L’INFLAZIONE, CHE BEL CETRIOLONE - NEGLI ULTIMI DIECI ANNI GLI AUMENTI DEI PREZZI SI SONO PAPPATI I MISERI STIPENDI DEGLI ITALIANI, BRUCIANDO L’8,4% DEL POTERE D’ACQUISTO . PER QUEST’ANNO E’ ATTESO UN CALO DELLO 0,9% DEI SALARI REALI. LO SOSTIENE UN REPORT DELL’OSSERVATORIO "JOBPRICING" - LE CITTA’ IN CUI L’INFLAZIONE SI E’ MANGIATA DI PIÙ GLI STIPENDI SONO BOLZANO (-22,8%), VERONA (-15,8%) E GENOVA (-15,7%) - NEL NOSTRO PAESE IL 70% DEI DIPENDENTI PRIVATI HA UNA RETRIBUZIONE INFERIORE AI 35 MILA EURO…
Estratto dall’articolo di Anna Maria Angelone per “la Stampa”
In Italia, i salari restano bassi e l'inflazione rosicchia la busta paga più degli aumenti. A confermare la dura realtà, i nuovi dati sull'andamento retributivo dell'Osservatorio JobPricing.
Stando all'anteprima del primo semestre 2026, a fronte di una crescita moderata che attesta la retribuzione media nazionale intorno ai 34 mila euro annui (+2,1%), il recupero del potere d'acquisto è debole. E le stime, per quest'anno, profilano un calo dei salari reali (- 0,9%).
Ma è il confronto nel periodo 2015-2025 a certificare la drastica tendenza: le retribuzioni sono aumentate del 14,2% contro un'inflazione cumulata del 22,6%. Nel complesso, dunque, negli ultimi dieci anni i lavoratori italiani hanno subito una significativa perdita di potere d'acquisto.
Secondo l'indagine, nel 2025, la retribuzione globale annua lorda (che include sia la quota fissa sia quella variabile) è in media di 33.798 euro, in salita del 4,3% (frutto, anche, di diversi rinnovi contrattuali). [...]
Giorgia Meloni Giancarlo Giorgetti
Nel dettaglio, però, solo otto regioni su 20 superano questa media nazionale: tutte al Nord, eccetto Emilia-Romagna e Lazio. Il traino resta sempre la Lombardia, in testa con 36.331 euro annui. A seguire, il Lazio (35.222 euro), poi Liguria, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna.
Al sesto posto, il Piemonte (34.272 euro) che precede Valle d'Aosta e Veneto. Nelle altre regioni, invece, si guadagna meno della media nazionale con Sicilia, Calabria e Basilicata (27.767 euro all'anno) al fondo della classifica. In quest'ultima, i dipendenti si ritrovano in tasca 6.031 euro in meno rispetto alla media nazionale e addirittura 8.564 rispetto ai padani.
CARRELLO DELLA SPESA - AUMENTO PREZZI
[...] Il gap retributivo medio annuo fra Nord e Sud-Isole oscilla da 4.300 a 5 mila euro (a seconda della retribuzione considerata). Mentre tra Nord e Centro si assottiglia all'incirca a 1.400-1.500 euro. [...]
La "top five" premia Milano (retribuzione globale media di 40.055 euro), Trieste, Bolzano, Roma e Bologna. Superano la soglia, anche Genova, Parma, Torino (all'ottavo posto con una media di 35.191 euro annui), Monza Brianza, Modena, Varese, Padova o Brescia. In generale, le retribuzioni più alte sono concentrate in Lombardia ed Emilia-Romagna: 15 province emiliane e lombarde si posizionano nei primi 23 posti della classifica.
Giorgia Meloni Giancarlo Giorgetti
Tra le province del Centro, oltre a Roma (quarto posto), figurano nel primo terzo della graduatoria Firenze, Ancona e Lucca. Mentre bisogna scendere fino al 42esimo posto per incontrare la prima provincia del Sud: Cagliari (salario medio annuo a 32.095 euro).
Rispetto all'anno precedente, i salari migliorano in modo più marcato a Fermo e Pescara (entrambe scalano dieci posizioni rispetto al 2024), Pesaro e Urbino, Macerata e Catanzaro (tutte a nove).
Resta, tuttavia, che la distribuzione dei salari in Italia appare fortemente sbilanciata: sempre in base ai dati dell'Osservatorio, il 70% dei lavoratori nel settore privato percepisce una retribuzione inferiore a 35 mila euro. [...]
A mantenere meglio il potere d'acquisto negli ultimi dieci anni sono solo due regioni: Molise (+2,8%) e Marche (+0,7%). A perdere di più, viceversa, sono Umbria (-15,1%), Veneto (-13,9%) e Sicilia (-13,1%).
CARRELLO DELLA SPESA - AUMENTO PREZZI
L'incrocio fra retribuzioni e inflazione nell'ultimo decennio, su un campione di 40 province, rivela che le buste paga sono state "mangiate" dal caro vita praticamente ovunque: ad avere il salario più alleggerito, sono i lavoratori di Bolzano (-22,8%), Verona (-15,8%) e Genova (-15,7%).
La differenza è sempre negativa tra i capoluoghi di regione del Nord Italia: ben sei su otto si trovano nella parte bassa della graduatoria. Uniche eccezioni Venezia (-8,2%) e Torino, che fa meglio di tutti (la perdita del potere d'acquisto negli ultimi dieci anni è contenuta a -3,5%). Sostanziale allineamento fra inflazione e aumento retributivo si registra a Reggio Calabria (-0,1%), Potenza (-1,4%). [...]
L'unica provincia a vedere crescere il potere d'acquisto in Italia è Campobasso. Negli ultimi dieci anni, il rapporto fra inflazione e retribuzioni è a favore dei lavoratori (+3,5%). Per dirla con Fred Bongusto, che nella città sannita era nato, i molisani possono ancora permettersi spaghetti, pollo, insalatina e una tazzina di caffè.
AUMENTO DEI BENI ALIMENTARI
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giancarlo giorgetti - giorgia meloni - foto lapresse
INFLAZIONE
guerra e inflazione
