carlo nordio ambasciatore paramonov convegno filo-russi formello tavoli di pace

CHE FARÀ NORDIO ALLA FINE? SI SIEDERÀ INSIEME A PUTINIANI E ANTI-OCCIDENTALI AL CONVEGNO “TAVOLI DI PACE: UN’ESPERIENZA FRANCESCANA”? COME DAGO-RIVELATO, TRA FINE AGOSTO E INIZIO SETTEMBRE ALLE PORTE DI ROMA SI TERRÀ UN MAXI EVENTO CHE HA ARRUOLATO SAN FRANCESCO NEL MONDO “MULTIPOLARE” E FILO-RUSSO. ACCANTO ALL’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA, ALEXEY PARAMONOV, E A DIPLOMATICI DI IRAN, CUBA E VENEZUELA, È PREVISTA LA PRESENZA DEL MINISTRO CARLO NORDIO, DEL SENATORE FORZISTA MAURIZIO GASPARRI E DI ESPONENTI DELLE FORZE ARMATE ITALIANE – SECONDO INDISCREZIONI, DIVERSI PARTECIPANTI POLITICI E ISTITUZIONALI POTREBBERO SFILARSI ALL’ULTIMO. ANCHE PERCHE’ GIORGIA MELONI E IL SUO SOTTOSEGRETARIO “UCRAINO” FAZZOLARI PRENDEREBBERO MOLTO MALE LA PARTECIPAZIONE DI ESPONENTI DEL GOVERNO E DELLA MAGGIORANZA A UN EVENTO CHE SEMBRA L'OCCASIONE PERFETTA PER DIFFONDERE LA PROPAGANDA RUSSA – IL CONVEGNO È UN'ALTRA PENSATA DEL CARDINALE GAMBETTI E DI PADRE ENZO FORTUNATO. BISOGNERÀ VEDERE COME REAGIRANNO PAROLIN E COMPAGNI...

LEGGI QUI IL DAGOREPORT SUL CONVEGNO CON FILO-PUTINIANI ALLE PORTE DI ROMA

 

https://www.dagospia.com/cronache/dagoreport-ci-fanno-ministro-nordio-senatore-gasparri-maxi-evento-483931

 

Articolo di Emanuele Rossi per https://formiche.net - Estratti

 

Tavoli di pace un’esperienza francescana, un’eterna sfida tutta italiana

L’ambasciatore russo in Italia, esponenti iraniani e diplomatici di Cuba e Venezuela si ritroveranno alle porte di Roma per un evento che si presenta sotto il segno della “pace” e utilizza il linguaggio e il simbolismo di San Francesco, insieme a un gruppo di note personalità italiane associate a posizioni filorusse e/o anti-occidentali.

 

Il parterre conferisce all’iniziativa un profilo geopolitico piuttosto netto: l’ambasciatore russo Alexey Paramonov condividerà il forum con esponenti iraniani, tra cui l’ayatollah Mohammad Hossein e l’ex diplomatico Ali Asghar Soltanieh, oltre a rappresentanti cubani e venezuelani.

 

[...]

 

carlo nordio

A rendere ancora più esplicita la cornice politica è il titolo scelto dagli organizzatori, che si interrogano su cosa debba seguire alla fine dell’“Occidens Pacis Ordo”, l’ordine occidentale della pace, indicando l’orizzonte di un nuovo “Novus Pacis Ordo”: un lessico che colloca l’iniziativa direttamente nel dibattito tra l’ordine internazionale a guida occidentale e l’alternativa “multipolare” che fa parte della narrazione strategica dei rivali dell’Occidente – con la Cina capofila, oltre ai  Paesi rappresentati al raduno pseudo-francescano.

 

guido crosetto antonio tajani maurizio gasparri - foto lapresse

L’evento, organizzato dalla Fondazione Fides et Ratio E.T.S., si intitola “Tavoli di pace: un’esperienza francescana, un’eterna sfida tutta italiana. Dalla fine dell’Occidens Pacis Ordo verso quale Novus Pacis Ordo?” e si terrà a Formello, alle porte di Roma, tra la fine di agosto e l’inizio di settembre.

 

La fondazione è un’organizzazione culturale di ispirazione cattolica legata alla tradizione intellettuale dell’enciclica Fides et Ratio di Giovanni Paolo II e incentrata sul dialogo tra fede, filosofia e vita pubblica.

 

Gli organizzatori utilizzano anche il patrocinio del Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco. Ne deriva un contrasto evidente tra il linguaggio francescano della pace e un parterre che comprende rappresentanti di Paesi come la Russia impegnati in una guerra guerreggiata di aggressione contro l’Ucraina.

 

Alexei Paramonov

Sul fronte italiano compare Roberto Vannacci, ex generale dell’Esercito diventato figura politica e noto per le sue posizioni nazionaliste. Con lui ci saranno Marcello Foa, giornalista ed ex presidente della Rai; Vladimiro Giacché, economista e saggista spesso critico dell’ortodossia economica occidentale;

 

Gabriele Guzzi, economista e commentatore; Simone Pillon, avvocato ed ex senatore associato a posizioni sociali ultraconservatrici e critico dell’emancipazione occidentale; Michele Santoro, storico giornalista e conduttore televisivo di sinistra noto per le sue dure critiche alla politica mainstream; Antonio Maria Rinaldi, economista ed ex eurodeputato legato a posizioni euroscettiche; e il direttore di Limes, Lucio Caracciolo, tra i principali analisti geopolitici italiani.

Tavoli di pace un’esperienza francescana, un’eterna sfida tutta italiana

 

Attorno alla presenza istituzionale di Paramonov si compone quindi una più ampia costellazione italiana di figure associate a posizioni filorusse o a una forte critica delle politiche occidentali, con un’attenzione particolare al confronto sull’Occidente e sull’emergere di quell’ordine “multipolare”. La presenza iraniana ha a sua volta un carattere istituzionale, mentre quella di diplomatici cubani e venezuelani allarga il perimetro dell’iniziativa oltre il solo confronto tra Russia e Occidente.

 

mauro gambetti

L’appuntamento arriva inoltre in un momento particolarmente delicato del dibattito italiano sulla Russia. L’esplosione nello stabilimento di armamenti di Colleferro — per la quale il ministero della Difesa ha già escluso qualsiasi collegamento con un sabotaggio russo — ha comunque visto immagini e contenuti relativi all’accaduto circolare online all’interno di narrative amplificate dai canali della propaganda russa.

 

A Formello, invece, l’iniziativa si muove dentro una cornice pacifista, un filone narrativo spesso promosso dal Cremlino, riunendo importanti figure italiane associate a messaggi filorussi e anti-occidentali. [...] 

 

Nel programma figurano anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, presidente della Commissione Esteri e Difesa, insieme all’annunciata presenza di esponenti delle Forze armate italiane. Una componente istituzionale che convive non senza tensioni con il profilo complessivo dell’evento. Secondo alcuni rumors, tuttavia, diversi partecipanti politici e istituzionali potrebbero alla fine sfilarsi: la lista definitiva delle presenze sarà quindi uno degli elementi da osservare con l’avvicinarsi dell’evento.

 

CARLO NORDIO

“Cosa ci fanno il ministro della Giustizia Nordio, il senatore Gasparri e alti ufficiali militari a dialogare con l’ambasciatore russo in un’iniziativa dagli intenti così ambigui?”, ha commentato la deputata del Partito democratico Lia Quartapelle, vicepresidente della Commissione Esteri della Camera, nota per le sue posizioni atlantiste e filo-occidentali. “Forse qualcuno al governo dovrebbe rispondere”, ha aggiunto.

 

Roberto Vannacci1

Il quadro complessivo tiene insieme tre elementi: il linguaggio della pace, l’eredità simbolica di San Francesco e una discussione esplicita su ciò che dovrebbe venire dopo l’ordine internazionale guidato dall’Occidente. La lista degli ospiti conferisce a questo confronto una precisa coloritura geopolitica: rappresentanti di Mosca, Teheran, L’Avana e Caracas condivideranno lo stesso spazio con figure italiane associate, in forme diverse, alla critica dell’Occidente e alla simpatia per un’alternativa multipolare.

 

ALEXEY PARAMONOV

Emergono dinamiche connesse a un linea anti-occidentale che sta guadagnando terreno anche in Italia in vista delle elezioni politiche del prossimo anno, proponendosi sempre più come alternativa all’allineamento transatlantico e filo-occidentale che il governo di Giorgia Meloni ha cercato di mantenere nel corso del proprio mandato.

 

Resta quindi da vedere non soltanto chi si presenterà effettivamente a Formello, soprattutto tra gli esponenti istituzionali italiani indicati nel programma, ma quale messaggio emergerà dal raduno e fino a che punto il vocabolario della pace finirà per offrire la cornice a una più ampia narrativa filorussa e “multipolare” sul territorio italiano.

enzo fortunato

lucio caracciolo

Tavoli di pace un’esperienza francescana, un’eterna sfida tutta italiana - programmaTavoli di pace un’esperienza francescana, un’eterna sfida tutta italiana - programmaTavoli di pace un’esperienza francescana, un’eterna sfida tutta italiana - programmaTavoli di pace un’esperienza francescana, un’eterna sfida tutta italiana - programmaTavoli di pace un’esperienza francescana, un’eterna sfida tutta italiana - programmaTavoli di pace un’esperienza francescana, un’eterna sfida tutta italiana - programmaTavoli di pace un’esperienza francescana, un’eterna sfida tutta italiana - programmaTavoli di pace un’esperienza francescana, un’eterna sfida tutta italiana - programmaTavoli di pace un’esperienza francescana, un’eterna sfida tutta italiana - programmaTavoli di pace un’esperienza francescana, un’eterna sfida tutta italiana - programmaTavoli di pace un’esperienza francescana, un’eterna sfida tutta italiana - programma

papa leone xiv pietro parolin

 

Ultimi Dagoreport

silvio berlusconi mediaset bettino craxi televisione ceccarelli

DAGOREPORT - 1980, NON LO VIDERO PROPRIO ARRIVARE IL TELE-BERLUSCONISMO... NÉ DA DESTRA NÉ DA SINISTRA - EPPURE, GIÀ NEL 1977 L’ASSESSORE PCI ALLA CULTURA DI ROMA, RENATO NICOLINI, AVEVA AVVERTITO UN REPENTINO MUTAMENTO DELLO SPIRITO DEI TEMPO, LANCIANDO L’ESTATE ROMANA E LA ‘’CULTURA DELL’EFFIMERO’’ - ALL’AVVENTO DELLA TV COMMERCIALE, DC E PC FECERO SPALLUCCE, SPREZZANTI, DIMENTICANDO CHE LA SOCIETÀ CAMBIA NON PER RIVOLUZIONI, IDEOLOGIE, RELIGIONI, ETC.; CAMBIA OGNI VOLTA CHE I MEZZI DI COMUNICAZIONE CAMBIANO - LA NASCITA DEL BISCIONE RIDEFINÌ LE ASPETTATIVE E LE DINAMICHE DI VITA DELLA CULTURA DI MASSA DEGLI ANNI ’80: AL DIAVOLO IL CONCETTO NOVECENTESCO DI PROFONDITÀ, VIVA LA SUPERFICIE COME MASSIMO DELLA PROFONDITÀ - UN CAMBIO DI FORMAT CHE L’EX PALAZZINARO DI MILANO 2 COLSE AL VOLO, MANDANDO IN ONDA UN PALINSESTO A IDEOLOGIA ZERO CHE PREFERIVA L’IMMAGINARIO ALLA RAPPRESENTAZIONE DELLA REALTÀ - SE PCI E DC CONTINUARONO IMPERTERRITI A DEMONIZZARE IL BISCIONE, IL PSI DI BETTINO CRAXI COLSE AL VOLO L’OCCASIONE DI SMARCARSI DALLA TENAGLIA DEI “DUE CHIESE”, SUPPORTANDO SILVIONE - (UN SAGGIO DI FILIPPO CECCARELLI SU COME IL CAVALIERE CREO' IL SUO IMPERO MEDIATICO)

elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – DAJE E RIDAJE, CON CONTE IN MODALITÀ VENTRILOQUO DI TRAVAGLIO, CON I SONDAGGI CHE SPROFONDANO UN PD SUBALTERNO AL M5S SOTTO IL 20%, CON IL CAMPO LARGO RIDOTTO A UNO SPETTACOLO SEMPRE PIÙ UMILIANTE E GROTTESCO, ELLY AVRÀ PENSATO CHE ERA GIUNTA L'ORA DI FINIRLA: CARO GIUSEPPE, HA ROTTO IL CAZZO CON 'STE PROVOCAZIONI QUOTIDIANE SU EUROPA E UCRAINA, E SEMPRE CON QUEL TONETTO DA "PICCOLA, TORNA A PETTINARE LE BAMBOLE". ORA LA MISURA È COLMA: VEDIAMO CHI CE L'HA PIÙ LUNGO: “NEL PROGRAMMA UNO NON VALE UNO, IL PD HA IL DOPPIO DEI VOTI” - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE I NEURONI DI SCHLEIN FUORI DALLE SINAPSI È STATA LA DICHIARAZIONE DELL'AZZECCAGARBUGLI STELLATO: “ERO A FAVORE DI UN FEDERATORE NEL CENTROSINISTRA, MA MI È STATO DETTO DI NO”. UNA FRASETTA CHE HA STIZZITO OVVIAMENTE ELLY (MANCO NOMINATA), MA ANCHE GLI ESPONENTI DI SPICCO DEL VERTICE DEL M5S (IN PRIMIS, PATUANELLI), I QUALI DI UN EVENTUALE "TERZO UOMO" NON NE AVEVANO MAI SENTITO PARLARE - STASERA CONTE HA REPLICATO AL TURBO-VAFFA SPARATO DA ELLY FARFUGLIANDO LA SOLITA SUPERCAZZOLA CON SCAPPELLAMENTO NEL VUOTO DEI GAZEBO: "A QUESTO PUNTO NON CI SONO ALTERNATIVE ALLE PRIMARIE" (E LA GIOSTRA RICOMINCIA...) - VIDEO

sicilia toto cuffaro renato schifani gaetano armao geremia lombardo elvira amata gaetano galvagno

DAGOREPORT – IL TINTINNIO DI MANETTE FA TREMARE IL CENTRODESTRA SICILIANO IN VISTA DELLE ELEZIONI REGIONALI DEL 2027 – LA RICHIESTA DI ARRESTO PER L’EX VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE, GAETANO ARMAO, MARITO DELL’EX “ZARINA” GIUSI BARTOLOZZI, ACCUSATO DI CORRUZIONE, HA FATTO SCALPORE. MA LE ANTENNE DI DAGOSPIA IN SICILIA CI SEGNALANO CHE IL NOME PIÙ “PESANTE”, IN TERMINI POLITICI, TRA I NOVE COINVOLTI NELL’INCHIESTA È QUELLO DI GEREMIA LOMBARDO, NIPOTE DELL’EX GOVERNATORE RAFFAELE - LOMBARDO È DEPUTATO DELL’MPA E PRESIDENTE DELL’UFFICIO DI QUESTURA DELL’ASSEMBLEA REGIONALE, DA DOVE PASSANO LE DECISIONI SULLE SPESE – I GUAI GIUDIZIARI DEL CENTRODESTRA NELL'ISOLA NON RISPARMIANO FDI: SONO A PROCESSO PER CORRUZIONE L’ASSESSORE AL TURISMO, ELVIRA AMATA, E IL PRESIDENTE DELL’ARS GAETANO GALVAGNO – E ORMAI È FUORI DAI GIOCHI ANCHE TOTO’ CUFFARO...

report sigfrido ranucci giorgio mottola italo bocchino valter lavitola giorgia meloni - giampaolo rossi

DAGO-“REPORT” - MA LA RAI ALLA FIAMMA VUOLE VERAMENTE LIBERARSI DEL “SINISTRO” SIGFRIDO RANUCCI? – MESSO ALLO SPIEDO DA ANNI PER LE INCHIESTE DI “REPORT”, UNIDIREZIONALI CONTRO LA DESTRA DI GOVERNO, COME MAI L’AD DI TELE-MELONI, GIAMPAOLO ROSSI, NEL 2024 HA MANTENUTO NEL RUOLO DI VICEDIRETTORE AD PERSONAM L'''AMICO FRATERNO'' DI LAVITOLA? - MAGARI ROSSI NON VUOLE ESSERE ACCUSATO DI AVER EPURATO "IL PIÙ IMPORTANTE GIORNALISTA D'INCHIESTA DELLA TV PUBBLICA", BENCHE' SIA FINITO NEL VERMINAIO DEL PESCIVENDOLO DEL “CEFALÙ BISTROT’’? – SERPEGGIANO ALTRI RUMORS: ROSSI POTREBBE AVER RICEVUTO DIKTAT DA ALTRI PALAZZI A CUI RANUCCI, AL DI LÀ DELLE POLEMICHE E DELLE QUERELE, SERVE ED APPARECCHIA? – NON SOLO LAVITOLA: IL RAPPORTO AMICALE DI RANUCCI CON L'UBIQUO ITALO BOCCHINO - SALE IL CLIMA DI TENSIONE NELLA SQUADRA DI “REPORT” DOVE SONO IN MOLTI A CREDERE AL REINTEGRO DI “SIG”: E METÀ REDAZIONE È PRONTA A GIRARE I TACCHI…

roberto vannacci giannetta reggio calabria meloni salvini tajani occhiuto roscioli cannizzaro lotito

DAGOREPORT – LA CALABRIA NON È STATA LA SASSONIA, MA VANNACCI HA LANCIATO UN SASSO PESANTE – IL CENTRODESTRA HA AVUTO L’ORDINE DI ESULTARE PER LA VITTORIA DI FABIO ROSCIOLI ALLE SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA, EPPURE IL RISULTATO DI FUTURO NAZIONALE IN DOPPIA CIFRA HA SPIAZZATO LA MAGGIORANZA – L’OBIETTIVO ERA SUPERARE IL 60%, MA ROSCIOLI SI È FERMATO AL 51% IN UNA CITTÀ “BLINDATA” – L’11% DI GIANNETTA DIMOSTRA CHE L’EX GENERALE SI STA ORGANIZZANDO SUI TERRITORI, AGGIUNGENDO IL “VOTO STRUTTURATO” DEI CACICCHI LOCALI A QUELLO DI OPINIONE, CHE RIESCE A INTERCETTARE IN PRIMA PERSONA – A QUESTO PUNTO, PER GIORGIA INTERROMPERE L’ASCESA DI VANNACCI STA DIVENTANDO UN ROMPICAPO...

andrea stroppa elon musk beppe grillo

DAGOREPORT - PER CAPIRE IL SENSO DELL’INCONTRO TRA IL LUOGOTENENTE DI MUSK IN ITALIA, ANDREA STROPPA, E BEPPE GRILLO BISOGNA CAPIRE IL CONTESTO DELLA DESTRA “MAGA” – ARCHIVIATO IL TRUMPISMO, IN PATRIA THIEL E MUSK PUNTANO LE LORO FICHES SU JD VANCE. MA HANNO BISOGNO DI UNA RETE INTERNAZIONALE DI “SUPPORTO” – IL SUDAMERICA SE L’È INTESTATO THIEL (CHE FLIRTA CON L'ARGENTINO MILEI), MA L’EUROPA È TERRENO DI MUSK - IN GERMANIA IL FONDATORE DI TESLA HA TROVATO SODDISFAZIONE AIUTANDO I NEONAZISTI DI AFD - E IN ITALIA? DOPO IL ''TRADIMENTO'' SULL'AFFARE STARLINK DI MELONI, CON SALVINI ALLA FRUTTA E QUEL VANNACCI SU CUI ALEGGIANO DUBBI E SOSPETTI, ECCO CHE MUSK CHIEDE AL SUO REFERENTE STROPPA DI TASTARE IL TERRENO PER CAPIRE COME E QUANDO INTERVENIRE SULLO SCENARIO ITALIANO - ANCHE INCONTRARE QUEL VECCHIO GRILLO, CHE GRAZIE ALL'EMINENZA GRIGIA TECNO-VISIONARIA DI CASALEGGIO PORTO' IL M5S AL 33%, PUO' STIMOLARE QUALCHE IDEUZZA...