“LA CONDANNA DI ALBERTO STASI È GIUSTA” – A “PORTA A PORTA” ANDREA SEMPIO, INDAGATO PER L’OMICIDIO DI CHIARA POGGI, SI ERGE A GIUDICE E FRIGNA: “OGGI NON STO VIVENDO, PERCHÉ LA MIA VITA O È CHIUSO IN CAMERA, O DALL'AVVOCATO. L’IMPRONTA 33? NON È ATTRIBUIBILE A NESSUNO. LA SCARPA 42? L’HO PROVATA E NON MI ENTRAVA. TUTTE QUELLE CHE HO SONO 44” – IL SUO AVVOCATO ANGELA TACCIA PUNTA IL DITO SUI RIS DI PARMA: ''SE NON CI FOSSERO STATI PROBLEMI ALL'EPOCA, PROBABILMENTE ADESSO SEMPIO NON SAREBBE NEMMENO NEI GUAI”. MA FINO A UN ANNO FA IL GENERALE LUCIANO GAROFANO NON ERA UNO DEI LORO CONSULENTI?
1. GARLASCO, SEMPIO: 'NON VIVO PIÙ. LA CONDANNA DI ALBERTO STASI È GIUSTA'
Da www.ansa.it
“Si vive a fatica. E oggi io non sto vivendo, perché la mia vita o è chiuso in camera, o dall'avvocato, o in trasferta, quando magari andiamo ad incontrarci con i consulenti". Andrea Sempio, accusato nella nuova indagine della procura di Pavia di aver ucciso quasi 20 anni fa a Garlasco Chiara Poggi, la sorella del suo compagno di scuola Marco, torna a parlare in televisione. Ma dopo aver raccontato lo stato d'animo in cui si trova ormai da un anno e mezzo, torna a respingere ogni accusa.
STASI - MEME BY EMILIANO CARLI
L'impronta 33 "non è attribuibile a nessuno"; la scarpa numero 42 "l'ho provata e non mi entrava. Tutte quelle che ho ancora in casa, anche vecchie, sono 44". E soprattutto chiama in causa colui che, invece, la nuova indagine sembra scagionare: Alberto Stasi, l'ex fidanzato di Chiara ed ex bocconiano condannato in via definitiva a 16 anni di carcere, che sta finendo di espiare.
"Secondo me la condanna è giusta" ha detto il 38enne intervistato a 'Porta a Porta'. Dunque nessun errore giudiziario. "Ci sono cose che non mi convincono nel racconto alternativo che vedrebbe Stasi innocente. Alcune cose che vengono sollevate non mi convincono. Mi sembra che siano più logiche e spiegate come sono state spiegate ai tempi".
Sarà il molto probabile processo a dire se ha ragione Andrea Sempio o se tutta la prima indagine era fondata su un gigantesco errore. Certo è che dalle mole di carte depositate nella seconda chiusura dell'inchiesta a carico di Sempio emergono dettagli - in particolare, dai documenti acquisiti dai pm pavesi al Ris di Parma - dell'operato degli investigatori dell'epoca e che è ora al centro di un filone di indagine parallelo.
Una tranche che si focalizza, tra l'altro, su quel mancato deposito nel fascicolo dei dati negativi sul Dna sui pedali della bici di Stasi del 20 settembre 2007 e su una "valutazione psicologica" sull'allora studente indagato e anch'essa mai inserita tra gli atti. Ed anche sulla gestione di reperti, tra cui i prelievi sull'intonaco della traccia palmare 33 e i frammenti di unghie della vittima, distrutti nel 2016, con procedura, però, regolare, stando ad un'annotazione dell'attuale capo del Ris Matteo Donghi.
Su tutti questi capitoli potrebbero essere ascoltati a breve l'allora pm titolare della prima indagine, istruita a Vigevano, Rosa Muscio, ma anche gli ex consulenti della difesa Stasi, il professor Francesco Maria Avato e il dottor Matteo Fabbri.
Inoltre gli attuali difensori, Giada Bocellari e Antonio De Rensis, stanno lavorando per raccogliere più materiale possibile in vista della richiesta di revisione, ma stanno pure analizzando eventuali profili di reato scavando nelle nuove carte: non si escludono denunce sulle presunte irregolarità nell'inchiesta partita nel 2007. Irregolarità che se riscontrate, potrebbero presto portare i pubblici ministeri di Pavia iscrivere ipotesi di reato e persone nel registro degli indagati.
Elisabetta Ligabo e Alberto Stasi
Tra le carte che stanno rileggendo gli inquirenti si sono, tra l'altro, le comunicazioni dell'ex comandante del Ris Giampietro Lago, da un anno in pensione. Dopo l'ennesima richiesta "di rilascio copia di atti e documentazione" dei legali di Stasi, nel gennaio 2018 chiese un "parere" all'Ufficio legislazione del Comando Generale dell'Arma sulla "conformità" della sua posizione, ancora negativa.
Parere richiesto data "la rilevanza della problematica" che poteva, "in futuro, interessare l'intera articolazione" del Raggruppamento investigazioni scientifiche e che avrebbe potuto "sfociare in possibili contestazioni anche di carattere legale". La replica fu la seguente: "a procedimento definito, in assenza di una Autorità Giudiziaria formalmente investita del caso, il Reparto che detiene gli atti è l'unico soggetto competente a valutare la sussistenza delle condizioni per soddisfare o meno le richieste".
Roma segnalò però le "facoltà" e "garanzie riconosciute ai difensori" e l'eventualità di ricorsi "al giudice amministrativo", un "aspetto che suggerisce di motivare adeguatamente il diniego". Che lui in seguito diede, rafforzato dall'interlocuzione con "l'autorità giudiziaria".
E dieci anni prima, il 27 agosto 2008, Garofano, allora numero uno del Ris che conduceva le indagini sull'omicidio, chiedeva a un suo sottoposto di affrontare così gli accertamenti sulle impronte della scarpa: "Se il cap. Mattei si spingesse un po' sull'unicità del disegno e adombrasse una misura (con tutte le cautele del caso), sarebbe auspicabile".
Mattei scriveva che le tracce "sono compatibili con la taglia di Stasi, proprio in ragione della loro incompletezza". E Garofano in un'altra mail faceva presente che "sulla tipologia delle macchie di sangue", ignorate, a suo dire, da Avato, bisognava fare una "trattazione pratica e anche teorica", che consentisse di "ridicolizzare le sue 'baggianate'".
2. DELITTO DI GARLASCO, LA LEGALE DI SEMPIO IN TRIBUNALE A PAVIA: "PER ASCOLTARE INTERCETTAZIONI". "DUBBI SUL RIS? SENZA QUEI PROBLEMI, ANDREA NON SAREBBE NEI GUAI"
Estratto dell’articolo di www.tgcom24.mediaset.it
CLUEDO VERSIONE GARLASCO - MEME BY IACOPO CERVELLI
Angela Taccia, uno dei difensori di Andrea Sempio, è arrivata intorno alle 11 al tribunale a Pavia. [...] "Oggi ascolteremo varie intercettazioni, temo siano veramente tante, quelle non rilevanti. Non penso di finire tutto oggi, sinceramente. Vogliamo capire cosa è emerso, per prepararci anche in vista di un'eventuale richiesta di rinvio a giudizio, di un processo".
Ha poi anticipato: "Entro il 18 ottobre presenteremo le nostre controdeduzioni, dopo la chiusura delle indagini comunicata il 28 settembre dalla procura. Rimaniamo convinti che se non si fosse creata la bufera che abbiamo visto, Andrea Sempio non sarebbe stato coinvolto nella nuova indagine".
DANIELA SEMPIO E ANGELA TACCIA
"A nostro avviso, per quello che sappiamo, non ci sono indizi così forti verso Andrea Sempio". [...] "Bisognerà accertare molto bene tutto quello che è uscito. In particolar modo, a mio avviso, la questione tecnico-calzaturiera (cioè la traccia di una scarpa numero 42, secondo i pm compatibile con il piede di Sempio, ndr)e la traccia 33".
[...] In merito alla situazione del suo assistito, Taccia ha raccontato: "È una difficoltà quotidiana, quello sì, per le abitudini di vita quotidiana. Ma il clima con le persone reali in strada è decisamente migliorato rispetto alla prima indagine".
[...]
''Se non ci fossero stati problemi all'epoca, probabilmente adesso Andrea Sempio non sarebbe nemmeno nei guai, passatemi il termine'', ha commentato Angela Taccia in merito ai numerosi dubbi emersi negli ultimi giorni sul lavoro svolto dal Ris nella prima indagine. ''Tutta questa bufera ci lascia un po' perplessi.
Bisognerà accertare tutto quanto, per amore della verità in generale. Quando un lavoro non viene fatto come deve essere fatto, se questo è il caso, va di mezzo la verità non solo processuale ma anche fattuale e storica. Secondo me nessuno ne giova''.
angela taccia andrea sempio 1
Angela Taccia - legale di Andrea Sempio - sopralluogo nella villetta del delitto di Garlasco






