“LA NATO NON CERCA LA GUERRA. MA NESSUNO SCAMBI IL FATTO CHE LA NATO È UN'ALLEANZA DIFENSIVA COME UNA DEBOLEZZA” – IL GENERALE AMERICANO ALEXUS GRYNKEWICH, COMANDANTE SUPREMO DELLE FORZE ARMATE DELL'ALLEANZA ATLANTICA IN EUROPA, MANDA UN MESSAGGIO A PUTIN: “SE QUALCUNO CI ATTACCA, SIAMO PRONTI A COMBATTERE” - SE MOSCA AGGREDISSE UN PAESE NATO (E IL TIMORE E' CHE COLPISCA NEL BALTICO), L'OBIETTIVO SAREBBE RICACCIARE RAPIDAMENTE LE TRUPPE IN RUSSIA, NON QUELLO DI SCATENARE UNA GUERRA FINO ALL'ESCALATION NUCLEARE. ANZI: “IL PESO DELL'ESCALATION RICADREBBE TOTALMENTE SULL'AGGRESSORE” - GRYNKEVICH È TALMENTE CONVINTO DELLA SUPERIORITÀ TECNOLOGICA DELLA NATO CHE “SARÀ DIFFICILE” CHE MOSCA LA COLGA DI SORPRESA (SPERIAMO)
Estratto dell’articolo di Tonia Mastrobuoni per “la Repubblica”
La migliore strategia è essere sempre forti, e nel luogo decisivo: la "Teoria della vittoria" presentata ieri a Varsavia dalla Nato sembra ispirata alla celebre massima di uno dei più grandi geni militari di sempre, il generale prussiano Carl von Clausewitz. Nel tentativo di restaurare la deterrenza della Nato soprattutto sul fianco orientale, il comandante supremo delle forze armate dell'Alleanza atlantica in Europa, Alexus Grynkevich, ha lasciato intendere, senza mai nominare la Russia, che le truppe Nato sono pronte a respingere in qualsiasi momento un attacco da Mosca.
il generale Alexus Grynkewich e Mark Rutte
A poche ore dall'ultima, clamorosa giravolta di Donald Trump e dal suo patto sul diesel con Vladimir Putin che ha inferto l'ennesima picconata alla credibilità della Nato, non poteva esserci momento più propizio per presentare un piano concreto che promette di respingere alla Russia in tre mosse, nel caso di attacco. E la "Teoria della vittoria" lascia capire che la Nato non lascerà soli i Paesi dell'Europa centrale e in particolare i Baltici, sempre più irrequieti per le continue incursioni e provocazioni russe.
Ma, attenzione: Grynkevich punta a «una sconfitta tattica e operativa», non a una «sconfitta strategica». Se Mosca aggredisse un Paese Nato, l'obiettivo sarebbe quello di ricacciare rapidamente le truppe in Russia, non quello di scatenare una guerra fino all'escalation nucleare. Anzi: «Il peso dell'escalation ricadrebbe totalmente sull'aggressore», ha scandito il generale americano. Il piano è più circoscritto: «Distruggeremo il sistema bellico che ci aggredisce, perché non sia in grado di proseguire l'aggressione».
E l'ex pilota da caccia ha anche aggiunto che non ci sono al momento indizi di un attacco «imminente o inevitabile». Ma la drammaticità del momento, ha ammesso, ha spinto la Nato a rivelare un piano riservato. […]
il generale Alexus Grynkewich e Mark Rutte
Grynkevich è talmente convinto della superiorità tecnologica della Nato che «sarà difficile» che Mosca la colga di sorpresa. Prima che cada il primo colpo nemico, il generale americano è convinto che la Nato sarà stata in grado di intercettare l'aggressione imminente e avrà preparato le sue truppe alla difesa. Se la Russia attaccasse, le prime a muoversi sarebbero le truppe di terra stazionate sul fronte orientale, ma il supporto aereo, marittimo e dal cyberspazio servirebbe a stabilire rapidamente la superiorità nei cieli e nei mari.
Sensori all'avanguardia, droni e interventi coordinati su vari piani impedirebbero all'avversario sia di avanzare, sia di riconquistare l'iniziativa. Soprattutto: la Nato sarebbe pronta a colpire anche in profondità la Russia, se gli attacchi si prolungassero: l'obiettivo sarebbe quello di interrompere le linee di approvvigionamento e di mettere fuori gioco le truppe russe impegnate nei combattimenti. Perciò Grynkevich punta su armi di precisione a lungo raggio, resti di sensori e una robusta infrastruttura digitale: «La Nato non cerca la guerra. Ma nessuno scambi il fatto che la Nato è un'alleanza difensiva come una debolezza», ha precisato.
Se, come pronosticato ormai da molti servizi di intelligence, la Russia dovesse compiere un blitz e occupare "solo" una città di confine - un esempio citato spesso è l'estone Narva - il comandante Nato ha avvisato Mosca che anche nei Paesi Baltici le truppe alleate sono «pronte a creare fatti. Respingeremo il primo attacco. Se l'aggressione dovesse perdurare, la indeboliremo. E, se sarà necessario, distruggeremo le forze armate nemiche».
Di recente l'Estonia ha lasciato trapelare che sta spostando le sue truppe sul confine russo e che creerà un contingente che tuteli proprio Narva: un segnale che Tallin non è più convinta che la deterrenza della Nato stia funzionando. Del resto il gelo di Trump sull'Alleanza non può che impensierire i Baltici: l'interrogativo se gli Stati Uniti accetteranno di attivare l'Articolo 5 nel caso di un'aggressione russa li agita da tempo.
Proprio per questo il generale americano ha voluto rassicurare gli europei: «Alla luce dei numerosi atti di sabotaggio», ha sottolineato, «penso che i popoli della nostra Alleanza siano un po' nervosi». Ma «abbiamo tutto sotto controllo» […]




