“MOLESTIE NELLA VITA? CREDO CHE, IN QUALCHE MODO, SIA SEMPRE LA DONNA A INVITARE” – LINA SASTRI SE NE FOTTE DI FAR INCAZZARE LE ERINNI FEMMINISTE E TUONA: “NEL TANGO ESISTE LA ‘MIRADA’, L'UOMO INVITA SOLO SE UNA DONNA LO HA GUARDATO. NELLA VITA DI TUTTI I GIORNI, L'UOMO CAPISCE SE PUÒ O NON PUÒ FARE UN PASSO. IL FEMMINISMO? ABBIAMO GUADAGNATO TANTE COSE, MA ABBIAMO PERSO LA MORBIDEZZA, L’ACCOGLIENZA. COSA MI MANCA? UN FIGLIO. MARADONA L'HO INCONTRATO AI TEMPI DEL PRIMO SCUDETTO DEL NAPOLI, ERA UNA PERSONA BELLA...”
Estratto dell’articolo di Fulvia Caprara per “la Stampa”
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Lina Sastri racconta il suo momento di vita. Che, finalmente, sembra quello di una persona che ha fatto pace con se stessa: «Avevo addosso la favola del brutto carattere, quella della rompicoglioni, che poi vuol dire sempre la stessa cosa».
Cioè?
«Che se sei fatta in un certo modo e sei maschio va bene, se sei fatta nello stesso modo e sei femmina, non va bene. Una vecchia cosa, che fa parte della storia dell'umanità. La verità è che io sono rimasta sempre un po' zingarella, non ho il parrucchiere personale, non ho il truccatore, non ho lo stilista che mi segue... sono rimasta un po' antica, soprattutto libera».
Due aggettivi che fanno un poco a pugni, non crede?
«Secondo me no, la libertà è quella delle nostre madri, e noi ce la sogniamo. Loro riconoscevano all'uomo il giusto peso che aveva, ma sapevano anche benissimo che a comandare, in famiglia erano loro e quindi avevano il rispetto di tutti. Mandavano avanti la vita del nucleo familiare, che poi è quello della società e che ora si è rotto».
Il femminismo ha vinto o ha perso?
«Per carità, abbiamo guadagnato tante cose, la consapevolezza, l'identità, le leggi per cui si sono battute grandi donne, come Emma Bonino. Però, piano piano, ne abbiamo perse tante altre».
Tipo?
«Abbiamo perso la morbidezza, l'accoglienza. Oggi domina la necessità di piacere a tutti i costi da quando hai 12 anni, di essere seduttiva, oltre ogni possibile dignità [...]».
A lei è mai capitato di dover mettere a posto un uomo, di subire una molestia?
«No, credo che in qualche modo sia sempre la donna a invitare, fa parte del nostro eterno femminino. Nel tango esiste la "mirada", che vuol dire "la guardata". L'uomo invita solo se una donna lo ha guardato.
Poi naturalmente esistono le persone abbiette e purtroppo, anche le violenze. Ma, nella vita di tutti i giorni, l'uomo capisce se può o non può fare un passo».
Che cosa le manca?
«Un figlio, molto. Ho avuto vicende di salute per cui, a un certo punto, non ho più potuto averne. E poi mi manca un amore, non amo la solitudine, mi manca un compagno di vita, anche se poi vivere in due è difficile e io non sono una persona facile. [...]».
Adesso sta per interpretare una madre.
«Sì, faccio la madre di Diego Maradona, nell'opera in musica Numero 10, e interpreto alcuni brani. Debuttiamo il 3 ottobre a Napoli, poi lo spettacolo andrà in giro. [...]
Diego l'ho incontrato ai tempi del primo scudetto del Napoli, era una persona bella, mostrava quello che aveva dentro, senza filtri. Era generoso, forte, innocente, a parte il genio calcistico. [...]».
Qual è stato l'incontro fondamentale della sua vita?
«Ce ne sono stati tanti, corrispondenti alle diverse età della vita. Mi vengono in mente quelli legati al Masaniello, lo spettacolo del mio debutto, a 17 anni, ricordo che ero molto povera, che desideravamo tanto un panino, ma anche che non avevamo paura di nulla, e questo si chiama giovinezza...».
E poi?
«Ricordo Patroni Griffi, il teatro vero, quello con le poltrone e il sipario, le sue regie, i suoi insegnamenti. E poi Eduardo, per cui sono stata comparsa. Lui mi ha insegnato soprattutto la vita, di cui era maestro, con la sua eleganza, la sensibilità, il rigore, l'intelligenza, la forza.
E ancora Nanni Loi, meraviglioso, ha capito subito quanto, dietro l'apparenza spavalda avessi in realtà paura di tutto. Non ero ancora nessuno, e recitavo con Giancarlo Giannini che era già famoso, fu molto nobile, un galantuomo, mi ha dato la parità sul set, una cosa che molti attori negano, ci siamo rivisti tante volte, è un uomo molto divertente e molto malinconico».
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È portatrice di una sensualità particolare, intensa, mai sbandierata. Che rapporto ha con il suo corpo?
«Non saprei, se comunico sensualità, lo faccio in modo del tutto inconsapevole. Mi mantengo abbastanza bene, ma certo con il tempo tutto si trasforma, come è normale che sia».
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Che cos'è Napoli per lei?
«Tutto. Me ne sono andata molto giovane, ma Napoli mi ha dato tutto quello che ho, una lingua, la velocità, la rapidità, l'istinto, il mare, mia madre, la musica. Se non fossi nata a Napoli non credo che avrei tutto quello che ho».
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La Napoli degli ultimi anni è molto cambiata, invasa da turismo onnivoro. Molti napoletani ne soffrono. Lei?
«È il rovescio della medaglia, la folla, l'accattonaggio, il mercato, però è bello vedere la città finalmente rinata, al centro del mondo com'è adesso. E poi non ci lamentiamo, sennò ci lamentiamo sempre, anche delle le cose buone».
E Roma, invece?
«È stato un orizzonte, le vacanze romane, ci sono arrivata negli Anni 80 ed era così. Adesso non lo è più, è una città ferma, la sera dopo le otto non c'è nessuno in giro, si vive una mancanza di energia, non è più come prima».
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lina sastri foto di bacco
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lina sastri valeria marini foto di bacco
Lina Sastri Piazza del Plebiscito - Teatro San Carlo
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