“ERA NECESSARIO NON SEPARARE I BAMBINI DAI LORO GENITORI” – MIRELLA SERRI COMMENTA IL FATTO CHE, DOPO 331 GIORNI, I TRE FRATELLINI DELLA “CASA NEL BOSCO” HANNO PASSATO LA LORO PRIMA NOTTE CON I GENITORI, SALVO TORNARE DA STASERA NELLA COMUNITÀ DI CHIETI: “SI TRATTA DI UN CASO ESTREMO, CERTO, MA PROPRIO NON CI TRANQUILLIZZA SULLE VIGENTI PROCEDURE GIUDIZIARIE RIGUARDANTI MINORI. TUTTO CIÒ ERA DAVVERO NECESSARIO?” – RISPONDE FRANCESCO MERLO: “NO, NON ERA NECESSARIO, E ANZI SAREBBE STATO NECESSARIO IL CONTRARIO. I GIUDICI DELL'AQUILA AVREBBERO DATO UN BELL'ESEMPIO DI CIVILTÀ GIURIDICA SE AVESSERO TROVATO IL MODO DI DARE ALLA LEGGE UNA FORMA MENO INTRUSIVA, SE NON AVESSERO TRASFORMATO LE LORO BUONE INTENZIONI IN LEGALISSIMI ATTI DI FEROCIA…”
Da “Posta e risposta” – “la Repubblica” – Estratti
FAMIGLIA DEL BOSCO RITA DE CRESCENZO
Caro Merlo, dopo quasi un anno, sono 331 giorni, i tre fratellini della casa nel bosco hanno passato la loro prima notte con i genitori Catherine e Nathan. Per il weekend hanno ritrovato la normalità. Peccato non sia affatto così, stasera dovranno tornare nella comunità di Chieti, un nuovo trauma, anche se gli avvocati assicurano che presto arriverà il pieno ricongiungimento.
Stento a crederci. Ne abbiamo viste troppe di liti, carte bollate e pareri opposti. Si tratta di un caso estremo, certo, ma proprio non ci tranquillizza sulle vigenti procedure giudiziarie riguardanti minori. Tutto ciò era davvero necessario? Ho seri dubbi.
Mirella Serri
RISPOSTA DI FRANCESCO MERLO
catherine birmingham nathan trevallion
No, non era necessario, e anzi sarebbe stato necessario il contrario: non separare i bambini dai loro genitori. I giudici dell'Aquila avrebbero dato un bell'esempio di civiltà giuridica se avessero trovato il modo di dare alla legge una forma meno intrusiva, se non avessero trasformato le loro buone intenzioni in legalissimi atti di ferocia.
Speriamo che questa finta normalità finisca presto e che il Diritto torni ad essere rispettato senza più ricatti e castighi.
