andrea sempio chiara poggi delitto di garlasco

IL DIARIO E I SOLILOQUI: COSÌ ANDREA SEMPIO S’È INGUAIATO DA SOLO – IL 38ENNE, INDAGATO PER L'OMICIDIO DI CHIARA POGGI, NELLA MOLESKINE IN CUI HA ANNOTATO I SUOI PENSIERI SCRIVEVA: “HO COMMESSO COSE BRUTTE”, “HO VISTO, SUBITO E FATTO COSE CHE FOTTETEVI TUTTI”. E, A PROPOSITO DELLE SUE NOTTI TORMENTATE, PARLA DI SÉ IN TERZA PERSONA: “SOGNA CHE ACCOLTELLA”, “SOGNA CHE STUPRA...” – INTERCETTATO IN AUTO DA SOLO, SEMBRA PARLARE DELLA SCENA DEL CRIMINE NELLA VILLETTA DI GARLASCO RIFERENDOSI AD ALBERTO STASI: “LUI DICE DI NON AVER… CON I PIEDI... QUANDO SONO ANDATO IO... IL SANGUE C'ERA...” – LA DIFESA: “MA QUALE CONFESSIONE RECITAVA LE PAROLE DEL VERBALE DI STASI” – GLI INDIZI A CARICO DI SEMPIO: IL SUO DNA SULLE UNGHIE DI CHIARA POGGI, L'IMPRONTA “BAGNATA” DELLA SUA MANO SULLA PARETE DELLE SCALE DOVE FU GETTATO IL CORPO DELLA VITTIMA…

1. IL DIARIO CHE INCHIODA SEMPIO

Estratto dell’articolo di Carmine R. Guarino per “la Repubblica”

 

ANDREA SEMPIO IN PROCURA A PAVIA

La data è in alto a destra sul foglio di un'agenda marrone: «Day 1. 19/09/19». Quasi sette anni fa. Le pagine che seguono, alcune strappate, sono il diario personale di una vita: «Libero di scrivere la tua storia personale».

 

[...]

 

Pagina dopo pagina l'umore si fa più cupo. Ho «commesso cose brutte», scrive. E in un foglio A4 c'è una frase che suona come uno sfogo: «Ne ho passate tante... Decisamente.... Cose che altri non hanno mai vissuto né mai vivranno».

 

Un'esistenza che appare tormentata, sofferta. Che viene raccontata anche su un'altra agenda, di due anni dopo: «Perché so difendermi se serve. Perché ho visto, subito e fatto cose che fottetevi tutti. Provate a vivere la metà di che cazz.. ho vissuto io».

 

andrea sempio a porta a porta 1

La vita di un assassino, secondo gli investigatori. Di un killer «crudele» in grado di nascondere un segreto per 19 anni. Una verità talmente tanto inconfessabile che, chi ha letto quelle decine di pagine, non ha potuto non notare il salto «temporale nel raccontare quanto accadutogli subito dopo la maturità».

 

E cioè l'anno in cui, secondo la procura, Chiara Poggi sarebbe stata uccisa da Andrea Sempio, il commesso oggi trentottenne che lo scorso 27 febbraio, quando ancora non sapeva per quale motivo i carabinieri lo stavano convocando, si lasciava andare da solo sulla sua Panda: «Che cazz.. hanno trovato?».

 

andrea sempio davanti alla villetta di garlasco nel giorno dell omicidio di chiara poggi 1

E poi a bassa voce, come se anche quello fosse un segreto da non lasciarsi sfuggire: «Le ho bruciate tutte... Andiamo a processo». Una "confessione" diretta di quel taglio con la vita passata, che appare «totalmente rarefatta», annotano i carabinieri del nucleo investigativo di Milano nell'annotazione agli atti della nuova inchiesta della procura pavese.

 

Un'indagine lunga più di un anno che ha messo uno dietro l'altro gli indizi che farebbero del commesso l'assassino di Chiara: il suo Dna sulle unghie della vittima, l'impronta «bagnata» della sua mano sulla parete delle scale dove fu gettato il corpo della vittima, oltre che i suoi soliloqui "regalati" alla cimice nascosta nella sua auto o alle pagine delle sue agende.

 

chiara poggi 1

Come la Moleskine su cui riportava le sue notti tormentate: «Sogna una bionda che usa il taser su di lui, ma lui le salta addosso e le apre la faccia», «sogna che accoltella», «sogna che stupra...» parlando di sé in terza persona.

 

E il 24 giugno 2020 annotava «mamma in panico per la cosa di Stasi», in riferimento alla richiesta di revisione dell'ex fidanzato di Chiara. Stesso destinatario della chiacchiera solitaria in auto in cui Sempio pare parlare della scena del crimine: «Lui dice di non aver… con i piedi... Quando sono andato io... (compatibile con «quando sono andato via») il sangue c'era...».

 

MARCO POGGI ANDREA SEMPIO

Il suo monologo sul video intimo di Chiara e Alberto è di pochi giorni prima: secondo chi indaga è il motivo della sua ossessione per la Poggi che lo ha poi portato all'omicidio, «effetto domino a seguito di un rifiuto da parte della vittima». «Ho visto quel video... e io ce l'ho, dentro la penna».

 

Con un «bella stronza» che sembra riferito alla vittima, colpevole di avergli chiuso il telefono in faccia. Parole che, secondo l'indagine, svelerebbero perché aveva cercato la vittima i giorni prima dell'omicidio, le famose tre telefonate a casa Poggi tra il 7 e l'8 agosto.

 

Tombale appare la frase di Giuseppe Sempio con la moglie Daniela a proposito dell'alibi: «Perché lo scontrino lo hai fatto tu». [...]

 

2. LA DIFESA RILEGGE LE FRASI «MA QUALE CONFESSIONE RECITAVA LE PAROLE DI STASI»

Estratto dell’articolo di Alfio Sciacca per il “Corriere della Sera”

 

ANDREA SEMPIO

Ieri per tutto il pomeriggio l’avvocato Liborio Cataliotti ha fatto la spola da una diretta televisiva all’altra. Più che argomentare e replicare in merito a Dna, impronta 33, Bpa, orario del delitto, alibi dello scontrino, al momento la difesa di Andrea Sempio sembra totalmente assorbita dall’urgenza di provare a smontare quella che loro ritengono «una lettura distorta dei soliloqui del nostro assistito ai quali si sta cercando di dare un valore di prova della sua colpevolezza».

 

Per i legali «basta leggere integralmente la trascrizione di quei soliloqui per capire benissimo che non sono una confessione».

 

 

il video di andrea sempio sul pc di chiara poggi 4

[...] ieri hanno ricevuto dalla Procura di Pavia la trascrizione integrale. «E leggendo — dicono— viene fuori che il senso è molto diverso da quello che è stato veicolato sui media». Il 14 aprile 2025, in auto, Andrea Sempio a voce alta ammette di aver visto i video intimi di Chiara e di averla molestata al telefono, confermando dunque il possibile movente sessuale del delitto.

 

Ieri sono saltate fuori altre frasi di un secondo soliloquio in cui afferma: «Quando sono andato io il sangue c’era». «Non abbiamo ancora gli audio — spiega Cataliotti al Corriere —, ma ci sono le trascrizioni integrali. Vuole che le leggiamo assieme?», si accalora.

 

SOPRALLUOGO DEI CARABINIERI DEL RIS ALLA VILLETTA DI GARLASCO DEI POGGI

«Se invece di fermarsi solo ad una parte si legge tutto si capisce benissimo che non è una confessione». Ma quelle frasi Sempio le ha dette? Che spiegazioni ha fornito? «Stiamo al testo — insiste —, sono gli stessi inquirenti a scrivere che in quel momento stava ascoltando un podcast e poi lo commentava. Ma se si legge tutto si vede che ad un certo punto in auto sale una ragazza e lui dice: “Sono sicuro che siamo intercettati”».

 

Per Cataliotti «Sempio, parlando a voce alta, stava solo inscenando la lettura data alle sue telefonate del 7 e 8 agosto in casa Poggi. Ma è perfettamente consapevole di essere intercettato. È credibile che sia una confessione?».

 

ANDREA SEMPIO IN PROCURA A PAVIA

Quanto al secondo soliloquio, per l’avvocato, «la spiegazione è ancora più semplice» «In quel caso lui stava riportando la trascrizione di un verbale, con domande e risposte di Stasi. Tra l’altro lo ha capito anche chi verbalizza, tanto che viene trascritta tra virgolette la parte dove lui riporta il discorso diretto degli inquirenti che interrogano Stasi e le sue risposte.

 

Laddove dice “quando sono andato io non c’era tutto quel sangue” sta riferendo la risposta che, secondo il suo ricordo, ha dato Stasi, a fronte della contestazione sul fatto che non avesse pestato il sangue. È chiarissimo. Quando lui dice: “sono andato io” non sta dicendo sono andato io Sempio, ma è la risposta di Stasi.

 

andrea sempio a verissimo 4

È il narrato dal punto di vista di Stasi. Poi passa al suo commento: “lui non se n’è reso conto”. Dare un’altra lettura è pura follia. Basta leggere bene: prima riporta il discorso diretto, poi fa il commento. Come fa spesso in tanti soliloqui. Lui ha l’abitudine di narrare continuamente a voce alta un discorso diretto». [...]

CHIARA POGGI GARLASCOchiara poggi 2

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