migranti ceuta pedro sanchez giorgia meloni

OLÉ, ARRIVA LA VENDETTA DI SANCHEZ CONTRO MELONI! – DA OGGI, E PER UN MESE, LA SPAGNA HA RIPRISTINATO I CONTROLLI ALLE FRONTIERE PER SPOSTAMENTI PROVENIENTI DALL’ITALIA “A FRONTE DELLA PERSISTENTE PRESSIONE MIGRATORIA IRREGOLARE CHE GRAVA SUL PAESE TRANSALPINO” – LA DECISIONE ARRIVA DOPO CHE MADRID HA CHIESTO INUTILMENTE A ROMA DI RIPRISTINARE ENTRO DOMENICA IL TRATTATO DI SCHENGEN, SOSPESO IN SEGUITO AI FATTI DI CEUTA – PALAZZO CHIGI AVEVA ALZATO ULTERIORMENTE IL LIVELLO DELLO SCONTRO TRA I DUE PAESI DICHIARANDO DI “NON ACCETTARE ULTIMATUM PER CIÒ CHE RIGUARDA LA SICUREZZA NAZIONALE”. E LA DUCETTA HA ACCUSATO SANCHEZ: “IN EUROPA NON C'È SPAZIO  PER CHI ALIMENTA CANALI DELL'IMMIGRAZIONE CLANDESTINA PER AVERE MANODOPERA A BASSO COSTO” – LA COMMISSIONE UE CRITICA L'ARMATA BRANCA-MELONI PER LO STOP A SCHENGEN: “UNA MISURA NON PROPORZIONATA”

1. CEUTA, LA REAZIONE DI SÁNCHEZ DOPO LA CHIUSURA DI SCHENGEN "CONTROLLI AGLI ARRIVI DALL'ITALIA"

Estratto dell’articolo di Benedetta Perilli per “la Repubblica”

 

pedro sanchez giorgia meloni 2 6

Da oggi, e per un mese, la Spagna ha temporaneamente ripristinato i controlli alle frontiere interne di porti e aeroporti per spostamenti provenienti dall'Italia «a fronte della persistente pressione migratoria irregolare che grava sul Paese transalpino».

 

La decisione è arrivata ieri dopo che in giornata Madrid aveva lanciato un ultimatum al governo Meloni chiedendo lo stop entro domenica 9 agosto alla stretta sugli ingressi dalla Spagna voluta da Roma dopo i fatti di Ceuta, pena l'emissione di «misure proporzionali».

 

migranti a ceuta 3

L'Italia, con una nota di Palazzo Chigi aveva alzato ulteriormente il livello dello scontro tra i due Paesi annunciando di lasciare lo spazio chiuso almeno fino al 15 agosto e dichiarando di «non accettare ultimatum per ciò che riguarda la sicurezza nazionale ed il controllo delle frontiere».

 

[…]

 

L'attacco italiano alle politiche del governo socialista di Pedro Sánchez non si arresta qui: ieri Giorgia Meloni, senza citare la Spagna, ha lanciato un messaggio tra le righe in un video alla vigilia della cerimonia di Marcinelle: «L'8 agosto sarà presto proclamata "Giornata europea per le vittime sul lavoro": una giornata per affermare che in Europa non c'è spazio alcuno per chi alimenta canali dell'immigrazione clandestina per avere manodopera a basso costo e rivedere al ribasso i diritti».

 

pedro sanchez giorgia meloni

E in serata il Viminale ha diffuso i dati sui controlli ripristinati dopo Ceuta: sarebbero una quindicina i migranti irregolari bloccati in cinque aeroporti del nord, tra questi alcuni cittadini marocchini, sebbene sia impossibile sapere se abbiano fatto ingresso in area Schengen con la crisi dell'exclave.

 

Infine l'affondo è arrivato anche dagli Stati Uniti, con un messaggio pubblicato su X dal Dipartimento di Stato: «L'invasione dei migranti a Ceuta è una diretta conseguenza del vergognoso rifiuto del governo spagnolo di difendere la propria sovranità, mettere in sicurezza i propri confini e proteggere il proprio popolo», si legge.

 

migranti a ceuta 1

Resta il fatto che per Madrid, quella dell'Italia è stata «una misura senza precedenti nella storia recente» che ha compromesso la mobilità di migliaia di passeggeri in piena estate. Per questo dopo le tensioni dei giorni scorsi con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, secondo la ricostruzione della stampa nazionale, l'omologo spagnolo José Manuel Albares avrebbe fatto pressioni sul governo Meloni per sospendere i controlli.

 

Senza esito però, fino alla dura decisione di ieri preceduta dall'ultimatum nel quale si spiegava che l'Italia si era mossa «senza avvisi e con motivazioni pretestuose non conformi né a Schengen né alla realtà dei fatti». Per poi ribadire che nessuno dei migranti entrati irregolarmente a Ceuta ha potuto accedere liberamente allo spazio Schengen, visto che la città autonoma gode di un regime speciale extra accordo che la sigilla.

 

E ricordare infine che l'Italia non rispetta dal 2022 il regolamento di Dublino, la legge Ue sulle competenze in materia di domande d'asilo. […]

 

2. TUTTI I DUBBI DI BRUXELLES SUL PRIMO STOP DI ROMA "UNA MOSSA INGIUSTIFICATA"

Estratto dell’articolo di Claudio Tito per “la Repubblica”

 

ursula von der leyen giorgia meloni - foto lapresse

I dubbi sono tanti e negli uffici della Commissione europea sono crescenti. La sospensione dell'area Schengen da parte dell'Italia sta provocando diverse perplessità a Bruxelles. Che si basano sul testo del nuovo Regolamento entrato in vigore circa due anni fa.

 

Il commissario agli Affari Interni, l'austriaco Magnus Brunner, è in contatto costante con i tutti 27 "colleghi" e quindi anche con il capo del Viminale, Matteo Piantedosi. Le incertezze sulla reale indispensabilità della misura assunta da Roma, dunque, sono state informalmente comunicate.

 

migranti a ceuta 4

Ma, come spesso accade ai piani alti di Palazzo Berlaymont, si cerca di evitare lo scontro pubblico e diretto con il governo italiano. Confidando sul ripristino della libertà di circolazione in tempi brevi. […]

 

 Ed è evidente che se Palazzo Chigi ripristina lo spazio Schengen, il parere diventerà superfluo. Concetto ben illustrato nei contatti delle ultime ore.

 

Il punto di partenza assunto dall'esecutivo comunitario è che «le autorità spagnole e marocchine hanno lavorato in modo efficiente ed efficace nella gestione dei rimpatri di coloro che sono entrati illegalmente a Ceuta dal Marocco». In più gli stessi uffici di Bruxelles giudicano avvalorate dai fatti le comunicazioni spagnole secondo cui finora è stato impedito con successo il proseguimento illegale del viaggio verso la Spagna continentale e il resto d'Europa.

 

pedro sanchez giorgia meloni 2 5

Tutto questo è già in contrasto con il Regolamento rivisto nel 2024. In effetti basta leggerlo per capire l'origine dei dubbi della Commissione. L'articolo 25, infatti, stabilisce che «una minaccia grave per l'ordine pubblico o la sicurezza interna può considerarsi derivare in particolare da: attentati o minacce di tipo terroristico, e minacce apportate da forme gravi di criminalità organizzata;

 

emergenze di sanità pubblica su vasta scala; una situazione eccezionale caratterizzata da spostamenti non autorizzati improvvisi e su vasta scala di cittadini di paesi terzi tra Stati membri; eventi internazionali di ampia portata o alto profilo».

 

giorgia meloni e matteo piantedosi alla camera foto lapresse

[…]  Il governo italiano si è allora avvalso dell'articolo 25 bis: «Quando una minaccia grave per l'ordine pubblico o la sicurezza interna di uno Stato membro è imprevedibile e richiede un'azione immediata, lo Stato membro può, in via eccezionale, ripristinare immediatamente il controllo di frontiera alle frontiere interne». Cioè senza una comunicazione preventiva.

 

Ma questo può avvenire per non più di un mese e l'eventuale proroga deve essere autorizzata per non più di tre mesi. Il nodo poi si stringe intorno all'articolo 27 bis, secondo cui la Commissione deve emettere un parere che includa «almeno» una «valutazione della conformità del ripristino o della proroga del controllo di frontiera alle frontiere interne ai principi di necessità e proporzionalità» e «se siano state esaminate a sufficienza misure alternative per rispondere alla minaccia grave».

 

migranti a ceuta 5

E, appunto, sulla base delle constatazioni fatte da Palazzo Berlaymont e al vertice straordinario dei ministri degli Interni svoltosi martedì scorso, «i principi di proporzionalità» non sussistono. […]

magnus brunnerpedro sanchez e giorgia meloni

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