matteo messina denaro

COM'È BELLA LA LATITANZA IN ITALIA! – I CARABINIERI HANNO ARRESTATO TRE “INSOSPETTABILI” CHE AVREBBERO PROTETTO MATTEO MESSINA DENARO. IN MANETTE ANCHE L'ARCHITETTO MASSIMO GENTILE, CHE GESTISCE GLI APPALTI DEL PNRR A LIMBIATE, IN PROVINCIA DI MONZA - A NOVEMBRE 2014, QUANDO ERA IL LATITANTE PIÙ RICERCATO DEL PAESE, MESSINA DENARO ACQUISTO’ UNA MACCHINA SENZA PROBLEMI - LA SANITÀ EFFICIENTISSIMA PER IL BOSS - I PM: “INTORNO A MESSINA DENARO ANCORA TOTALE OMERTA”

1 - AL SERVIZIO DI MESSINA DENARO,ARRESTATI 3 INSOSPETTABILI

matteo messina denaro

(ANSA) - Nuovo colpo alla rete che ha protetto Matteo Messina Denaro durante la latitanza. I carabinieri del Ros hanno arrestato per associazione mafiosa l'architetto Massimo Gentile e il tecnico radiologo dell'ospedale di Mazzara del Vallo Cosimo Leone e per concorso esterno in associazione mafiosa Leonardo Gulotta.

 

L'inchiesta è stata coordinata dal procuratore di Palermo Maurizio de Lucia, dall'aggiunto Paolo Guido e dai pm Gianluca De Leo e Piero Padova. Dalla cattura del boss, avvenuta il 16 gennaio del 2023, sono finite in manette 14 persone accusate di aver aiutato il capomafia ricercato. Quattro sono già state condannate. 

 

Originario di Campobello di Mazara, il paese in cui Messina Denaro ha trascorso gli ultimi anni di latitanza, Gentile vive a Limbiate, in provincia di Monza, e ricopre un incarico amministrativo al Comune.

 

matteo messina denaro 2

L'indagato è parente di Salvatore Gentile, killer ergastolano, marito dell'amante storica di Messina Denaro Laura Bonafede. Secondo gli inquirenti, tra il 2007 e il 2017, l'architetto avrebbe ceduto più volte la sua identità al capomafia ricercato, consentendogli così di acquistare una Fiat 500 e una moto Bmw, di stipulare l'assicurazione sui due mezzi, di compiere operazioni bancarie, "insomma - scrivono i magistrati - di vivere e muoversi nel suo territorio come un cittadino qualunque e con un apparentemente regolare documento di riconoscimento".

 

matteo messina denaro 3

A Cosimo Leone, cognato di Gentile, i pm contestano di aver garantito al boss latitante, a novembre del 2020, di fare in sicurezza una Tac al torace e all'addome, di avergli consegnato un cellulare riservato durante il ricovero all'ospedale di Mazara del Vallo, nei giorni in cui il capomafia venne operato di tumore al colon e di avergli fatto recapitare dopo le dimissioni il cd della tac da mostrare agli specialisti che lo avevano in cura. Leone sarebbe stato, dunque, per Messina Denaro "oltre che un indispensabile tramite con l'esterno durante l'intero periodo di degenza, anche un importantissimo punto di riferimento all'interno dell'ospedale".

 

Gulotta, infine, è accusato di aver messo a disposizione di Messina Denaro, tra il 2007 e il 2017, la propria utenza telefonica per poter ricevere comunicazioni dal rivenditore della Fiat 500 acquistata sotto falso nome e dalle agenzie assicurative presso le quali erano state stipulate le polizze per la macchina e la moto comprate con l'identità di Gentile.

laura bonafede matteo messina denaro

 

2 - MAFIA: PM, INTORNO A MESSINA DENARO ANCORA TOTALE OMERTÀ

(ANSA) - Ancora oggi, a distanza dì pochi mesi dalla morte di Matteo Messina Denaro, una totale omertà "avvolge come una nebbia fittissima tutto ciò che è esistito intorno alla sua figura, ai suoi contatti, ai suoi spostamenti ed alle relazioni che ha intrecciato nei lunghi anni di clandestinità". E' la dura accusa lanciata dalla Procura di Palermo guidata da Maurizio de Lucia che indaga sulla rete di fiancheggiatori del boss. Oggi ne sono stati arrestati altri tre.

 

"Si tratta di un'omertà trasversale - spiegano i magistrati - che di fatto, allo stato, ha precluso agli inquirenti di avere spontanee notizie anche all'apparenza insignificanti: nessun medico, operatore sanitario o anche semplice impiegato di segreteria che abbia avuto contatti con Messina Denaro Matteo (alias Bonafede Andrea), ha ritenuto di proporsi volontariamente per riferire ai magistrati o alla polizia giudiziaria di essersi occupato, a qualsiasi titolo, del latitante o comunque rivelare quanto appreso direttamente, o anche solo indirettamente, sulle cure prestate all'importante capo mafia".

 

la tomba di matteo messina denaro 1

I pm parlano dell'esistenza "di una vasta, trasversale e insidiosissima rete di sostegno, ancora in minima parte svelata, che ha consapevolmente supportato le funzioni di comando del Messina Denaro, consentendogli una latitanza sul territorio, con documenti, auto e moto, esami clinici e contatti nel mondo sanitario". 

 

3 - LA VITA NORMALE DI MESSINA DENARO,TRA BANCA E ACQUISTO AUTO

(ANSA) - A novembre 2014, quando era il latitante più ricercato del Paese, Matteo Messina Denaro andò personalmente prima da un concessionario auto di Palermo per acquistare una Fiat 500 e poi in banca a ritirare l'assegno da consegnare al rivenditore. Il boss usò una falsa carta di identità intestata all'architetto Massimo Gentile, oggi arrestato per associazione mafiosa, e indicò come numero telefonico di riferimento per eventuali comunicazioni quello di Leonardo Gulotta, finito in cella per concorso esterno in associazione mafiosa.

il cimitero di castelvetrano 2

 

I fatti, che mostrano ancora una volta come il capomafia per anni abbia fatto una vita quasi normale, emergono dall'ultima indagine dei carabinieri del Ros coordinata dalla Dda di Palermo. L'input all'inchiesta deriva da un appunto con scritto "10mila + 500 per Margot" trovato in casa del boss dopo la cattura. Margot era lo pseudonimo che Messina Denaro usava per indicare le sue auto nei pizzini o nei documenti.

 

La caccia al veicolo ha portato i carabinieri a una concessionaria di Palermo dove è stata trovata la pratica dell'acquisto dell'autovettura con i documenti consegnati dall'acquirente, tra i quali la fotocopia della carta d'identità intestata a Gentile su cui era stata incollata la foto di Messina Denaro, prova che il boss era andato di persona ad acquistare la Fiat. 

 

la morte di matteo messina denaro sul sito della bbc

Il documento, che portava la firma dal padrino, conteneva alcuni dati corrispondenti a quelli di Gentile e altri falsi: come l'indirizzo di residenza indicato in "via Bono", non corrispondente a quello reale dell'architetto, e la data di scadenza. Per l'acquisito il capomafia ha versato 1.000 euro in contanti e 9.000 attraverso un assegno circolare emesso dalla filiale di Palermo dell'Unicredit di Corso Calatafimi.

 

Allo sportello, per ottenere l'assegno, ha esibito il falso documento, versato euro 9.000 cash e dichiarato che il Denaro era frutto della propria attività di commerciante di vestiti. Come recapito telefonico per le comunicazioni ancora una volta il boss ha lasciato il cellulare di Gulotta "una persona fidatissima e perfettamente informata di ciò che stava accadendo, poiché altrimenti chiunque altro ignaro della compravendita avrebbe, al primo contatto telefonico, allarmato la concessionaria e probabilmente messo a serio rischio la identificazione del latitante", scrivono i pm.

 

anna patrizia messina denaro 1

L'auto, per tutto il periodo di utilizzo - tre anni - è stata assicurata a nome di Gentile e in almeno un anno le polizze, come hanno mostrato le comparazioni grafiche, hanno portato la firma di Messina Denaro. Dalle indagini è emerso anche che nel 2007 l'architetto ha acquistato per conto del boss una moto Bmw che sarà poi lo stesso Gentile a portare alla demolizione in una officina a cui si fa riferimento in un pizzino nascosto in una sedia, trovato a casa della sorella di Messina Denaro, Rosalia, dopo l'arresto del padrino.

 

Il veicolo, secondo i pm, usato dal padrino dal 2007 al 2015, è stato regolarmente revisionato e assicurato a nome di Gentile, che in una delle pratiche ha indicato come la falsa residenza di via Bono e dato come recapito sempre il numero di Gulotta. I bolli di moto e auto, infine, nel 2016 sono stati pagati l'uno a 40 secondi dall'altro in una tabaccheria di Campobello di Mazara dove, sette anni dopo, pochi giorni prima dell'arresto, il capomafia era andato a fare acquisti, come dimostra uno scontrino ritrovato dal Ros.

matteo messina denaro 3

 

4 - MAFIA: PER MESSINA DENARO SANITÀ SUPER EFFICIENTE

(ANSA) - Esami effettuati in tempi record, una visita oncologica rapidissima, ricovero e operazione a soli otto giorni dalla diagnosi di cancro al colon ricevuta a novembre del 2020: Matteo Messina Denaro ha potuto godere di una sanità efficientissima. Una solerzia sospetta, quella riservata al boss che all'epoca usava documenti falsi, su cui si concentrano attualmente gli investigatori. Oggi a finire in manette è stato un tecnico radiologo dell'ospedale di Mazara del Vallo, Cosimo Leone, prima, sospettano gli inquirenti, di una serie di pedine insospettabili nel mondo della sanità che hanno aiutato il boss durante la malattia.

 

matteo messina denaro 1

Leone, cognato dell'architetto Massimo Gentile, anche lui arrestato oggi, si sarebbe occupato di far fare una Tac urgente al capomafia (Tac, come risulta da documenti sanitari, anticipata più volte). Nel giorno dell'esame, inoltre, il tecnico chiese di cambiare turno facendo coincidere la sua presenza in ospedale con gli accertamenti diagnostici a cui il boss doveva sottoporsi. Secondo gli investigatori, inoltre, Leone avrebbe costantemente informato dello stato del paziente un altro fiancheggiatore, Andrea Bonafede, cugino e omonimo del geometra che ha prestato al boss l'identità per farsi curare. Sono decine i contatti telefonici tra i due nei giorni in cui il capomafia si trovava all'ospedale di Mazara scoperti dai carabinieri.

 

Con un lavoro certosino sui tabulati gli investigatori hanno ricostruito le chiamate e, attraverso le celle, gli spostamenti del tecnico e Bonafede nei giorni caldi della diagnosi e dell'intervento al colon subito da Messina Denaro. Dalle analisi risulta evidente che Bonafede fece avere al boss un cellulare mentre questi era ricoverato. Siamo in pieno Covid e il tecnico era fondamentale, visto il divieto di accesso in ospedale, come tramite con il capomafia. Il 14 novembre, dunque, alle 13.30 Bonafede partì da Campobello e arrivò dopo circa 15 minuti a Mazara del Vallo nei pressi dell'Ospedale.

 

matteo messina denaro 2

Alle 13.48 avvisò Leone, presente quella mattina in ospedale e gli consegnò il nuovo telefonino. Dopo 15 minuti (intorno alle ore 14.00), il tecnico diede il cellulare al latitante che immediatamente chiamò Bonafede sul suo vecchio numero. La missione venne quindi portata a termine grazie a Leone, abilitato a muoversi nei reparti, unico interlocutore che Bonafede poteva contattare in quel momento. L'apparecchio, ulteriore prova che a usarlo fosse Messina Denaro e che qualcuno interno all'ospedale glielo avesse consegnato clandestinamente, restò in ospedale per tutti i 4 giorni di degenza del boss.

 

5 - MESSINA DENARO, IN MANETTE L’ARCHITETTO CHE GESTISCE GLI APPALTI DEL PNRR A LIMBIATE (MONZ)

Estratto dell’articolo di Salvo Palazzolo per https://palermo.repubblica.it/

 

MASSIMO GENTILE

I mille pizzini e i tre telefoni sequestrati il giorno della cattura di Matteo Messina Denaro continuano ad essere un tesoro per decifrare i segreti dell’ultimo padrino delle stragi. Stanotte, è scattato un nuovo blitz dei carabinieri del Ros, coordinato dalla procura di Palermo diretta da Maurizio de Lucia: sono tre gli arrestati, che vengono ritenuti complici del boss fermato il 16 gennaio 2023 dopo trent’anni di latitanza e poi morto in carcere il 25 settembre scorso.

 

Da un appunto su un’auto, magistrati e investigatori sono risaliti a un insospettabile architetto originario di Erice (Trapani), Massimo Gentile, 51 anni, dal 2019 è dipendente del Comune di Limbiate (Monza), dove svolge il delicato incarico di responsabile dei procedimenti del servizio Lavori pubblici. Adesso, è in carcere, con l’accusa pesante di associazione mafiosa, per aver fornito la sua carta d’identità al latitante. Prima di essere “Andrea Bonafede”, Messina Denaro era “Massimo Gentile”.

 

la foto con sigaro e cognac di matteo messina denaro

Il reato di associazione mafiosa ha portato in carcere anche il cognato dell’architetto, Cosimo Leone, 56 anni, residente a Campobello, tecnico di radiologia all’ospedale Ajello di Mazara del Vallo, lui avrebbe realizzato la prima Tac a Messina Denaro nel 2020, quando il boss scoprì di avere il tumore.

 

[…]  in carcere anche Leonardo Salvatore Gulotta, operaio del settore agricolo di 31 anni, pure lui residente a Campobello: è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, avrebbe fornito la sua utenza telefonica al boss.

 

E’ soprattutto la figura di Massimo Gentile ad aprire tanti scenari in questa indagine: la procura di Palermo gli contesta di avere fornito la sua carta d’identità al superlatitante dal 2007 al 2017. Così, Messina Denaro sarebbe riuscito a muoversi indisturbato a Campobello di Mazara, dove ha continuato a vivere fino al giorno della cattura.

matteo messina denaro

 

Comprando addirittura una Fiat 500 (nel 2014) intestata a Gentile. Il complice del boss, invece, ha finito per gestire diversi appalti del Comune di Limbiate realizzati con i fondi del Pnrr, come lui stesso si vanta sul suo profilo Facebook. […]

 

 

 

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