DRONI E ROTTURE DI COJONI - NEL MAR NERO, QUATTRO NAVI CIVILI SONO STATE ATTACCATE DA DRONI: DUE DELLE PETROLIERE SI TROVAVANO NELLE ACQUE TERRITORIALI DELLA ROMANIA, UN’ALTRA ERA A POCHI CHILOMETRI MENTRE LA QUARTA È STATA COLPITA IN QUEL TRATTO DEL DANUBIO CHE SEGNA LA FRONTIERA CON L'UCRAINA - LE AUTORITÀ ROMENE NON HANNO ANCORA ATTRIBUITO LA RESPONSABILITÀ DELLE INCURSIONI, MA FONTI DELLA DIFESA DI BUCAREST HANNO AFFERMATO CHE NELLE STESSE ORE ALMENO TRE DRONI RUSSI SONO PENETRATI NELLO SPAZIO AEREO...
Estratti dell’articolo di Gianluca Di Feo per “la Repubblica”
VLADIMIR PUTIN VISITA UNA FABBRICA DI DRONI
È stata una notte di guerra sui confini della Romania: quattro navi civili sono state attaccate da droni, due delle quali sono state distrutte. Due delle petroliere si trovavano nelle acque territoriali di Bucarest; un'altra era a pochi chilometri mentre la quarta è stata colpita nei pressi del porto di Ismail, in quel tratto del Danubio che segna la frontiera con l'Ucraina. Le autorità romene non hanno ancora attribuito la responsabilità delle incursioni, ma fonti della Difesa hanno detto che nelle stesse ore almeno tre droni russi sono penetrati nello spazio aereo provocando l'intervento dei caccia F16 romeni e degli F18 spagnoli della Nato schierati a Costanza.
Mentre tutti guardavano al Baltico, ora sta crescendo il timore che il Cremlino voglia testare la coesione dell'Alleanza atlantica proprio sul Mar Nero. Da undici giorni prosegue un'escalation di raid che hanno colato a picco sette tra petroliere e mercantili davanti alle coste di Bulgaria e Romania, membri della Nato e della Ue. Ventitré marinai sono stati uccisi e altri sette da ieri mattina sono considerati dispersi: le speranze di ritrovarli diminuiscono di ora in ora.
drony - non ci sono paragoni - meme by emiliano carli
«È ovvio che la Russia stia cercando di destabilizzare il Fianco Est della Nato e di indebolire il sostegno all'Ucraina», ha dichiarato il presidente romeno Nicusor Dan: «La situazione è grave e ci sarà una risposta». Prima però il capo di Stato — che non ha chiamato direttamente in causa Mosca — vuole esaminare tutte le informazioni sugli attacchi (…)
Per il primo ministro bulgaro Rumen Radev la responsabilità dell'affondamento di due mercantili avvenuto martedì è «probabilmente russa»: «Non riteniamo che Kiev colpisca le sue navi ma non abbiamo ancora ottenuto prove solide. Una delle navi incendiate sta entrando in porto e potremo studiare i rottami dei droni» (…)
I vertici dell'Alleanza atlantica però sono convinti che non si tratti di incidenti, ma di aggressioni deliberate. Gli ordigni hanno centrato con precisione le sale comando delle navi; in almeno due casi ci sono stati assalti sincronizzati di droni aerei e marittimi.
VLADIMIR PUTIN - DRONI MILITARI
L'obiettivo russo è chiaro: punta a paralizzare l'economia di Kiev, interrompendo i rifornimenti di petrolio e le esportazioni di grano che, dopo centinaia di bombardamenti sui terminal di Odessa, ora fanno rotta sui porti del Danubio. Mosca però non limita le azioni di guerra al confine ucraino: le ha allargate per centinaia di chilometri lungo tutta la fascia europea del Mar Nero, con una violenta prova di forza che non ha precedenti. Una sfida alla Nato, incapace finora di proteggere il Fianco Est dalle incursioni.
L'allerta nei comandi dell'Alleanza è alta. Ieri il segretario generale Mark Rutte ha avuto un incontro con il presidente romeno e con il premier bulgaro: «Adegueremo — ha detto Rutte — la nostra deterrenza e la nostra postura difensiva in base alle necessità». (…)
La mobilitazione potrebbe coinvolgere anche l'Italia, perché gli accordi atlantici prevedono un ruolo chiave delle nostre forze armate nei Balcani: attualmente guidiamo un battle group terrestre proprio nel territorio di Sofia.
