IL BENESSERE MENTALE? SOLO UN'ALTRA SCUSA PER STRAFARSI – TRA MANAGER, "TECH-BRO" E RICCASTRI AMERICANI SPOPOLA L’IBOGAINA, RICAVATA DA ALCUNE PIANTE AFRICANE E SOPRANNOMINATA “L’EVEREST DEGLI PSICHEDELICI” – LA SOSTANZA, CHE AIUTEREBBE A MIGLIORARE LA LUCIDITÀ MENTALE E LA CREATIVITÀ, È ILLEGALE NEGLI USA MA DISPONIBILE IN ALCUNE CLINICHE SPECIALIZZATE IN MESSICO, DOVE I PAPERONI A STELLE E STRISCE SPENDONO FINO A 20MILA EURO PER TRATTAMENTI SPECIFICI – MA GLI ESPERTI AVVERTONO: NON SOLO NON ESISTONO STUDI CHE DIMOSTRINO L’EFFICACIA DELLO SUPEFACENTE NELLE PERSONE SANE, MA PUÒ ANCHE PROVOCARE PERICOLOSE ARITMIE CARDIACHE…
Sintesi dell’articolo di McKenzie Beard per www.nypost.com
L’ibogaina, una sostanza psichedelica ricavata da alcune piante africane e soprannominata «l’Everest degli psichedelici», sta conquistando un pubblico nuovo. Se finora aveva attirato soprattutto l’attenzione per il possibile impiego contro le dipendenze, il disturbo da stress post-traumatico e i traumi cerebrali, oggi viene cercata anche da manager, imprenditori, celebrità e biohacker che sperano di migliorare lucidità mentale, benessere e prestazioni.
Negli Stati Uniti l’ibogaina è una sostanza controllata e non è autorizzata per uso medico, mentre in Messico è consentita. Per questo strutture come Beond Ibogaine, a Cancún, attirano americani disposti a spendere tra 12.500 e 20.000 dollari per programmi che possono durare una decina di giorni. Tra i clienti citati figurano Jordan Belfort, il «Wolf of Wall Street», e Mark Hyman, fondatore di Function Health. «Prima le persone venivano da noi perché era una questione di vita o di morte», racconta la cofondatrice Talia Eisenberg. «Ora il segmento che cresce più rapidamente è quello della salute e dell’ottimizzazione».
Mike Stratton, imprenditore di 34 anni, cercava una sorta di «pulsante magico per resettarsi». Lavorava senza sosta, faceva pochissimo esercizio, mangiava male e affrontava le giornate facendo affidamento su caffè, bustine di nicotina e farmaci prescritti per l’ADHD. Con l’ibogaina sperava di cancellare anni di cattive abitudini senza doversi fermare.
L’esperienza fu invece durissima. Dopo aver assunto una dose elevata, Stratton si ritrovò immobilizzato mentre ricordi, rancori e pensieri irrisolti gli attraversavano la mente. «Tutte le narrazioni interiori su chi fossi, la mia percezione della realtà, i pensieri accumulati, irrisolti e mai elaborati che mi portavo dentro senza nemmeno esserne consapevole sono esplosi nella mia testa tutti insieme», racconta. «È stato un viaggio infernale».
Il giorno successivo, però, qualcosa cambiò. «Non avevo più la mente affollata di pensieri. Mi sono sentito presente per la prima volta dopo anni», ricorda. «Sapevo soltanto di essere appena sopravvissuto all’inferno e adesso mi sentivo da un milione di dollari». La sua sintesi è ancora più netta: «Ero arrivato per migliorare le mie prestazioni e me ne sono andato con la pace».
Diversa l’esperienza di Melissa Pruett, imprenditrice di 37 anni entrata in crisi dopo la nascita del primo figlio biologico. Si aspettava un’esperienza travolgente, come essere «legata a un razzo», e invece la descrive come «dolce, delicata e tenera». Durante l’effetto dell’ibogaina ebbe la sensazione di dialogare con il proprio «sé superiore» e di sottoporsi a una sorta di «neurochirurgia» mentale. La risposta che dice di aver trovato fu semplice: comprendere «quanto sei già abbastanza». Il giorno seguente, racconta, si sentiva «incredibilmente bene, 20 su 10»: «Avevo una quantità enorme di creatività che scorreva dentro di me, come un canale aperto da cui continuava a sgorgare».
La ricerca scientifica invita però alla prudenza. Le prove più solide riguardano ancora il possibile impiego dell’ibogaina nelle dipendenze e nei traumi, mentre non esistono studi indipendenti e sottoposti a revisione paritaria che dimostrino un miglioramento della creatività o delle prestazioni cognitive nelle persone sane. Gli scienziati stanno studiando anche i possibili effetti sulla neuroplasticità, cioè sulla capacità del cervello di modificarsi e creare nuove connessioni.
clinica in messico per trattamenti con ibogaina 1
L’assunzione comporta inoltre rischi seri, soprattutto per il cuore: l’ibogaina può alterarne l’attività elettrica e provocare aritmie pericolose. «L’ibogaina non è uno psichedelico ricreativo», avverte Eduardo Ramirez, direttore clinico di Beond. «Non dovrebbe essere assunta al di fuori di un ambiente medico».
E anche chi la utilizza a scopo terapeutico mette in guardia dall’idea di una cura miracolosa. «Può dare moltissimo alla vita, ma non è una soluzione magica», afferma Eisenberg. «Devi essere disposto a guardare dentro te stesso». Stratton, che successivamente è tornato più volte a Beond, la definisce «il più potente interruttore degli schemi mentali». Ma riconosce che stress e vecchie abitudini non sono scomparsi: «Prima ero disposto a vendere l’anima al diavolo pur di ottenere un risultato. Adesso mi concentro di più sul dare il meglio di me».
clinica in messico per trattamenti con ibogaina 2
terapie con ibogaina
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