono Tizzoni e Capra».

[...]

 

CASO GARLASCO, NELLE NUOVE CARTE LE INTERCETTAZIONI DEI SEMPIO: “GLI PORTEREMO LE ARANCE IN CELLA”

Estratto dell’articolo di Massimo Pisa per la “Repubblica”

[...] nuove intercettazioni e nuove paure della famiglia dell’indagato.

ANDREA SEMPIO DANIELA FERRARI

Ricordi inediti, coincidenze temporali che danno da pensare: “C’è una trasmissione, io lo ricordo perfettamente — racconta mamma Daniela Ferrari, intercettata in casa il 7 novembre 2025 —. Era il 22 dicembre, un giovedì su Telelombardia e c’era l’avvocato questo qua di Garlasco che diceva che praticamente c’era il dna di questa persona, non ha fatto il tuo nome ma io l’ho capito in quel momento lì che eri te!”. Eppure il nome di Sempio, a fine 2016, era ancora coperto da segreto.

 

Giuseppe Sempio

Il 16 dicembre 2025, madre e figlio indagato fanno un briefing sull’alibi: “Sei andato — ammonisce la donna — fuori di casa, tu ricordati tu mi hai sempre detto che sei andato via verso le 10, guarda che io ti ho dato le chiavi, io sono entrata dieci meno dieci ti ho dato le chiavi in mano e ho guardato l’ora. Quindi non sei andato via verso le dieci, sei andato via alle dieci al massimo meno otto minuti. Quello che ho sempre dichiarato, dieci meno dieci, che a quell’ora lì sono sicura che ho guardato l’orologio”.

 

ANDREA SEMPIO A ROMA

È sempre la signora Ferrari ad esprimere le preoccupazioni maggiori. Come quando, all’indomani della convocazione dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo, rivolge un pensiero all’attuale condannato: “Venerdì l’hanno chiamato a prendere le misure... ma perché non gliele avete prese a Stasi?

 

A mio figlio gli prendete le misure venti anni dopo... venti anni dopo che è venti chili in più... e che cavolo... eh sì... eh sì, eh... e l’unica cosa che gli è rimasta uguale all’epoca è il numero di scarpe che aveva il 44 all’epoca e ce l’ha ancora adesso... ma il resto del fisico cambia”. Si lamenta, il 7 novembre, col marito Giuseppe in pieno turbine per l’indagine per corruzione: “Ma sì, fa quello che vuoi, arrangiati... se poi incasiniamo di più l’Andrea... andremo a portargli le arance in galera”.

 

LO SCONTRINO DEL PARCHEGGIO DI ANDREA SEMPIO

Il signor Sempio, tutt’ora indagato, ribatte: “Il figlio non di sicuro, il figlio dipende tutto dal dna”. Ma la moglie lo incalza: “E allora come hai fatto a decidere di andare là a pagare in nero se nessuno ti ha chiesto di portargli i soldi in nero? È stata una tua iniziativa?”.

 

È un fronte riaperto dal ritorno al fascicolo da Brescia a Pavia, dopo l’archiviazione dell’ex aggiunto Mario Venditti. Il quale, il 29 settembre scorso, svelava, lamentandosi di essere nell’occhio del ciclone: "Eh.. poi c’è la Barbaini perché era quella che mi... era il mio consulente... quella che mi spingeva a chiedere l’archiviazione”. Con chiaro riferimento all’ex sostituto procuratore generale di Milano che, dai banchi dell’accusa, aveva portato Stasi alla condanna.

IMPRONTA 33 ATTRIBUITA AD ANDREA SEMPIO - DELITTO DI GARLASCO - RICOSTRUZIONE DEI POSSIBILI EVENTIalberto stasi in tribunale 4alberto stasi in tribunale 5andrea sempio davanti alla villetta di garlasco nel giorno dell omicidio di chiara poggi 2VENDITTI - NOTTE PRIMA DEL RIESAME - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA ANDREA SEMPIOalberto stasi in tribunale 6

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