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“FUMAVAMO CRACK E LO COLPIVAMO” – IL 26ENNE BRASILIANO, CHRISTIAN MATHEUS DE OLIVEIRA, HA FORNITO AI PM UN RACCONTO RACCAPRICCIANTE DELL’OMICIDIO DEL PUSHER 39ENNE, FABIO COLAPIETRO, FATTO A PEZZI DURANTE UN FESTINO DI QUATTRO GIORNI A BASE DI DROGHE A TORINO, NELLA CASA DELLA PROFESSORESSA NICOLE FORMICHETTI, A CUI ERA PRESENTE ANCHE LA TRANS FILIPPINA, KEITH BUTIG: “SIAMO USCITI A COMPRARE DELL’ALTRO CRACK. NICOLE HA PRESO L’EROINA. ABBIAMO ACQUISTATO SACCHI, CANDEGGINA, SCOTCH, SCOTTEX: VOLEVAMO RIPULIRE TUTTO. HO LASCIATO CHE LA PROFESSORESSA PRENDESSE LE REDINI. ERA L’UNICA CHE PUNTAVA A TROVARE UN MODO PER SBARAZZARSI DEL CADAVERE E TORNARE A UNA VITA NORMALE” – IL MISTERO DELLA FORMICHETTI, SOPRANNOMINATA “SATANA” DA DE OLIVEIRA, PER ANNI INSEGNANTE MODELLO. DA GIUGNO NON SI ERA PIU’ PRESENTATA ALL’ISTITUTO NEL QUALE INSEGNAVA – PER IL GIP HA “UN’INDUBBIA CAPACITÀ DI ORGANIZZAZIONE DELL'ATTIVITÀ ILLECITA…”

1 - «FUMAVAMO CRACK E LO COLPIVAMO» GLI ARRESTATI RACCONTANO IL MASSACRO

Estratto dell’articolo di Simona Lorenzetti per il “Corriere della Sera”

 

appartamento di torino in cui è stato ucciso Fabio Colapietro

«C’è odore acre di arance». Christian Matheus De Oliveira Morando vuole che l’incubo finisca, scappare dall’orrore. Chiama la mamma e usa una metafora che fa riferimento alle usanze del Paese di origine in cui le arance vengono messe in una bacinella per mitigare l’odore di morte.

 

E ancora: «Per riuscire a fare tutto abbiamo continuato a drogarci». Quel «tutto» che suona neutro non è solo l’omicidio del 39enne Fabio Colapietro, di cui il giovane di origine brasiliana è accusato. [...]

 

Quella telefonata, partita nel pomeriggio di giovedì 24 settembre, segna la fine di quattro giorni di alienazione da droga e alcol. E ora i raccapriccianti dettagli del massacro emergono dalla voce dei protagonisti del festino iniziato la sera del 20 settembre in via Gulli nella casa di una professoressa di 46 anni, Nicole Formichetti, e terminato con la morte di un «cavallino», poi ridotto a pezzi: i resti sono stati trovati sigillati in sedici contenitori, tra sacchi neri e bidoncini riempiti di calce a presa rapida.

 

fabio colapietro - professoressa Nicole Formichetti - Keith Butig - Christian Matheus De Oliveira Morando

Il 26enne italo-brasiliano [...] non risparmia i dettagli sulla morte di Colapietro, «postino» dei pusher di parco Sempione: «Gli ho cinto il braccio intorno al collo e l’ho colpito al volto con dei pugni. Ha perso conoscenza. Sono entrato nel panico e per due ore ho provato a rianimarlo». Il dopo è una spirale di violenza alimentata dalle droghe che Matheus, la prof e la 22enne italo-filippina Keith Butig continuano a consumare per affrontare il «tutto».

 

«Andiamo fuori di testa», spiega il ragazzo. E mettono a bollire l’acqua per i funghi allucinogeni, fumando crack mentre Colapietro giace in soggiorno sotto una coperta. Poi il corpo viene spostato nella vasca da bagno. «Siamo usciti a comprare dell’altro crack. Nicole ha preso della nera (eroina, ndr ). Rincasando abbiamo acquistato sacchi, candeggina, scotch, scottex: volevamo ripulire tutto. Ho lasciato che la professoressa prendesse le redini. Qualunque cosa per uscire di lì».

 

Matheus De Oliveira

Stando al racconto del giovane, la 46enne voleva gettare il corpo nel lago di Garda cinto da catene. «Io dicevo che sarebbe andata male, Keith che era meglio dividerlo, poi però è andata in camera a fumare. E dopo un po’ di discussioni abbiamo deciso di farlo a pezzi».

 

I tre escono di casa, vanno dal ferramenta e acquistano i sacchi, una mannaia, un affilatore di coltelli, ma anche dei deodoranti per ambiente. Tornano nell’appartamento e tappezzano pareti e mobili con le buste della spazzatura. «Keith è andata in camera a dormire e io e Nicole abbiamo iniziato a dividere: le braccia, le mani… la testa. Poi Keith e Nicole sono scese a comprare dell’altro crack».

 

La 22enne ne approfitta per scappare. Difesa dall’avvocato Francesco Rotella, spiegherà poi di essere stata minacciata: «Dicevano che i cadaveri potevano diventare due, io ho solo comprato i sacchi». Nell’appartamento restano Matheus, la prof e il cadavere che deve sparire: parti del corpo vengono messe in una scatola nera e poi in una valigia: «Siamo scesi in strada, abbiamo preso un taxi e abbiamo portato la valigia al fiume. I resti li abbiamo dispersi».

 

Al ritorno il 26enne inizia a impastare il cemento, la prof esce per andare a recuperare del metadone. Matheus coglie l’attimo, chiama la mamma e si allontana da via Gulli. [...]

 

2 - LA REGIA E I DELIRI DI NICOLE, LA PROF CHIAMATA SATANA CHE ORDINAVA LE DOSI IN CHAT

Estratto dell’articolo di Massimiliano Nerozzi per il “Corriere della Sera”

 

NICOLE FORMICHETTI

La dottoressa Formichetti e Mrs. Nicole: «Quella professoressa è come Satana», confessa alla madre, ormai stravolto, Christian Matheus De Oliveira Morando, intercettato nella sala d’attesa della Squadra mobile di Torino.

 

[...] giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, un’insegnante di italiano delle superiori s’è ritrovata con una disinvoltura criminale da Pulp Fiction . È stato il giovane di origini brasiliane — reo confesso — a uccidere e fare a pezzi Fabio Colapietro, ma dopo sarebbe entrata in scena una mente diabolica: «Per tutto il tempo, la direzione dell’attività svolta era sotto il controllo della “Professoressa”, l’unica che puntava a trovare un modo per sbarazzarsi del cadavere e tornare a una vita normale», scrive il gip nell’ordinanza cautelare [...] 

 

«Il cadavere era stato sventrato e ripulito da lui e dalla “Professoressa” e di alcuni pezzi ne sono rimaste solo le ossa». A raccontarlo non ci si crede, e la prima a non rendersene conto è proprio lei, scioccata per quei giorni surreali e crudeli e, adesso, per il carcere: Nicole Formichetti, 46 anni, originaria di Rieti ma da anni qui, s’è brevemente confrontata con i suoi difensori — gli avvocati Alessandro Bellina e Chiara Romano — poi si è avvalsa della facoltà di non rispondere davanti al gip Antonio Borretta.

 

NICOLE FORMICHETTI

[...] «Nicole ha anche comprato della “nera”, ovvero dell’eroina, con i miei soldi», confida ancora De Oliveira Morando ai poliziotti. Alla faccia di schiarirsi le idee, per quello erano scesi in strada, dopo aver fumato crack, buttato giù allucinogeni, bevuto alcol.

 

Poche tracce della dottoressa Formichetti: la cattedra all’istituto superiore «Tommaso D’Oria» di Ciriè, mezz’ora di macchina dalla città, ma dove non la vedevano dall’inizio dell’anno scolastico, per «motivi personali»; due appartamenti, per (al momento) misteriose «ragioni logistiche», un marito all’anagrafe e una sorella a Rieti.

 

Fabio Colapietro

Da tempo, aveva preso il sopravvento Mrs. Nicole, quella che andava a parco Sempione, la centrale dello spaccio a una ventina di minuti a piedi dall’appartamento degli orrori; o, anche meglio, quella che ordinava dosi via WhatsApp ai pusher, di cui aveva il numero. «Da almeno tre mesi» conosceva il transgender accusato di aver partecipato allo smembramento del cadavere, e per quello lui e De Oliveira Morando avevano preso un taxi per andare a casa sua. Un festino a base di droga e alcol.

 

[...] Ma la «maestra», come la chiama ogni tanto, sarebbe stata la più fredda: «Io, essendo nel panico, ho lasciato le redini della situazione a Nicole, che diceva di provare a prendere il corpo, legarlo con lo scotch, per buttarlo con delle catene in un lago o in un fiume». Difatti, alcuni pezzi li avevano già gettati nella Dora, raggiunta in taxi. Poi lei era andata su una panchina di piazza XVIII Dicembre, a bersi una birra.

 

3 - DELITTO DI TORINO, LA DOPPIA VITA DI NICOLE DA PROF MODELLO A “SATANA” DEL FESTINO

Estratto dell’articolo di Gianni Giacomino per “la Stampa”

 

Nicole Formichetti

In questi mesi cos'è successo alla professoressa Nicole Formichetti? Fino a giugno era insieme ai suoi alunni dell'istituto superiore "D'Oria" di Ciriè, nel Torinese, dove insegnava entusiasta italiano. Oggi invece è in carcere con l'accusa di favoreggiamento per l'omicidio di un uomo e per concorso nella distruzione del cadavere.

 

Cos'è che ha stravolto la sua vita e l'ha trasformata da donna di cultura in «Satana»? Così la definisce Cristian Matheus de Oliveira Morando [...]

 

Di sicuro era stata sposata e amava gli animali. Ed era arrivata a Torino da Rieti diversi anni fa proprio per insegnare ai ragazzi. Sulla sua bacheca Facebook c'è una foto scattata nel luglio del 2018 che la immortala felice insieme ad una amica. Sono al Teatro Regio per assistere al Don Giovanni, il capolavoro di Mozart.

 

Poi c'è un'altra immagine di aprile quando è al concerto di Gianna Nannini all'Inalpi Arena. Altre istantanee di Nicole alla torre degli Asinelli a Bologna e sulle montagne innevate che circondano il Piano della Mussa, su a 1.800 metri di quota. Poi ce n'è un'altra dove la docente di italiano è sorridente, in un luccicante abito da sera, è il 24 marzo 2018.

 

Nicole Formichetti

È bella e solare quell'insegnante che amano anche i suoi alunni. Ragazzi che lei riesce a coinvolgere nelle sue lezioni mai noiose ai quali consiglia libri da leggere e film da guardare. Allievi che accompagna nelle gite dove illustra monumenti, spiega leggende e personaggi storici. Adesso quella Nicole Formichetti non c'è più. Adesso c'è «Satana». L'ombra della donna che è stata. Ridotta a una magrezza impressionante dall'uso di droga e alcol.

 

Quella che il gip Antonio Borretta definisce, con gli altri due, capace di «indubbia capacità di organizzazione dell'attività illecita e ostinata pervicacia nel perseguirla, sintomo di spiccata pericolosità e determinazione criminale».

 

[...]  Dopo aver cercato di rianimarlo per due ore, i tre iniziano a progettare di disfarsi del cadavere. Ma ci impiegano due giorni durante i quali la prof, sempre secondo il racconto del 26enne, avrebbe fatto delle ricerche sul web per capire quali modi c'erano per far sparire un cadavere.

 

Fabio Colapietro

Scatta l'idea: o in un fiume o addirittura nel lago di Garda. Butig (tutelata dall'avvocato Roberto Francesco Rotella) e de Oliveira sono quindi usciti per comprare sacchi neri, candeggina, cemento rapido, una mannaia e un affilatore mentre Formichetti li aspettava nell'appartamento. Dove poi i mobili, i muri e i pavimenti sono stati tutti coperti con i sacchi.

 

«Poi, io e Nicole - ha raccontato ancora il 26enne - abbiamo iniziato a dividere le braccia, le mani, tutto il corpo, anche la testa… poi abbiamo iniziato e mettere le parti nei sacchi». Un orrore senza fine, «contesto agghiacciante», scrive il gip. [...]

Keith Butig detta Saraappartamento di torino in cui è stato ucciso Fabio ColapietroFabio Colapietro

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