“NARENDRA MODI HA PAURA DEI GIOVANI DELLA NAZIONE. VOGLIONO FORSE DICHIARARE GUERRA AL POPOLO DEL LORO STESSO PAESE?” – È STATO RILASCIATO ABHIJEET DIPKE, IL FONDATORE DEL “PARTITO DELLE BLATTE” INDIANO CHE STA PORTANDO AVANTI LE PROTESTE CONTRO LA COMMISSIONE ELETTORALE, CHE HA DEPENNATO 130 MILIONI PERSONE DALLE LISTE ELETTORALI, COLPENDO LE MINORANZE E I POTENZIALI ELETTORI ANTI-MODI – IERI NUOVA DEHLI ERA BLINDATISSIMA DOPO CHE MIGLIAIA SONO SCESI IN PIAZZA PER MANIFESTARE CONTRO IL GOVERNO: LA POLIZIA HA ARRESTATO 4MILA PERSONE, I TRENI SONO STATI CANCELLATI, LE STAZIONI DELLA METROPOLITANA CHIUSE E LA CONNSESSIONE INTERNET È STATA INTERROTTA… - VIDEO
1 - RILASCIATI IN INDIA I LEADER DEL 'PARTITO DELLE BLATTE', APPELLI A NUOVE PROTESTE TRA LORO ANCHE IL FONDATORE DEL MOVIMENTO SATIRICO-POLITICO
(ANSA-AFP) - NEW DELHI, 11 OTT - Un tribunale indiano ha ordinato stamane il rilascio dei leader del 'Partito delle blatte', arrestati ieri durante una protesta ampiamente repressa contro la revisione delle liste elettorali lanciata l'anno scorso in India e per la quale l'opposizione accusa il governo di irregolarità per cercare un vantaggio elettorale. Gli organizzatori hanno comunque indetto nuove proteste di piazza.
"Il tribunale ha ordinato il rilascio di Abhijeet Dipke, il fondatore del movimento satirico-politico nato 5 mesi fa, Saurav Das e Ashutosh Ranka", ha annunciato sui social il loro avvocato, Ratna Singh, "a condizione che non turbino l'ordine pubblico per un anno". I tre uomini, arrestati all'arrivo all'aeroporto di Nuova Delhi da Mumbai, hanno lasciato la stazione di polizia della capitale in auto senza rilasciare alcuna dichiarazione.
Secondo i media locali, la polizia indiana ha effettuato migliaia di arresti ieri per impedire la manifestazione non autorizzata indetta dal movimento e dall'opposizione per chiedere le dimissioni del capo della commissione elettorale, Gyanesh Kumar.
2 - INTERNET GIÙ, METRO CHIUSA, ARRESTI: MODI ALLO SCONTRO CON GLI «SCARAFAGGI»
Estratto dell’articolo di Alessandra Muglia per il “Corriere della Sera”
Braccia che si agitano fuori dei finestrini e urla dagli autobus in fila: è forse questa l’immagine più potente della grande repressione andata in scena ieri a New Delhi con i blindati della polizia trasformati in gabbie mobili per trasportare gli oltre 4 mila fermati della giornata.
Bilancio di una città che si era svegliata blindata, in assetto antisommossa. Con centinaia di blocchi stradali, treni cancellati, stazioni della metropolitana chiuse, internet spento, scuole e tribunali obbligati a lavorare a distanza e hotel costretti a rifiutare i clienti. […]
La macchina da guerra messa in campo dal governo nazionalista indù del premier Narendra Modi e dal suo braccio destro, il ministro dell’Interno Amit Shah, si è attivata per fermare la Gen Z: i giovanissimi manifestanti del Cockroach Janta Party (CJP), il movimento degli «scarafaggi» che ha già fatto tremare l’esecutivo a luglio, costringendo il ministro dell’Istruzione alle dimissioni dopo lo scandalo delle fughe di notizie sui test d’esame.
Questa volta, lo sdegno è montato contro il capo della Commissione elettorale, Gyanesh Kumar, artefice di un aggiornamento delle liste elettorali per eliminare deceduti e duplicati che avrebbe depennato 130 milioni di aventi diritto, colpendo — secondo l’opposizione — in modo chirurgico le minoranze e i potenziali elettori anti-Modi.
La risposta delle autorità è stata un colpo di spugna preventivo, con i manifestanti bloccati prima ancora che raggiungessero il punto di ritrovo, il Jantar Mantar, nel cuore della capitale. […].
Tra gli arrestati, il fondatore del movimento, Abhijeet Dipke, e altri due leader: sono stati prelevati dalla polizia direttamente a bordo dell’aereo, appena atterrato a New Delhi da Mumbai. A Dipke la polizia ha poi servito un pesante aut-aut durante la custodia cautelare: gli agenti gli hanno comunicato la notizia della morte improvvisa della nonna, mettendolo davanti a una scelta lacerante: essere rilasciato per tornare a Mumbai a celebrare i riti funebri, abbandonando la guida della piazza, o restare in cella a rivendicare la protesta. […] Per oggi è stata indetta una nuova mobilitazione di massa.
«Narendra Modi ha paura dei giovani della nazione — ha gridato Dipke ai giornalisti prima di essere trascinato via. Vogliono forse dichiarare guerra al popolo del loro stesso Paese? Gyanesh Kumar è per loro così caro da spingerli a scatenare le forze di polizia contro i propri cittadini?».
[…] L’Alto Commissariato Onu per i diritti umani è intervenuto, definendo gli arresti di massa di attivisti, avvocati e giornalisti una «detenzione arbitraria» e pretendendone il «rilascio immediato e incondizionato».
abhijeet dipke
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Narendra Modi
manifestazione a nuova delhi contro il presidente della commissione elettorale, gyanesh kumar foto lapresse 11
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