È MEDIASET MA SEMBRA TELE-MELONI! – L’AGCOM HA MULTATO IL BISCIONE PER QUASI 124MILA EURO PERCHÉ, A RIDOSSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI MARZO, RETE4 HA DATO MOLTO PIÙ SPAZIO AI SOSTENITORI DEL “SÌ” RISPETTO A QUELLI DEL “NO” – GLI OPPOSITORI DELLA RIFORMA HANNO AVUTO SOLO IL 37,4% DEL TEMPO DI PAROLA TRA L’8 E IL 14 MARZO - NONOSTANTE L’ORDINE DI RIEQUILIBRARE L’INFORMAZIONE, NELL’ULTIMA SETTIMANA IL SÌ HA OTTENUTO IL 55% DELLO SPAZIO NEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, CONTRO IL 45% DEL NO – IL GARANTE GIUDICA DI “ELEVATA” GRAVITÀ IL COMPORTAMENTO DELL’EMITTENTE DELLA FAMIGLIA BERLUSCONI PERCHÉ IL “PLURALISMO INFORMATIVO” È UN BENE PROTETTO DALLA COSTITUZIONE…
Estratto dell’articolo di Aldo Fontanarosa per www.fanpage.it
SEDE MEDIASET A COLOGNO MONZESE
Nei giorni decisivi della campagna referendaria sulla giustizia, a marzo del 2026, Rete4 ha dato più spazio ai sostenitori del Sì (tra cui anche Forza Italia) e meno a quelli del No.
Quando il Garante delle Comunicazioni (l’AgCom) ha ordinato al canale di riequilibrare l’informazione, dopo una lunga intervista alla premier Giorgia Meloni, Rete4 ha fatto un tentativo, è vero, ma questo non ha sanato la situazione.
Per questo motivo, il Garante decide ora una sanzione da quasi 124 mila euro a carico dell’editore (Mediaset – RTI). Il Garante giudica di “elevata” gravità il comportamento dell’emittente perché – spiega – il “pluralismo informativo” è un bene protetto dalla Costituzione.
REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA - FOTO LAPRESSE
L’ATTENUANTE
La multa – anche se pari a dodici volte l’importo minimo previsto dalla legge – viene ridotta perché il tentativo di Rete4 di riequlibrare le cose è considerato come una attenuante.
[…] Le urne per il referendum, lo ricordiamo, sono rimaste aperte il 22 e 23 marzo del 2026. Tra l’8 a il 14, abbastanza a ridosso del voto, i sostenitori del No hanno portato a casa appena il 37,4% del “tempo di parola”. Il dato indica per quanto tempo queste persone hanno parlato direttamente davanti alle telecamere del canale di casa Berlusconi.
GIORGIA MELONI - QUARTA REPUBBLICA
GLI ASCOLTI
[…] Il 18 marzo, il Garante ha ordinato a Rete4 di riequilibrare l’informazione entro il 20 marzo, ultimo giorno della campagna referendaria. Ma il riequilibrio non ha preso corpo nella misura richiesta “con particolare riferimento ai programmi extra-tg”. Tra il 15 e il 20 marzo, il canale di Mediaset ha assegnato al Sì il 55% del tempo di parola mentre al No soltanto il 45%. Questo, ribadiamo, nei programmi di approfondimento diversi dai telegiornali.
CONVEGNI E COMIZI
Gli interventi in studio peraltro sono stati 38 in favore del Sì e 22 per il No. Osserva il Garante che questo tipo di trasmissione è pregiata e può davvero spostare i consensi perché l'ospite argomenta meglio le sue ragioni che in un breve intervento preregistrato.
Su Rete4 quindi grava anche l’accusa di aver dato tanta voce al No, certo, ma in forme depotenziate e meno incisive (“interviste filmate, dichiarazioni, brani da convention, convegni, comizi e manifestazioni”). Mediaset si è difesa spiegando che il suo sistema di monitoraggio interno attribuirebbe ai due schieramenti (Sì e No) dei tempi non così diversi negli spazi di approfondimento.
GIUSEPPE CONTE A DRITTO E ROVESCIO
L’INTERVISTA CONTE
L’editore sottolinea anche di aver ricevuto l’ordine di riequilibrio soltanto il 18 marzo alle ore 18 e 32, quando mancavano appena due giorni al silenzio preelettorale. Troppo tardi per rimediare.
In quelle due ultime giornate, Rete4 si sarebbe prodigata per dare visibilità al No ospitando a Dritto e Rovescio – ad esempio – una lunga intervista all’ex premier Giuseppe Conte, numero uno dei M5s. […]
SEDE MEDIASET A COLOGNO MONZESE
giorgia meloni a quarta repubblica
giorgia meloni a quarta repubblica
SEDE MEDIASET A COLOGNO MONZESE
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