Mai indagata, eppure le ombre sulla famiglia Cappa - da sempre al centro di un inarrestabile odio social - compaiono, a sorpresa, negli atti che riguardano la chiusura indagine su Andrea Sempio, indagato per l'omicidio di Chiara Poggi.
chiara poggi gemelle cappa
C'è una relazione di 25 pagine, visionata dall'Adnkronos, corredata di schemi che dividono i fatti noti dalle presunte novità, sulle gemelle Paola e Stefania Cappa e sui loro genitori. Come in una sorta di bizzarro Cluedo il sospetto parte dalla mancanza di domande sugli alibi fino alla constatazione che "nessuna perquisizione, nessuna ispezione è mai stata fatta in casa Cappa, né tanto meno sulle biciclette in loro possesso".
Accanto al nome di ciascuno dei familiari vengono inserite le sit, il numero di scarpe indossate o il traffico telefonico e gli spostamenti di quel 13 agosto 2007. E poi le osservazioni in neretto, diverse, come "Paola Cappa non può dare alibi a nessuno, né a Stefania, né a sua madre".
Si mettono nero su bianco, in questi appunti senza firma, anche le bici in possesso della famiglia, le dichiarazioni di alcuni amici delle sorelle e altri sospetti infondati: "Rosa Poggi e Stefania Cappa fumano" facendo riferimento al posacenere trovato sul tavolo della cucina della villetta di via Pascoli a Garlasco. E tra i 'nota bene' c'è un'altra frase messa in risalto: "In data 13 febbraio 2008 sequestrano il tutore (della gamba, ndr) di Paola Cappa: che accertamenti hanno fatto sul tutore????".
paola e stefania cappa 1
E ancora: i tabulati di Ermanno Cappa "sono stati richiesti sul numero di cellulare sbagliato, senza mai inoltrare la richiesta con il numero corretto. Le intercettazioni sono partite il 22 agosto, una settimana dopo l'omicidio". La scrittura lascia spazio a schemi scritti (sempre al computer) in cui gli elementi noti contro Andrea Sempio, si mescolano a elementi racconti in tv dalle Iene (come l'intervista alla madre) o ritenuti nuovi come "conosceva le gemelle Cappa",
oppure "esiste una consulenza tecnica della difesa mai depositata che dimostra come il numero delle scarpe a pallini dell'assassino non possa essere stabilito con precisione", "sarebbe interessante visionare il video del funerale", per vedere che scarpe indossate o recuperare foto dell'epoca (come fatto anche per il condannato Alberto Stasi) e ancora "conosceva molti dei ragazzi suicidati a Garlasco".
paola e stefania cappa
L'idea di due killer, l'impronta della suola a righe oblique e le richieste sui reperti al Ris Dall'indagato Sempio l'attenzione di chi scrive scivola sulle gemelle Cappa, mai indagate. Si rimprovera alla gemella Paola di parlare dell'"attrezzo da camino" come arma, stesso arnese di cui parla un testimone non attendibile, ma di cui non avrebbe ancora parlato nessuno in tv;
inoltre le cugine di Chiara Poggi conoscevano la casa, dove venivano tenuti i teli mare con cui l'assassino si pulisce, Stefania Cappa "aveva a disposizione le chiavi di casa Poggi, compresa la chiave dell'allarme" e possedeva "una bicicletta nera da donna che non è mai stata visionata, tantomeno sequestrata". Una bici nera è quella che vede una testimone la mattina del delitto ed è uno degli elementi che sono costanti la condanna a 16 anni di carcere a Stasi.
Chi scrive si chiede: "E se fossero state usate due armi in due tempi diversi?". Si parla anche di una "parziale impronta di insanguinata di una scarpa con suola a fitte righe oblique (All star con stella?)", mentre le due sedie in cucina e la presenza di due cucchiaini nel lavandino "suggerisce che quella mattina due persone abbiano mangiato i fruttolo (rinvenuti nel cestino)".
chiara poggi gemelle cappa
Nel documento, tra gli atti depositati in Procura a Pavia e a disposizione delle parti, si dà atto dei tentativi falliti della difesa Stasi di recuperare le immagini satellitari della mattina del 13 agosto 2007 e di ingrandire le foto relative alle quattro impronte digitali sulla maglietta del pigiama della vittima perse girando il corpo senza vita.
Nel documento si riporta che Chiara "non ha ferite evidenti da difesa", sebbene non si possa escludere che abbia reagito all'aggressore, così come si corre in soccorso del condannato per dire che sul dispenser in bagno oltre alle impronte attribuite al fidanzato "c'era comunque anche del dna di varie persone".
GENITORI DI CHIARA POGGI - VERISSIMO
Tra le osservazioni anche un punto in questi giorni centrale, che viene indicato come 'documenti da chiedere al Ris' in riferimento al fatto che "ci sono numerosi reperti" analizzati alla presenza dei consulenti delle parti, "i cui esiti (foto, tracciati, analisi) non sono stati riversati nel fascicolo delle indagini preliminari (e i consulenti tecnici difesa, ai tempi, non li avevano chiesti)". Le istanze della difesa per averli nel 2017 sono rimaste senza seguito (tranne alcune foto del dispenser e delle porte) "perché il nulla osta fornito dal giudice dell'esecuzione non è bastato al colonnello Lago (che voleva espressa autorizzazione)". Molti dei reperti, conservati a Parma, "sono stati distrutti nel 2022 su ordinanza giudice esecuzione".
Estratto dell'articolo di Alessandro D’Amato per www.open.online
LA SCENA DEL CRIMINE - CASA POGGI - GARLASCO
Un vero e proprio dossier su Paola e Stefania Cappa. Valutato dai magistrati di Pavia due anni prima dell’apertura dell’indagine su Andrea Sempio. E archiviato. [...] A partire dal famigerato fotomontaggio che le ritraeva insieme a Chiara Poggi, vittima dell’omicidio del villino di via Pascoli a Garlasco.
Nel 2023 le indagini le fecero i carabinieri del nucleo investigativo di Milano. E nel materiale oggi depositato è presente un appunto di polizia giudiziaria anonimo che ricapitola i «fatti mai approfonditi» e gli «elementi mai considerati» nell’indagine.
Il Giornale spiega oggi in un articolo di Luca Fazzo che la procura non crede a un ruolo delle gemelle nell’omicidio. Per il procuratore Fabio Napoleone e l’aggiunto Stefano Civardi l’unico colpevole è Sempio. L’atto è stato depositato «per completezza». E per dimostrare che le indagini del 2007 sono state fatte in modo superficiale. Il fascicolo contro ignoti aperto nel 2023 porta il numero 7270.
Alberto Stasi con Rita Preda, Giuseppe e Marco Poggi (alle loro spalle Ermanno Cappa, padre delle gemelle Paola e Stefania
I carabinieri di Milano nel 2020 avevano lavorato sulle minacce a Giada Boccellari, avvocata di Alberto Stasi. Il rapporto venne archiviato da Mario Venditti. La storia comincia quando un carabiniere si presenta in procura a Pavia per consegnare quattro documenti. Tre sono i decreti di archiviazione delle vecchie indagini.
Il quarto contenuto in una «falsa copertina» agli atti di un altro fascicolo, è la «nota relativa alla famiglia Cappa». I temi sono sempre gli stessi. Ovvero la bicicletta nera Raleigh di Stefania Cappa, considerata compatibile con quella vista dal testimone davanti al villino della famiglia Poggi.
chiara poggi 2
Il famigerato teste che avrebbe visto la madre in auto nelle ore in cui diceva di essere a casa. E infine il racconto di Ermanno Cappa e la ricevuta di un telepass che lo smentirebbe. Si dice che la bici di Stefania avrebbe le «medesime caratteristiche» di quella vista da una teste davanti a casa di Chiara. In realtà non è così.
Si indica come elemento sospetto che Stefania conoscesse «la casa e la vittima, ed essendo cugina di Chiara frequentava la casa». Ma questo è normale visto che era la cugina di Chiara. Ma si parla anche di elementi mai valorizzata. Per esempio riguardo Paola Cappa, finora considerata insospettabile perché il giorno del delitto camminava con stampelle e tutore per i postumi di una operazione:
andrea sempio a porta a porta
«In data 13.2.2008 sequestrano il tutore. Che accertamenti hanno fatto sul tutore???». Si parla anche della mancata perquisizione in casa Cappa e del fatto che la famiglia avesse una copia delle chiavi della villetta.
Intanto il quotidiano torna anche a parlare del Dna di Ignoto 2 trovato su un’unghia della vittima. Le analisi hanno escluso che fosse di Alberto Marino, l’ufficiale che nel 2007 operava come consulente della procura di Pavia. L’analisi della genetista Denise Albani si era concentrata sul materiale trovato sulle estremità di due dita (di mani diverse) della vittima.
CHIARA POGGI ALBERTO STASI
La risposta da una parte diceva che la probabilità che l’aplotipo Y428 – MDX5 e Y429 – MSX1 fosse di Sempio è da «476 a 2153 volte» maggiore che appartenesse a qualcun altro. Ma dall’altra aveva scritto che la riconducibilità a Sempio (e tutti i soggetti imparentati con lo stesso per via patrilineare) era «da moderatamente forte a forte».
Ma nella perizia si parlava anche di una terza traccia. Per l’aplotipo misto Y432 – MSX4 «è emersa l’esclusione di tutti i soggetti di interesse». E rimane il mistero. Nel frattempo Libero torna sul capitano Marino. Dalle carte del fascicolo acquisito al laboratorio di Parma dalla procura di Pavia sono emerse ora le lettere inviate da Marino alla polizia municipale di Milano, con oggetto «richiesta di cancellazione di eventuali verbali di infrazione» per i giorni 7, 10, 14, 17, 18, 19, 29 e 30 novembre 2011. [...]
chiara poggi 3
CLUEDO VERSIONE GARLASCO - MEME BY IACOPO CERVELLI
ANDREA SEMPIO