LA PESTE E LA SIBERIA HANNO UNA LUNGA STORIA - NELLA REGIONE REMOTA DELLA RUSSIA, CHE ORA È ALLE PRESE CON LA MORTE DELLA RICERCATRICE DARYA SHILIPOVA, È STATA REGISTRATA LA PRIMA EPIDEMIA CAUSATA DAL BATTERIO: GIÀ 5.500 ANNI FA LA PESTE AVEVA COLPITO COMUNITÀ ISOLATE DI CACCIATORI-RACCOGLITORI - I RICERCATORI HANNO ANALIZZATO IL DNA DI 46 INDIVIDUI VISSUTI TRA 9 MILA E 5 MILA ANNI FA: IL BATTERIO "YERSINIA PESTIS" E’ STATO ISOLATO IN BEN IL 39% DEI CASI, RIVELANDO L'ESISTENZA DI DUE DISTINTE ONDATE EPIDEMICHE SEPARATE DA CIRCA QUATTRO O SEI SECOLI...
Estratto da https://www.focus.it/
Finora si riteneva che le epidemie di peste fossero nate una conseguenza della rivoluzione neolitica: l'aumento della densità di popolazione e la vicinanza con gli animali domestici erano considerati requisiti indispensabili per la diffusione del contagio.
Uno studio pubblicato su Nature, basato sull'analisi del DNA antico estratto da resti umani nei pressi del Lago Bajkal (nella Siberia sud-orientale), ribalta questa certezza. La peste uccideva in modo sistematico già 5.500 anni fa, colpendo comunità isolate di cacciatori-raccoglitori.
I ricercatori hanno analizzato il materiale genetico di 46 individui vissuti nel medio Olocene, sepolti in quattro diversi cimiteri lungo le sponde del fiume Angara. Il batterio Yersinia pestis è stato isolato in ben il 39% dei casi, rivelando l'esistenza di due distinte ondate epidemiche separate da circa quattro o sei secoli.
La prima e più antica fase risale a un periodo compreso tra 5.520 e 5.265 anni fa, mentre la seconda si è verificata tra 5.315 e 4.235 anni fa. C'è una forte somiglianza dei genomi batterici all'interno della prima ondata, un dettaglio che testimonia come i decessi siano avvenuti in un arco di tempo ridottissimo, flagellando la comunità probabilmente nell'arco di una singola generazione.
[…] Grazie alla ricostruzione degli alberi genealogici attraverso lo studio del DNA, gli scienziati hanno dato un volto sociale ai restia. La peste ha colpito piccoli gruppi familiari. Dalle analisi osteologiche, infatti, è emersa una forte mortalità infantile. Nei cimiteri studiati si registra un picco di decessi tra i bambini dagli 8 agli 11 anni. Al contrario, le sepolture di giovani adulti (tra i 20 e i 35 anni) sono quasi inesistenti.
Questo squilibrio demografico indica che gli adulti potrebbero aver sviluppato una forma di immunità sopravvivendo a precedenti ondate della malattia durante l'infanzia, oppure che i bambini fossero più vulnerabili alle complicazioni infiammatorie scatenate da questo specifico ceppo.
Il sequenziamento genetico ha rivelato che questi ceppi siberiani sono i più antichi mai individuati, una scoperta che sposta la nascita di Yersinia pestis a oltre 5.500 anni fa. A quell'epoca, però, il batterio era molto diverso da quello che nel Medioevo avrebbe seminato il terrore con la Peste Nera. Ai ceppi del Lago Bajkal mancava infatti il gene ymt, fondamentale per permettere al microbo di sopravvivere nell'intestino delle pulci e di trasmettere così il classico "bubbone" attraverso il morso.
Senza l'aiuto delle pulci, il contagio avveniva diversamente. I ricercatori ipotizzano che tutto iniziasse con la caccia e l'alimentazione: il bacillo originario, infatti, viveva nelle marmotte siberiane, animali di cui queste comunità consumavano la carne e utilizzavano le pellicce.
Il contatto diretto durante lo scuoiamento o il consumo di carne cruda o poco cotta faceva scattare il primo contagio dall'animale all'uomo. Da quel momento in poi subentrava una rapidissima trasmissione interumana per via aerea: la presenza di intere famiglie sepolte contemporaneamente nella stessa tomba, come nel caso di tre giovani cugine, indica lo scoppio di una forma di peste polmonare fulminante, capace di viaggiare da persona a persona attraverso le semplici goccioline di saliva.
Pur mancando i fattori di virulenza della peste bubbonica, i ceppi del Bajkal assomigliavano a Yersinia pseudotuberculosis (un batterio appartenente alla famiglia Yersiniaceae, noto oggi anche come bacillo di Malassez e Vignal), noto per mandare in corto circuito il sistema immunitario umano, provocando un rilascio massiccio e incontrollato di citochine infiammatorie. Negli individui sotto i 14 anni, tossine simili causano ancora oggi gravi complicazioni sistemiche. Proprio questa firma genetica spiegherebbe la letalità selettiva sui bambini di 5.500 anni fa. [...]





