roberto mancini italia belgio nations league

NON CE LA MERITIAMO QUESTA MISERA NAZIONALE! – IL NUOVO CORSO DELL’ITALIA DEL REDIVIVO ROBERTO MANCINI PARTE CON UNA NETTA SCONFITTA SUBITA DAL BELGIO IN NATIONS LEAGUE E CON LA CERTEZZA DELLA MODESTIA TECNICA E CARATTERIALE DEL GRUPPO AZZURRO – FABRIZIO RONCONE: “MANCINI PROPONE IL SUO SOLITO 4-3-3 VARIABILE CHE SI MUOVE DENTRO UN PALLEGGIO FITTO E QUASI INFINITO, UNA SPECIE DI TIKI-TAKA VECCHIO, POLVEROSO, OGGI CHE TUTTI GLI ALLENATORI VINCENTI CERCANO LE LINEE VERTICALI. ABBIAMO SOLO CALCIATORI NORMALI. SENTITE I PRIMI CAMBI: ESCE COPPOLA ED ENTRA SCALVINI, POI FUORI ROMANO PER FRATTESI, DANIEL MALDINI AL POSTO DI PIO ESPOSITO. È EVIDENTE CHE MANCINI HA GLI STESSI IDENTICI PROBLEMI DI RINO GATTUSO, CON LA DIFFERENZA CHE, ALMENO, GATTUSO NON CI AVEVA MAI PROMESSO CHE AVREMMO VINTO UN TITOLO NEL GIRO DI QUATTRO ANNI…” – VIDEO

 

Estratto dell’articolo di Fabrizio Roncone per il “Corriere della Sera”

 

italia belgio - nations league

Una pena. Un dolore. Gli sguardi delusi dei bambini. E poi tutti questi fischi. Nemmeno gli urlano di andare a lavorare. Gli chiedono proprio di andare via e basta. Gigio Donnarumma, il capitano, fa segno ai suoi che è meglio rientrare negli spogliatoi.

 

Roberto Mancini li ha preceduti, scuotendo la testa come fa lui quando non si sente compreso. C’è da credere che, ancora per qualche partita, resterà comunque alla guida di questa Nazionale. Certo è dentro un grosso guaio.

 

Perdiamo 2-0 una partita brutta, confusa, densa di pessime notizie. Qualche lampo azzurro solo nel secondo tempo. Il Belgio ha dominato. Soprattutto: è sembrato di un’altra categoria. E da subito.

 

italia belgio - nations league

Non capita sempre, ma dopo il primo quarto d’ora c’è già bisogno di scarabocchiare un paio di appunti. Prima sensazione: le istruzioni tattiche che Mancini ha dato ai suoi sono piene del suo calcio classico, quello che gli piace, probabilmente anche l’unico che conosce.

 

È il solito 4-3-3 variabile che si muove dentro un palleggio fitto e quasi infinito, sempre nel breve, triangoli stretti pure a costo di tornare indietro: il risultato è però una specie di tiki-taka vecchio, polveroso, una danza lenta passata di moda, non siamo più nemmeno abituati a vederla, oggi che tutti gli allenatori vincenti cercano le linee verticali, c’è ovunque l’ossessione della velocità, anche la tecnica è al servizio della velocità.  […]

 

ROBERTO MANCINI

È esattamente in questo modo che passano in vantaggio. C’è Romano che a centrocampo se li vede piombare addosso, vede solo maglie rosse e sbaglia un appoggio facile: i belgi vanno via rapidi, pallone che viaggia diritto verso i piedi di Godts, uno che sa sempre cosa fare, ora poi sembra stia nel bel mezzo di una partita d’allenamento, ne salta un paio, finta di corpo, la butta dentro.

 

Da questo momento, il Belgio potrebbe farcene altri cinque o sei. Donnarumma si dimostra un grande portiere, ma è chiaro che lo stanno prendendo a pallate.

 

italia belgio - nations league

Cosa si può scrivere? Intanto: questo Romano non è il nuovo Rodri. Toglietevelo dalla testa. Vale quello che vale. Se Gasperini, avendolo avuto a Trigoria, sotto gli occhi, tutti i giorni, ha deciso che potesse essere ceduto al Cagliari in nome di una plusvalenza persino modesta, un motivo ci sarà.

 

Sembra vivo Cambiaghi. Bene Kean. Però quando a destra sale Moreira (nemmeno travolgente come potrebbe), quando De Ketelaere da centravanti finto va a fare l’ala vera oppure si mette a fare il trequartista, quando De Bruyne ondeggia in qualsiasi parte del campo e non capisci quale sia il suo ruolo effettivo, scatenando quella forma di allucinazione che provocano i fuoriclasse: ecco, quando osservi accadere tutto questo, il pessimismo è una coperta pelosa che ti senti addosso.

 

italia belgio - nations league

Ormai hanno perso fiato anche i tifosi, per la maggior parte bambini, portati dentro l’Olimpico con migliaia di biglietti omaggio per evitare che lo stadio rimanesse mezzo vuoto, perché dai e dai, esclusi da tre Mondiali, umiliazione dopo umiliazione, ancora negli occhi la drammatica notte di Zenica, dobbiamo avere la forza di raccontarcelo che la Nazionale non dico sia uscita dal cuore, ma certo non lo scalda più.

 

[…] Gli azzurri rientrano senza facce nuove. Il Belgio sembra avere meno voglia. Il nostro cittì se ne accorge e comincia a sbracciarsi, s’aggiusta il ciuffo, si sfila la giacca, urla a Romano di far girare il pallone con più ritmo. Quando si vede un ragazzo così in quella zona del campo, è fatale pensare che, tanti anni fa, il nostro calcio azzurro poteva permettersi il lusso di lasciare a casa gente come Juliano, Ciccio Cordova, Pecci. Ma a questo siamo ridotti.

 

ROBERTO MANCINI

Abbiamo solo calciatori normali. Sentite i primi cambi: esce Coppola ed entra Scalvini, poi fuori Romano per Frattesi, Daniel Maldini al posto di Pio Esposito. È evidente che Mancini ha gli stessi identici problemi di Rino Gattuso, con la differenza che, almeno, Gattuso non ci aveva mai promesso che avremmo vinto un titolo nel giro di quattro anni. Mancini pensa a un campionato europeo o proprio a un campionato del mondo?

 

giovanni malago foto mezzelani gmt 062

Dalla tribuna stampa è impossibile capire cosa accade in quella d’onore. Ma sarebbe interessante vedere — ora che il Belgio addirittura raddoppia — se c’è qualche ministro di quelli che danno la caccia a Giovanni Malagò, il nuovo presidente della Figc, che era stato incaricato di rilanciare il nostro calcio e che invece già tentano di azzoppare, delegittimare, commissariare: e però anche se non li vedo, i ministri, temo che su Malagò non cambieranno idea nemmeno davanti a questo spettacolo, a questa ennesima serata buia, triste, insopportabile.

ITALIA BELGIOITALIA BELGIOitalia belgio - nations league

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