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PER GLI AGNELLI TUTTE LE STRADE PORTANO IN SVIZZERA – LA PROCURA DI ROMA, CHE INDAGA SULLA PRESUNTA ESPORTAZIONE ILLECITA DI 16 QUADRI DELLA COLLEZIONE D’ARTE DI GIANNI AGNELLI, HA MESSO NEL MIRINO LE DUE FIDUCIARIE “SIMON” E “NOMEN” CHE SAREBBERO UTILIZZATE DA JOHN ELKANN PER GLI AFFARI PIÙ RISERVATI – MARGHERITA AGNELLI, CHE HA SCATENATO LA GUERRA LEGALE CONTRO I TRE FIGLI PER L’EREDITÀ DEI GENITORI, È CONVINTA CHE LE OPERE D’ARTE SIANO IN SVIZZERA E CHE LE FIDUCIARIE SIANO LO STRUMENTO PER “COPRIRE” I DIPINTI – GIÀ NEL 2022 LA POLIZIA ELVETICA, A CACCIA DEI QUADRI, AVEVA PERQUISITO IL BOX N. 253 DEL PUNTO FRANCO DI CHIASSO, STRUTTURA UTILIZZATA PER STIPARE BENI DI INGENTE VALORE IN MANIERA ANONIMA. MA IL BOX ERA VUOTO...

Articolo Di Ettore Boffano ed Emanuele Bonaccorsi per “il Fatto Quotidiano”

 

john elkann margherita agnelli

Gli appellativi sono forse un po’ stravaganti, “Simon Fiduciaria” e “Nomen Fiduciaria”, partoriti però molti anni fa dalla genialità giuridica di Franzo Grande Stevens, l’avvocato torinese a lungo consigliere di Gianni Agnelli. Quei nomi indicano così da decenni le due società utilizzate in Italia (e con importanti link esteri) dal “signor Fiat”: per gestire gli affari più riservati.

 

Meccanismi fiduciari, appunto, mai abbandonati pure da John Elkann, nipote di Gianni. Ora, anche quelle strutture giuridiche segnate dalla segretezza sono all’attenzione della Procura di Roma (il pm è Stefano Opilio) e del Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Beni Culturali che indagano sulla presunta esportazione illecita delle opere più importanti della collezione d’arte dell’Avvocato e della moglie, Marella Caracciolo.

 

the stairway of farewells giacomo balla

[...] gli uffici di Torino delle fiduciarie, in via Giannone 10, erano già stati perquisiti nel febbraio del 2024, quando la Procura di Torino aveva fatto scattare il blitz per l’inchiesta – sull’eredità Agnelli e la residenza svizzera di Marella – nella quale Elkann è indagato per truffa ai danni dello Stato e frode fiscale per dichiarazioni fraudolente.

 

Le Fiamme Gialle avevano sequestrato polizze assicurative riconducibili, tramite proprio Simon Fiduciaria, al presidente di Stellantis. per un valore (nel 2018) di 360 milioni di euro e ubicate in Irlanda e in Liechtenstein.

 

La novità è che la riservatezza delle fiduciarie potrebbe “coprire” anche importantissime opere d’arte un tempo dei coniugi Agnelli. Ad accendere un faro su questa possibilità è stata, ancora una volta. la loro unica erede diretta: la figlia Margherita Agnelli. Che, da anni, ha avviato iniziative giudiziarie per rivendicare l’eredità dei genitori. Una causa civile a Torino contro i figli John, Lapo e Ginevra Elkann ed esposti che hanno generato l’inchiesta della Procura torinese sull’eredità Agnelli e poi una prima indagine a Milano sulla collezione d’arte (per riciclaggio).

 

study for a pope iii e iv francis bacon

Gli atti dell’inchiesta milanese ora sono finiti per competenza a Piazzale Clodio che ha cominciato a indagare, dopo la messa in onda di un servizio di Report, per il reato di esportazione illecita. Al pm di Roma i legali di Margherita hanno trasmesso molte segnalazioni sulle vicende di quel patrimonio artistico.

 

Una indica 16 opere presenti nei vecchi elenchi della collezione e che, secondo le ricostruzioni dei legali, potrebbero portare proprio a quelle fiduciarie:per conto di chi è tutto da capire. Fiduciarie che, nel frattempo, dopo che Elkann aveva interrotto bruscamente la collaborazione di Grande Stevens, sono passate in gestione alla torinese Ersel Società di Intermediazione Mobiliare, e riunite nella Simon Spa.

 

Un investigatore svizzero, Andrea Galli, che da anni collabora con Margherita Agnelli, alla fine del 2022 ha redatto una relazione (basata su fonti confidenziali) secondo la quale le 16 opere sarebbero state conservate nel box n. 253 del Punto Franco di Chiasso, una grande struttura elvetica utilizzata per stipare beni di ingente valore in maniera anonima e riservata.

 

gianni e marella agnelli a villa frescot

Una prima informativa di Galli, corredata anche da fotografie, era stata già trasmessa all’inizio di quello stesso anno al procuratore aggiunto di Milano Eugenio Fusco, che aveva avviato le indagini. In essa si parlava, anche in quel caso, di Chiasso e dei capolavori di Balla, de Chirico e Monet scomparsi, secondo Margherita, dalle abitazioni di Torino e Roma dell’Avvocato e sostituite con delle copie.

 

Il 7 luglio 2022, in seguito a una rogatoria il box 253 era stato perquisito dalla polizia elvetica ed erano stati sentiti il titolare della M.Ars SA, Giovanni Gabriele Martino, affittuario del box e figlio del defunto Massimo Martino (un commerciante d'arte di fiducia di Gianni Agnelli), il suo collaboratore Gennaro Martusciello, il direttore del Punto Franco, Antonio Sala, e il dirigente della società di trasporti Mobel Transport, Peter Thomas Lang.

 

JOHN ELKANN CON LA MADRE MARGHERITA AGNELLI AL SUO MATRIMONIO CON LAVINIA BORROMEO

Il box 253, però, era risultato vuoto: un singolare e misterioso trasloco, avvenuto proprio sei giorni prima, ne aveva trasferito il contenuto nella Cabina 15 del Punto Franco. Ma anche lì, gli agenti cantonali non avevano rintracciato nessuna delle opere della Collezione Agnelli così come non avevano dato risultati i controlli sugli elenchi d’ingresso e gli inventari della Dogana, verificati però solo per quanto riguardava gli ultimi 10 anni. Fusco, a quel punto, aveva deciso l’archiviazione per Martino figlio e Martusciello, unici indagati nell'inchiesta.

 

I legali di Margherita adesso chiedono agli inquirenti romani di avviare una nuova rogatoria in Svizzera, per accertare l’eventuale presenza dei 16 quadri e, in particolare, di un possibile riferimento alle fiduciarie (Nomen, Simon e Fidersel) negli elenchi d’ingresso della Dogana degli ultimi 20 anni.

 

mistery and melancholy of a street giorgio de chirico

Tra quei capolavori ci sarebbero opere di Carlo Carrà, Max Ernst, Wassily Kandinsky, Paul Klee e Juan Mirò, oltre ai Balla, de Chirico e Monet ai quali adesso stanno dando la caccia i Carabinieri del nucleo di tutela dei Beni Culturali.

 

Se pochi dubbi, data la grande mole di documenti in possesso degli inquirenti, vi sono sul fatto che alcuni opere abbiano lasciato l’Italia senza permesso tra il 2006 e il 2016 (cioè dopo la morte dell’Avvocato), non ci sono al momento prove invece su chi abbia ordinato l’esportazione illecita e come e quando esattamente essa sarebbe avvenuta. [...]

nudo di profilo balthusJOHN ELKANN E MARGHERITA AGNELLI gianni agnelli e marella caracciolopho xai jean leon geromejohn elkann margherita agnelli

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