antonella di ielsi e sara di vita ricina

PERCHÉ GLI INQUIRENTI CHE INDAGANO SULLE MORTI DI ANTONELLA DI IELSI E SARA DI VITA HANNO SEQUESTRATO SOLO IL CELLULARE DI ALICE, FIGLIA E SORELLA DELLE VITTIME? – LA RAGAZZA (NON INDAGATA) SI SAREBBE SEGNATA SULLE NOTE DEL TELEFONINO TUTTI I CIBI CONSUMATI DALLA FAMIGLIA TRA IL 22 E IL 25 DICEMBRE (COME MAI?) – LA SERA DEL 23 DICEMBRE, QUANDO LE DUE VITTIME AVREBBERO MANGIATO DEL CIBO CONTAMINATO CON DELLA RICINA, LA 19ENNE NON CENÒ CON LA FAMIGLIA – LE RICERCHE SULLO SMARTPHONE SI CONCENTRANO SULLE CHAT E MAIL SCAMBIATE CON ALTRE 11 PERSONE: SEMBREREBBE CHE LA RAGAZZA ABBIA UN AMICO CHE FREQUENTA L'ISTITUTO AGRARIO DI RICCIA (NEI MESI PRECEDENTI ALLA MORTE DELLE DUE, DAI PC DELLA SCUOLA SAREBBERO STATE FATTE DELLE RICERCHE SUL VELENO)

1 - CHAT, MAIL, CHIAMATE E SOCIAL LE RICERCHE SUL CELLULARE DI ALICE SI CONCENTRANO SU UNDICI NOMI

Estratto dell’articolo di Alessandro Fulloni per il "Corriere della Sera"

la famiglia di vita

 

Il cellulare di Alice Di Vita è nelle mani della Mobile dallo scorso 13 aprile. «Ma lo abbiamo solo acquisito, e non sequestrato» puntualizzano per ribadire che la 19enne non è indagata, restando parte offesa. Impossibile stabilire se gli esperti della Scientifica vi abbiano già dato una sommaria occhiata, cercando chat, ricerche sul web, video e foto di quei drammatici giorni sotto Natale, in vista dell’«accertamento irripetibile» previsto martedì.

 

Ma è certo che l’appuntamento, finalizzato a ottenere la copia forense dell’iPhone 12, costituisce uno snodo importante in quest’indagine, sinora contro ignoti, che la Procura di Larino conduce per doppio omicidio premeditato. Parliamo delle morti per un avvelenamento dovuto alla letale ricina — ipotesi confermata ieri dal Centro antiveleni di Pavia — della mamma e della sorella di Alice, Antonella Di Ielsi, 50 anni e Sara, 15.

sara di vita

 

In Questura, il cellulare della giovane sarà esaminato davanti agli avvocati dei cinque medici dell’ospedale di Campobasso indagati per omicidio colposo avendo sottovalutato — era l’iniziale convinzione degli inquirenti — i malori di madre e figlia segnalati al Pronto soccorso. Un’ipotesi di reato che sta sciogliendosi, vista la direzione presa dall’inchiesta.

 

[…] Tra cinque giorni sarà scandagliato quanto custodito nel cellulare della liceale tra cui spostamenti e alcune «note» sui pasti consumati dalla famiglia tra il 22 dicembre e Natale. Gli investigatori recupereranno chat «inerenti ai contatti» della ragazza con papà, mamma e sorella. […]

 

[…] Il clima di quei giorni sarà ricostruito anche grazie a «chat e mail» scambiate, pure sui social, con altre 11 persone «che a vario titolo intrattenevano rapporti con Alice». […] Un elenco in cui compare anche Laura, la cugina di Gianni ospitato, con la figlia, proprio da lei, in una casa a Pietracatella di fronte a quella sotto sequestro dei Di Vita.

 

Presto la donna dovrebbe essere chiamata per un terzo interrogatorio. A La Vita in diretta , l’avvocato Facciolla ribadisce «che Gianni non è preoccupato dall’evoluzione dell’indagine». Quanto a Laura, «lui esclude categoricamente il coinvolgimento di lei» nel duplice delitto.

antonella di ielsi

 

Ma perché è stato sequestrato solo il cellulare della 19enne? Se la procuratrice Antonelli si limita a dire di «esigenze tecniche», Facciolla ipotizza che «gli inquirenti vogliano fare le attività di indagine un po’ alla volta. Forse ora si stanno concentrando su un aspetto, poi lo faranno su altro».

 

Circa i dati che andranno a comporre la copia forense del telefonino, si risalirà all’indietro sino al 1° dicembre, dunque un mese prima dei decessi. «Ma è un tempo troppo breve, bisognerebbe scavare da ancora prima» puntualizza Pietro Terminello, legale di uno dei medici pronto a inoltrare un’istanza dopo aver inoltrato una memoria difensiva in Procura in cui si adombra l’ipotesi di un avvelenamento in due tappe. Dubbioso, osserva: «Dimesse la sera del 26, si sono aggravate all’indomani. Forse hanno ingerito ricina anche a Santo Stefano».

 

antonella di ielsi e sara di vita

L’indagine procede a 360 gradi e non è un modo di dire: c’è da chiarire perché da un computer dell’Istituto agrario del Fortore, dietro Pietracatella, qualcuno abbia fatto ricerche sulla ricina. In quella stessa scuola, peraltro, è anche coltivata la pianta del ricino.

 

Poi si scava, soprattutto, sul passato sentimentale dell’ex sindaco pd, ed ex tesoriere regionale, di Pietracatella Gianni. Considerato da tutti in paese un uomo charmant , che piace alle donne. E chissà se dietro quel veleno indirizzato a casa sua attorno al 23 dicembre, quando i Di Vita cenarono assieme senza Alice, fuori per una pizza, non ci sia proprio una mano femminile.

 

2 - “INTOSSICATE CON LA RICINA” CACCIA AGLI APPUNTI SUI MENU NELLO SMARTPHONE DI ALICE

Estratto dell’articolo di Alessandra Ziniti per "la Repubblica"

 

ricina

La conferma attesa da giorni è arrivata: su Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi, le due vittime del giallo di Pietracatella, è stata riscontrata una «grave intossicazione da ricina». Lo scrivono gli esperti del Centro antiveleni di Pavia nella relazione inviata alla procura di Larino, sottolineando che la sostanza è «in concentrazioni compatibili con un quadro di intossicazione acuta nei campioni ematici prelevati durante le autopsie».

 

Intanto si continua a scavare nell'Iphone di Alice Di Vita. […]  Nelle settimane precedenti all'avvelenamento, nei giorni di Natale in cui le due donne hanno fatto avanti e indietro dall'ospedale di Campobasso, ma anche nei mesi successivi, in cui si è proceduto contro i medici, accusati di non averle curate a dovere. Fino alle ultime settimane, quando l'indiscrezione sulla ricina, filtrata dal centro antiveleni, ha fatto virare l'indagine sulla gravissima ipotesi di reato di duplice omicidio premeditato.

 

antonella di ielsi con il marito gianni di vita e le figlie

Le conversazioni della ragazza, dunque, ma anche la cronologia delle sue ricerche sul web, la posizione del suo telefonino nei giorni cruciali e le note in cui sarebbero stati segnati tutti cibi consumati in casa tra il 22 e il 25 dicembre. […] Ma perché solo il cellulare di Alice e non quello del padre Gianni? E neanche quelli delle due vittime, rimasti nella casa di Pietracatella?

 

«Probabilmente perché Alice è l'unica a non essere mai stata male e in quei giorni veicolava le informazioni tra i vari membri della famiglia. Ma siamo pronti a mettere a disposizione anche gli altri», dice l'avvocato Vittorino Facciolla che difende Gianni e Alice.

 

La copia forense del cellulare di Alice verrà effettuata martedì alla questura di Campobasso, alla presenza dei legali delle parti, tra cui quelli dei cinque medici dell'ospedale del capoluogo molisano indagati per un'ipotetica colpa medica quando di ricina nulla si sapeva.

 

ricina

La procuratrice Antonelli vuole estrapolati i dati degli ultimi 5 mesi, dall'1 dicembre ad oggi, ma i legali di uno dei sanitari indagati, Pietro Terminiello e Graziella De Rio, ieri hanno depositato un'istanza per retrodatare di sei mesi le verifiche: «Crediamo che per rendere efficace l'accertamento si debba andare più indietro», dice l'avvocato Terminiello.

 

Ma ecco cosa la procuratrice Antonelli vuole sapere da quel telefonino. Innanzitutto – si legge nel provvedimento di sequestro – «le chat inerenti ai contatti di Alice con i componenti del nucleo familiare, finalizzate ad accertare i rapporti intercorrenti tra di loro e le ultime comunicazioni con le vittime anche per riscontrare le responsabilità dei sanitari in ordine alle cure prestate nei diversi ricoveri».

 

Poi: «Copia delle note salvate dalle quali risulta annotazione dei pasti consumati dalla famiglia fra il 22 e il 25 dicembre», «la cronologia della navigazione Internet per acquisire la documentazione inerente ai fatti», la «rilevazione della posizione del dispositivo, degli indirizzi email e degli account social». Ma gli inquirenti sono interessati anche alle conversazioni della ragazza con una serie di persone (i cui nomi sono espressamente citati e tra questi la zia Laura) «con cui Alice può aver commentato, anche dopo la morte della madre e della sorella, l'operato dei medici».

ricina

 

Da indiscrezioni sembrerebbe che la ragazza abbia un amico che frequenta l'istituto agrario di Riccia in cui gli investigatori hanno compiuto accertamenti (anche sui pc) e anche il padre conoscerebbe una professoressa che è tra i testimoni ascoltati nei giorni scorsi.

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