“LA NOTIZIA CHE IL DOCUFILM ‘NAZA’ METTE A FUOCO È CHE LE PRATICHE DI STERMINIO POSSONO CONTARE SU UN SALTO DI QUALITÀ TECNOLOGICO” – MICHELE SERRA: “IL CARNEFICE PUÒ SOSTENERE CHE È L'ALGORITMO A SELEZIONARE IL BERSAGLIO, A CALCOLARE QUANTE SONO LE VITTIME COLLATERALI TOLLERABILI - TUTTE LE STRAGI MILITARI HANNO SEMPRE AVUTO COME ALIBI INDIVIDUALE LA FRASE "HO SOLO OBBEDITO AGLI ORDINI". MA SE GLI ORDINI NON LI DÀ UN GENERALE MA UN PROBLEM SOLVER DIGITALE, PUOI ANCHE FARTI L'IDEA, DAVANTI AL TUO VIDEO, CHE SEI LÌ SEMPLICEMENTE PER REALIZZARE UN PUNTEGGIO. LA DISUMANIZZAZIONE DEL NEMICO ERA BENE ESPRESSA GIÀ A DRESDA, GIÀ A HIROSHIMA, MA È SULLA DISUMANIZZAZIONE DEL CARNEFICE CHE NAZA AIUTA A RIFLETTERE”
Estratto dell’articolo di Michele Serra per “la Repubblica”
La notizia che il docufilm Naza mette a fuoco è che le pratiche di sterminio possono contare su un salto di qualità tecnologico e al tempo stesso psicologico. Il carnefice non solo uccide a distanza […] Ma può anche sostenere […] che non è lui, ma l'algoritmo a selezionare il bersaglio, a calcolare quante sono le vittime collaterali tollerabili (e l'algoritmo ne prevede tante), a liquidare la carneficina come atto necessario di un "progetto" che ha come fine la messa in sicurezza della propria tribù: e le altre tribù […] sono solo problemi da neutralizzare.
Tutte le stragi militari hanno sempre avuto come alibi individuale, per sgravare la coscienza di un peso insostenibile, la frase "ho solo obbedito agli ordini". Ma se gli ordini non li dà un generale sanguinario, ma li dà un problem solver digitale, la cui programmazione umana perde visibilità mano a mano che il sistema guadagna autonomia, puoi anche farti l'idea, davanti al tuo video, che sei lì semplicemente per realizzare un punteggio.
israele, proteste sotto la casa di rachel szor 3
Questo dicono, in buona sostanza, tutti o quasi gli intervistati di Naza: che […] è un'indagine dentro i pensieri e i sentimenti di chi, in Israele, ha allestito una macchina di sterminio, ucciso bambini, donne, persone innocenti, e lo ha fatto quasi in automatico, con la souplesse terribile che la tecnologia consente. La guerra è da sempre una macchina. I soldati ne sono solamente i pezzi di ricambio. La disumanizzazione del nemico, che diventa solo un bersaglio da incenerire, era bene espressa già a Dresda, già a Hiroshima, […] Ma è sulla disumanizzazione del carnefice che Naza aiuta a riflettere.

