OGNI SCUSA È BUONA PER FARE BUSINESS: ANCHE LA "CACCIA ALLE STREGHE" - CINQUE COMUNI DI PIEMONTE, LIGURIA E VALLE D'AOSTA ORGANIZZANO UN "TOUR DELLE STREGHE": TRA IL QUATTROCENTO E IL CINQUECENTO, LA ZONA SAREBBE STATA POPOLATA DA MAGHE E FATTUCCHIERE COME GIOVANNA DE MONDURO, CHE FU MESSA AL ROGO - A LEVONE, NEL 1474, QUATTRO DONNE FURONO PROCESSATE, CON LA STESSA ACCUSA, NELLE CARCERI DEL CASTELLO DEI CONTI VALPERGA, A RIVARA - DON RENATO BERTOLLA, PARROCO DI MIAGLIANO, IN PROVINCIA DI BIELLA, TENTA DI FERMARE IL PROGETTO: "È MEGLIO LASCIAR PERDERE. QUESTO TERRITORIO HA ALTRE PECULIARITÀ..."
Estratto dell'articolo di Renato Moreschi Daniele Pasquarelli per “la Stampa”
Dalle prigioni di Cly al monastero di Rifreddo, dalle carte di Triora al Rio delle Masche, prende forma una mappa che prova a dare una nuova destinazione ai luoghi della paura. Dove un tempo si cercavano le prove di un patto con il diavolo, oggi si progettano itinerari e occasioni di crescita per i territori. Dal rogo al turismo: è la scommessa della Rete dei Comuni delle Streghe del Nord Ovest, che collega cinque paesi di Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta attraverso la memoria delle persecuzioni.
Il protocollo d'intesa ha riunito ieri al teatro Teresa Belloc di San Giorgio Canavese i rappresentanti di Levone, comune capofila nel Torinese, Miagliano nel Biellese, Rifreddo nel Cuneese, Saint-Denis in Valle d'Aosta e Triora, nell'Imperiese. A unirli sono storie documentate che attraversano due secoli, dal Quattrocento alla fine del Cinquecento. A Miagliano c'era una volta Giovanna de Monduro. Originaria del centro della valle Cervo, seguì il marito Antoniotto a Salussola, dove fu accusata di stregoneria.
Tornò nel paese d'origine per morirvi sul rogo, vicino al ruscello che ancora oggi conserva il nome di Rio delle Masche. Nell'area, l'amministrazione guidata da Alessandro Mognaz ha riqualificato l'antico lavatoio e prevede la posa di un'opera d'arte.
Chi pare non aver proprio gradito è il parroco del comune biellese, don Renato Bertolla: «A mio avviso era meglio lasciar perdere. Certo, siamo in democrazia e se l'amministrazione decide di intraprendere questo percorso, è libera di farlo. Ma questo territorio ha altre peculiarità e bellezze che varrebbe la pena far emergere». Una distanza che stride un po' rispetto agli altri punti d'incontro con il Comune: «Siamo uniti su molto altro. Ma su questo aspetto non ci siamo mai sentiti e parlati. E io non sono d'accordo». [...]
Ogni paese porta un capitolo diverso. A Levone, nel 1474, quattro donne (Antonia de Alberto, Francesca e Bonaveria Viglone, Margarota Braya) furono accusate di stregoneria e processate nelle carceri del castello dei conti Valperga, a Rivara. Dai verbali ai racconti popolari, la loro vicenda ha alimentato il ricordo delle «masche», le streghe della tradizione piemontese, alle quali oggi è dedicata la manifestazione «Levone 1474. I Giorni delle Masche».
A Rifreddo i processi si svolsero nel 1495, tra le mura del monastero di Santa Maria della Stella. Le accuse di «mascaria» sono al centro delle «Notti delle Streghe», con rappresentazioni che accompagnano i visitatori alla scoperta di quel passato. Saint-Denis riporta invece al 1428: nel castello di Cly fu imprigionata Johanneta Cauda, poi bruciata sul rogo con l'accusa di stregoneria.
A Triora, in valle Argentina, fu una lunga carestia a scatenare la ricerca dei colpevoli. Tra il 1587 e il 1589 sospetti e denunce portarono ai processi contro le presunte masche. I documenti, conservati nell'Archivio di Stato di Genova e riprodotti nel museo del paese, raccontano interrogatori e supplizi: la realtà dolorosa dietro il richiamo del borgo ligure che diventa appunto il «paese delle streghe». [...]



