IL MONDO IN ALLERTA PER LA PESTE SIBERIANA. MA C’E’ DA AVERE PAURA? GLI STATI UNITI AUMENTANO LA PRESSIONE SULLA RUSSIA DOPO IL DECESSO DI UNA RICERCATRICE NEL LABORATORIO SIBERIANO CHE STUDIA LA PESTE POLMONARE. MOSCA HA FORNITO SCARSE INFORMAZIONI SUL MISTERIOSO EPISODIO. IL SEGRETARIO DI STATO USA MARCO RUBIO: "FORSE NON C'È NULLA DI GRAVE. O MAGARI LA QUESTIONE È PIÙ SERIA DI QUANTO PENSASSIMO. NON LO SAPPIAMO” - ANCHE L’OMS CHIEDE “INFORMAZIONI COMPLETE E TRASPARENTI” (I PAESI SONO TENUTI A NOTIFICARE ALL'ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITÀ ENTRO 24 ORE, QUALSIASI EVENTO POSSA TRASFORMARSI IN UN'EMERGENZA DI SANITÀ PUBBLICA DI RILEVANZA INTERNAZIONALE) – L’ESPERTO: “IL RISCHIO PER L'ITALIA È, ALLO STATO, TRASCURABILE MA…"
DIRETTORE GENERALE OMS CHIEDE INFORMAZIONI TRASPARENTI SU CASO PESTE IN RUSSIA
(ANSA-AFP) - Il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha sottolineato la necessità di informazioni "complete e trasparenti" in seguito alla morte, avvenuta in Russia, di una ricercatrice di un istituto che studia la peste.
«La comunicazione tempestiva, completa e trasparente delle informazioni nel quadro del Regolamento sanitario internazionale è essenziale per chiarire le informazioni contraddittorie e consentire una valutazione accurata dei potenziali rischi per la salute pubblica», ha scritto Tedros su X, aggiungendo che l'Oms aveva «richiesto ulteriori informazioni» alle autorità sanitarie russe.
WSJ, 'WASHINGTON PREME SU MOSCA, NOTA UFFICIALE SUL DECESSO LEGATO ALLA PESTE'
(ANSA) - Gli Usa aumentano la pressione sulla Russia per il decesso nel laboratorio siberiano che studia la peste polmonare e per le successive misure di quarantena. In una nota ufficiale, conosciuta come démarche, il Dipartimento di Stato ha esortato Mosca ad adempiere agli obblighi internazionali di comunicazione in ambito sanitario, avvertendo che la mancata divulgazione di dettagli sulla morte di una ricercatrice viola gli obblighi internazionali in materia sanitaria. Lo riferisce il Wall Street Journal, in base quanto detto da funzionari Usa, secondo cui Mosca ha fornito scarse informazioni sul misterioso episodio.
La comunicazione diplomatica riservata aggiunge un ulteriore elemento di tensione tra Washington e Mosca, mentre il presidente Donald Trump cerca di migliorare i rapporti con l'omologo russo Vladimir Putin e di compiere progressi negli sforzi per porre fine alla guerra in Ucraina. Il tycoon ha riferito ai media di avere programmato una telefonata con Putin "a breve". Interpellato su quanto riferito dalle agenzie di intelligence Usa in merito all'incidente, il presidente ha affermato che dovrebbe essere in grado oggi di fornire maggiori dettagli.
Il segretario di Stato Marco Rubio ha definito "ancora piuttosto limitate" le informazioni condivise da Mosca, senza fare riferimento alla comunicazione diplomatica riservata. "Esortiamo la Russia a essere trasparente e a condividere maggiori informazioni con il mondo, affinché tutti noi possiamo reagire in modo adeguato e appropriato", ha aggiunto Rubio, in missione in Islanda per discutere sulla cooperazione in materia di sicurezza nell'Artico. "Forse non c'è nulla di grave. Forse la questione è più seria di quanto pensassimo. Non lo sappiamo".
A quattro giorni dalla morte della donna, identificata dai media locali come Daria Shipilova, le autorità russe non hanno ancora reso nota la causa esatta del decesso, limitandosi ad affermare che è avvenuto a causa di una polmonite. La mancanza di dettagli ha alimentato l'ipotesi che l'attività di laboratorio della donna abbia comportato l'esposizione a un patogeno letale e ha sollevato interrogativi sull'adeguatezza delle misure adottate dalla Russia per contenere quella che le autorità hanno definito una malattia infettiva.
In base a un accordo sanitario globale del 2005, noto come Regolamento Sanitario Internazionale, i Paesi sono tenuti a notificare all'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), entro 24 ore, qualsiasi evento possa trasformarsi in un'emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale. L'accordo impone inoltre ai firmatari di fornire aggiornamenti dettagliati, inclusi i risultati di laboratorio e le misure adottate per contenere la minaccia.
PESTE IN SIBERIA, LE 3 RISPOSTE CHE POTRANNO FARE CHIAREZZA
(di Enrica Battifoglia) (ANSA) - ROMA, 06 OTT - Un referto molecolare, la presenza di casi secondari e la sequenza genetica dell'agente infettivo: sono questi gli elementi che permetteranno di fare chiarezza sul caso della donna di 28 anni, tecnica di laboratorio dell'Istituto antipeste della Siberia e dell'Estremo Oriente di Shelekhov, alle porte di Irkutsk, ricoverata il 29 settembre per una polmonite grave, intubata, e morta tra il primo e il 2 ottobre.
Lo rileva il microbiologo Francesco Broccolo, dell'Università del Salento. Il rischio per l'Italia, osserva l'esperto, "è, allo stato, trascurabile" ed esistono sia "una terapia efficace e poco costosa" sia "una profilassi post-esposizione che funziona. A oggi non c'è un solo caso secondario, e questo è il dato più rassicurante di tutti".
laboratorio anti peste a irkutsk
Tutti e tre gli elementi cruciali per fare chiarezza "sono verificabili", dice ancora il microbiologo. Il primo è la pubblicazione di un referto molecolare che indichi con precisione il bersaglio. Per esempio, per la diagnosi del batterio responsabile della peste, lo Yersinia Pestis, richiede una tecnica molto precisa, come la reazione a catena della polimerasi (Pcr), su almeno tre obiettivi, in modo da identificare il ceppo responsabile con precisione. Il secondo requisito è l'assenza di casi secondari oltre il 10 ottobre: "è l'orologio biologico che decide", osserva.
"Se il personale di terapia intensiva che ha intubato la paziente non si ammala, la catena di trasmissione non è mai partita". Questo perché l'intubazione di un paziente con una massima carica batterica è una procedura "massimamente generatrice di aerosol". Il terzo elemento in grado di dare una risposta certa è il sequenziamento del materiale generico del batterio.
putin peste polmonare siberiana
Serve perciò ancora tempo per fare chiarezza. Da un lato c'è la successione dei fatti, con esposizione il 25 settembre, sintomi e ricovero il 29, decesso in meno di 72 ore: "L'incubazione della peste polmonare è di uno-quattro giorni - osserva Broccolo - e la malattia, non trattata, uccide in due-quattro giorni dall'esordio.
Non ci sono molte polmoniti che si comportano così in una ventottenne sana. A questo si aggiunge che la dose infettante per via inalatoria di Yersinia pestis è di poche centinaia di batteri, e che la rottura di una provetta di coltura liquida densa è il singolo evento più aerosolizzante che possa verificarsi in un laboratorio di microbiologia: genera istantaneamente particelle nel range respirabile, quelle che arrivano agli alveoli".
Uno dei punti centrali è la mancata protezione da parte del vaccino: "il personale degli istituti antipeste russi è tradizionalmente vaccinato con EV76, un vaccino vivo attenuato di impiego storico nell'area ex sovietica.
laboratorio anti peste a irkutsk
Ebbene - rileva Broccolo - EV76 offre una protezione ragionevole contro la forma bubbonica, cioè quella trasmessa dalla puntura di pulce, ma protezione scarsa o nulla contro la sfida aerosolica, cioè contro la forma polmonare". Questo limite è noto da decenni in letteratura e riguarda anche il vecchio vaccino americano, dismesso proprio per questo. "A oggi - aggiunge - non esiste al mondo un vaccino licenziato ed efficace contro la peste polmonare; i candidati sottounitari F1-V sono ancora in sviluppo clinico".
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