q8 italia giorgia meloni

BASTERANNO TRE POMPE A BASSO COSTO PER CALMARE GLI ITALIANI? - DOPO ENI E IP, ANCHE Q8 DECIDE DI CALMIERARE I PREZZI DEI CARBURANTI COMMERCIALIZZATI SUL MERCATO ITALIANO A PARTIRE DAL 1 OTTOBRE - LE LUNGHE CODE DEGLI AUTOMOBILISTI, PER I PIENI SCONTATI DOPO IL TETTO DECISO DAI COLOSSI PETROLIFERI, HANNO CAUSATO IL "TUTTO ESAURITO" IN ALCUNI DISTRIBUTORI - LA RABBIA DEGLI OPERATORI INDIPENDENTI, CHE PENSANO DI RIVOLGERSI ALL'ANTITRUST DENUNCIANDO "CONCORRENZA SLEALE": NON POSSONO PERMETTERSI DI APPLICARE PREZZI PIU’ BASSI E RAPPRESENTANO OLTRE UN TERZO DELLE STAZIONI DI RIFORNIMENTO… - VIDEO   

 

 

1. Q8 ACCOGLIE INVITO GOVERNO, PRICE CAP A PREZZO CARBURANTI

DISTRIBUTORE DI CARBURANTI Q8

(ANSA) - "Q8 Italia, accogliendo l'invito del governo italiano, applicherà un price cap sulla benzina e sul gasolio, confermando il proprio impegno a sostegno dei consumatori". Lo si legge in una nota della società secondo cui "il price cap avrà durata di 30 giorni a partire dal primo ottobre ed è volto a generare benefici tangibili per gli automobilisti".
 
"Il tetto massimo dei prezzi si applicherà con un approccio modulare, coerente con le diverse realtà che compongono il sistema di distribuzione dell'Azienda. La Q8 Italia supporterà opportunamente i gestori ed i partner per garantire la sostenibilità economica dell'intera filiera".
 
2 - AUTOMOBILI IN CODA E «TUTTO ESAURITO» PER IL PIENO SCONTATO IP SI ADEGUA AL TETTO ENI 
Estratto dall’articolo di F.Ch. per il “Corriere della Sera” 
 
Macchine in coda per fare benzina o gasolio con il «tetto» e automobilisti felici di pagare il pieno da 50 litri circa otto euro e mezzo in meno. 
 
[...] È partito ieri e durerà almeno 30 giorni il «price cap» ai carburanti: dalla mattina presto per le stazioni Eni/Enilive, a partire dalla pausa pranzo anche dai primi distributori Ip, che ha annunciato di aderire all’appello del governo domenica scorsa nel tardo pomeriggio. 

pompe di benzina eni

 
Con la verde a 1,99 euro e il diesel a 2,19 euro, è capitato quello che era prevedibile: una corsa alla pompa, che ha portato alcune stazioni a esporre il cartello «tutto esaurito». La logistica avrà i suoi tempi per riempire di nuovo i serbatoi. Intanto, le compagnie hanno comunicato il numero di distributori dove il tetto è stato applicato ieri. 
 
Alle ore 17 oltre il 90% delle stazioni di servizio a marchio Eni/Enilive (su 3.875) aveva adeguato i listini. Ip è partita con 300 per poi salire a 600 in serata, tra rete stradale e (meno) autostradale.

 

Come annunciato da Socar, il gruppo azero che a maggio ha rilevato Italiana Petroli, l’iniziativa è progressiva e partirà dagli impianti di proprietà, circa 2 mila sui 4.500 complessivi. 

caro carburanti - benzina

 
Finora dunque i prezzi sono scesi in 4 mila stazioni e in totale ce ne sono quasi 22 mila. Lo sconto si è diluito in termini di prezzi medi nazionali, che non sono scesi di molto. 
 
In autostrada da due giorni fa a ieri, primo giorno di applicazione del tetto — ha calcolato l’Unione nazionale consumatori — il prezzo medio a livello nazionale è sceso di 3,9 centesimi per il gasolio, pari a 1,95 euro per un pieno di 50 litri, mentre la benzina è diminuita di 4 centesimi, due euro in meno a rifornimento. Per farli scendere ulteriormente altri operatori dovrebbero applicare un calmiere. [...]

 

Nel frattempo, protestano le categorie che stanno subendo più di altre il caro-carburanti per la quantità che consumano per via della loro attività, in primis camionisti , tassisti e Ncc (noleggio con conducente), che si preparano alla mobilitazione. Il Comitato autotrasportatori siciliani ha proclamato il fermo dalle 00.01 del 16 ottobre e ha annunciato che la protesta continuerà fino a quando non sarà convocato dal governo. 

Stazioni carburanti

 
Anche i tassisti chiedono un incontro con l’esecutivo, altrimenti — avvertono — sarà sciopero. «Le nostre tariffe — dice Loreno Bittarelli, presidente di ItTaxi — sono decise dai Comuni e noi non possiamo applicare rincari senza il loro via libera». Il problema, spiega Bittarelli, è che gli stessi Comuni «fanno finta di niente» e «il governo non ci convoca». 
 
3 - I GESTORI DI ASSOPETROLI: IL LIMITE VA ESTESO ALLA RETE DEI DISTRIBUTORI 
Estratto dall’articolo di Fausta Chiesa per il “Corriere della Sera” 
 

giorgia meloni gilberto pichetto fratin - foto lapresse

Come fa il gestore di una stazione di servizio che compra i prodotti raffinati all’ingrosso da una major del petrolio ad applicare il tetto ai prezzi se il prodotto che vende gli costa lo stesso o anche di più rispetto al price cap ?

 

È a questa domanda che bisogna rispondere per capire perché i cosiddetti «retisti», cioè i distributori indipendenti, non si possano permettere di applicare prezzi più bassi se non saranno trovate soluzioni per non farli lavorare in perdita. Sono piccoli, ma sono tanti: rappresentano oltre un terzo delle stazioni di rifornimento. 

 
Ieri mattina l’associazione che li rappresenta, Assopetroli-Assoenergia, si è riunita e ha poi scritto al governo. «Le iniziative annunciate — ha dichiarato Andrea Rossetti, presidente di Assopetroli-Assoenergia — sono positive. Il passo successivo è estenderne i benefici a tutto il mercato.

 

Dobbiamo fare in modo che la calmierazione raggiunga anche le imprese che oggi ne restano escluse e mettere la distribuzione indipendente nelle condizioni di trasferire lo stesso beneficio ai propri clienti. Chiediamo quindi al governo di aprire un confronto con l’intera filiera distributiva per individuare insieme le soluzioni necessarie affinché le misure contro il caro carburanti siano generalizzate, realmente efficaci e non discriminatorie». 

aumenti carburanti

 
Assopetroli ha fatto notare che se il tetto non sarà esteso a tutti si avranno due conseguenze. La prima è che la misura resterà parziale. Autotrasporto, industria, agricoltura, pesca, cantieri e gli altri utilizzatori che acquistano carburante attraverso il canale all’ingrosso continuano oggi a pagarlo alle normali condizioni di mercato e non beneficiano della calmierazione. 
 
La seconda è che i piccoli saranno messi fuori mercato perché non potranno permettersi di avere prezzi concorrenziali. Ieri alcune «pompe bianche», cioè i piccoli operatori indipendenti, per evitare di perdere clienti hanno applicato il tetto.  [...]

aumenti carburanti 5

 
In allarme sono anche i sindacati dei benzinai. Il tetto «ha provocato una serie di ripercussioni sui gestori che saranno oggetto di confronto, eventualmente vertenziale, con le compagnie petrolifere», fanno sapere le organizzazioni dei gestori Faib Confesercenti e Fegica. Figisc-Confcommercio (Federazione italiana gestori impianti stradali carburanti) chiede al governo una convocazione dei gestori per valutare le tutele economiche necessarie affinché queste iniziative siano sostenibili per tutte le imprese. 
 

aumenti carburanti 2

«I gestori — riporta la nota — condividono l’obiettivo di tutelare i consumatori, di cui conoscono le difficoltà. Allo stesso tempo, qualsiasi intervento sulla rete carburanti deve tenere conto delle condizioni di migliaia di piccole e medie imprese che, da Aosta a Trapani, spesso 24 ore su 24, assicurano il servizio ai cittadini e rappresentano un presidio essenziale sul territorio». 
 
Figisc-Confcommercio chiede che, nella definizione delle misure, sia coinvolta anche la categoria e siano previste le necessarie tutele economiche, affinché gli interventi a favore delle famiglie possano essere efficaci e sostenibili per tutti gli operatori della filiera. [...

caro carburanti in italiaaumenti carburanti 6caro carburanti - benzina

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