L’ORRORE IN DIRETTA – MATHEUS DE OLIVEIRA VIDEOCHIAMÒ LA FIDANZATA MENTRE FACEVA A PEZZI IL CADAVERE DI FABIO COLAPIETRO, AL TERMINE DI UN FESTINO A BASE DI DROGA A TORINO – IL RACCONTO DELLA RAGZZA AI PM: “L'HO VISTO IN FORTE STATO CONFUSIONALE, NON SI CAPIVA BENE COSA STESSE DICENDO. MI MOSTRÒ DEI GUANTI E DELLO SCOTCH” – LO STESSO DE OLIVEIRA AI MAGISTRATI HA RACCONTATO CHE LA PADRONA DI CASA, LA PROFESSORESSA NICOLE FORMICHETTI, TENTÒ UN APPROCCIO SESSUALE DOPO CHE COLAPIETRO ERA GIÀ MORTO: “HA PROVATO A STRUSCIARSI CON ME, MA MI SONO SCANSATO TROVANDO LA COSA DI CATTIVO GUSTO…”
Estratto dell’articolo di Gianni Giacomino per “La Stampa”
«Martedì 22 Matheus mi ha mandato uno strano audio dove diceva che era troppo tardi perché c'era stato un danno e che sperava che la cosa potesse sistemarsi. Aggiungeva anche che avrebbe avvertito la polizia, ma che comunque prima doveva stabilizzare la situazione, perché era in pericolo anche lui.
Il giorno dopo, mercoledì, mi ha fatto una videochiamata su WhatsApp, in cui l'ho visto in forte stato confusionale: non si capiva bene cosa stesse dicendo. Mi parlava di cemento, che avrebbe dovuto comprare del cemento per l'esattezza. Poi mi mostrava in una frazione di secondo dei guanti e dello scotch».
Lo ha raccontato alla Squadra Mobile l'ex compagna di Matheus De Oliveira, il 26enne accusato dell'omicidio di Fabio Colapietro, nella testimonianza riportata nell'ordinanza del gip di Torino Antonio Borretta. E ha aggiunto: «Si trovava in un'abitazione che io non conosco....Io mi sono un po' allarmata di questa situazione». [...]
Più passano le ore, più non riesce a nascondere l'orrore che si porta dentro. Ovvero di aver strangolato e poi fatto a pezzi Colapietro – ritenuto colpevole di avergli rubato 50 euro e un braccialetto d'oro mentre dormiva - con l'aiuto di Nicole Formichetti, 47 anni, professoressa di italiano all'istituto "D'Oria" di Ciriè e Keith Butig, una 22enne.
Delitto maturato durante una festa a base di sesso, superalcolici e droghe di ogni tipo. I tre progettano di far sparire quei resti: li metteranno in alcuni sacchi dell'immondizia e poi li getteranno in un fiume o addirittura nel lago di Garda. È quindi necessario comprare una mannaia, i sacchi, lo scotch, candeggina, deodoranti e altro ancora. Ma non è così semplice.
De Oliveira mercoledì 23 settembre fa un'altra videochiamata: «Alle 18 circa, dove si vedeva che lui era in un negozio e ho visto che stava comprando del cemento. Lui mi ha detto che era per aiutare un suo amico ma poi mi ha detto: "Non mi fare pensare che mi vengono i conati di vomito".
In quel momento è diventato di nuovo scosso e ha spento la videochiamata dicendo che doveva andare a pagare», racconta ancora la ex. L'agitazione di De Oliveira cresce. Nell'alloggio al quarto piano di via Gulli 46 a Borgo Vittoria i tre continuano a fumare crack dopo aver messo il cadavere nella vasca da bagno.
E De Oliveira, come racconta, rifiuta anche un approccio sessuale della docente: «Ha provato a strusciarsi con me e a farmi delle avances toccandomi, ma io mi sono scansato trovando la cosa di cattivo gusto in quanto c'era una persona senza vita in casa».
Nella giornata di giovedì lui e Formichetti, si fanno portare da un taxi lungo le rive della Dora e abbandonano i primi resti. Qui, probabilmente, il 26enne ha un tracollo e non riesce più a reggere la situazione.
Alle 19.40 chiama la madre. «Mi appariva confuso, come se volesse far capire delle cose temendo che qualcuno potesse ascoltare….raccomandandosi di avere la necessità di parlarmi di persona» – racconta la madre agli investigatori. Ancora: «Ho pregato mio figlio di dirmi il luogo dove si trovava in modo tale da poterlo raggiungere, ma lui replicava dicendomi che non avrei potuto assolutamente farvi accesso perché non avrei potuto sopportare l'odore sgradevole delle arance.
Una metafora utilizzata da mio figlio per farmi capire che dove si trovava vi era un odore acre di morte, visto che nel mio Paese era costume mettere delle arance in una bacinella d'acqua per assorbire le esalazioni di una persona deceduta da alcuni giorni, in quelle parole ho realizzato che era successo qualcosa di grave».
A questo punto De Oliveira manda la sua posizione alla ex e alla madre. Arrivano tutti in piazza Rebaudengo, dove lui confessa l'orrore in lacrime. [...]
appartamento di torino in cui è stato ucciso Fabio Colapietro




