“SIAMO DEVASTATI. È UNO DEI MOMENTI PIÙ BRUTTI DELLA MIA CARRIERA” – PARLA LA PRESIDE DELL’ISTITUTO FREQUENTATO DALL’11ENNE CHE HA PARTECIPATO AI SACCHEGGI A MILANO ED E’ STATO IMMORTALATO IN FOTO E VIDEO MENTRE SCAPPA CON ROBA RUBATA DAI NEGOZI: “E’ ARRIVATO QUATTRO ANNI FA, DAL MAROCCO MA NON È CHIARO SE PRIMA FREQUENTASSE LA SCUOLA. È STATO AVVIATO PER LUI UN PROGETTO EDUCATIVO PERSONALIZZATO. HA DELLE FRAGILITÀ, ANCORA NON PARLA BENE IN ITALIANO, FATICA A RIMANERE IN CLASSE PER TUTTE LE ORE. LUNEDÌ ERA IN CLASSE, COME SE IL GIORNO PRIMA NON FOSSE ACCADUTO NULLA. CON LA SUA FAMIGLIA ABBIAMO UN RAPPORTO NON SEMPLICE…” – “I COMPAGNI HANNO VISTO I SUOI VIDEO E SI SONO SPAVENTATI. LUI DUBITIAMO CHE SI SIA RESO CONTO. A CAUSA DELLE CHAT, L’ACCOUNT WHATSAPP DI ALCUNI RAGAZZI È STATO HACKERATO. TEMIAMO CHE IL VEDERSI FAMOSO SUI SOCIAL SIA CONTROPRODUCENTE PER LUI E NON COMPRENDA COSA È ACCADUTO…” - VIDEO!
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'E UNA SCHEGGIA IMPAZZITA' - CHI E' YOUSEF, L'11ENNE COINVOLTO NEGLI SCONTRI DI MILANO-HA INVESTITO
Estratto dell’articolo di Giovanna Maria Fagnani per il “Corriere della Sera”
Preside, come ci si sente quando accade una cosa del genere?
YOUSEF, IL RAGAZZINO DI 11 ANNI, COINVOLTO NEGLI SCONTRI A MILANO
«Ci si sente devastati».
Il bambino di undici anni in passamontagna — il più giovane tra i manifestanti identificati dopo gli scontri dello scorso fine settimana a Milano — immortalato in foto e video diventati virali mentre scappa con roba rubata dai negozi o cerca di sfondare i vetri di un supermercato, va regolarmente a scuola. Frequenta le medie in uno degli istituti comprensivi del quartiere Barona. Una scuola con 1.400 studenti, un’utenza variegata e progetti all’avanguardia.
Come avete saputo che era coinvolto negli scontri?
«Già domenica hanno cominciato a girare i video. I suoi occhi, bellissimi, sono inconfondibili. È uno dei momenti più brutti che ho vissuto nella mia carriera».
YOUSEF, IL RAGAZZINO DI 11 ANNI, COINVOLTO NEGLI SCONTRI A MILANO
Quando è arrivato a scuola da voi?
«Quattro anni fa, dal Marocco, in quarta primaria, ma non è chiaro se prima frequentasse regolarmente la scuola. Accanto ai corsi di alfabetizzazione, dalla prima media è stato avviato per lui un progetto educativo personalizzato».
Che alunno è?
«Ha delle fragilità, ancora non parla bene in italiano, fatica a rimanere in classe per tutte le ore, ma non ha mai partecipato a risse o ad atti di vandalismo. In classe è abbastanza inserito […] E poi è sempre in movimento con il monopattino. Il programma stilato per gli alunni come lui serve a prevenire la cosiddetta “dispersione implicita” e a portarli almeno agli obiettivi minimi. Lui frequenta la scuola con piacere ed è molto legato ai suoi insegnanti di riferimento, quelli che hanno con lui un rapporto uno a uno».
YOUSEF, IL RAGAZZINO DI 11 ANNI, COINVOLTO NEGLI SCONTRI A MILANO
È già tornato a scuola?
«Lunedì era in classe, come se il giorno prima non fosse accaduto nulla. Martedì era assente, poi è tornato».
Gli avete chiesto perché ha partecipato agli assalti?
«Non ancora. Lo faranno i suoi docenti di riferimento, nei prossimi giorni. Non so se ci risponderà».
Che rapporto avete con la famiglia?
YOUSEF, IL RAGAZZINO DI 11 ANNI, COINVOLTO NEGLI SCONTRI A MILANO
«Non semplice».
I compagni hanno visto i suoi video?
«Sì e si sono spaventati. Lui dubitiamo che si sia reso conto. Intanto il clima in classe è cambiato. A causa delle chat, l’account WhatsApp di alcuni ragazzi è stato hackerato. Temiamo che il vedersi famoso sui social sia controproducente per lui e non comprenda cosa è accaduto. Abbiamo deciso che proseguirà il suo programma didattico rinforzato, ma rimanendo fuori dalla classe. […]». […]