“IL POPOLO ITALIANO LE È VICINO E LE ESPRIME I SUOI SENTIMENTI DI AFFETTO” – SERGIO MATTARELLA SCRIVE A PAPA LEONE XIV DOPO CHE IL PONTEFICE HA ANNUNCIATO CHE DOVRÀ SOTTOPORSI A UN INTERVENTO CHIRURGICO PER RIMUOVERE UN NODULO POLMONARE – NON È STATA RESA NOTA LA NATURA DEL NODULO (NON È NECESSARIAMENTE UN TUMORE, PUÒ AVERE ANCHE ORIGINI BENIGNE, COME CICATRICI DI VECCHIE INFEZIONI O INFIAMMAZIONI) – SE IL NODULO È BENIGNO NON SERVONO ULTERIORI TRATTAMENTI, MENTRE UN TUMORE IN FASE INIZIALE PUÒ ESSERE RISOLTO CON L'ASPORTAZIONE CHIRURGICA. I TEMPI DI DEGENZA SONO IN GENERE DI 5-7 GIORNI – IL PONTEFICE DOVREBBE ESSERE OPERATO AL POLICLINICO GEMELLI DI ROMA E IL RICOVERO POTREBBE AVVENIRE MARTEDÌ 13 OTTOBRE... - VIDEO
1 - MATTARELLA SCRIVE AL PAPA,'AFFETTUOSO PENSIERO DI TUTTI GLI ITALIANI',LE SIAMO VICINI
papa leone xiv e sergio mattarella 1
(ANSA) - 'Il suo annuncio all'Angelus di oggi è stato accolto con partecipazione da tutto il popolo italiano. In vista del suo ricovero nei prossimi giorni, Le giunga l'affettuoso pensiero degli italiani tutti, di cui mi faccio interprete unendovi il mio personale'. Lo scrive Sergio Mattarella in un messaggio inviata al Pontefice.
'Il popolo italiano Le è vicino e Le esprime i suoi sentimenti di affetto. Ella potrà contare, oltre che sulle preghiere dei fedeli cattolici, sul partecipe pensiero di innumerevoli persone, in Italia come da ogni parte del Mondo, siano essi credenti o non credenti. Rinnovo a Vostra Santità il più sincero augurio di una serena convalescenza, e di pronto e completo ristabilimento', conclude il Capo dello Stato.
2 - I FEDELI A PIAZZA SAN PIETRO, 'PAPA LEONE TORNA PRESTO'
(ANSA) - Sorpresa, fiducia, auguri di una pronta guarigione e soprattutto la vicinanza nella preghiera. Questa è la prima reazione dei fedeli in piazza San Pietro, pochi minuti dopo che Leone XIV dalla finestra del Palazzo Apostolico, al termine della preghiera dell'Angelus ha annunciato di doversi sottoporre nei prossimi giorni ad un'operazione chirurgica.
Elisabetta, venuta da Firenze, racconta ai media vaticani: "C'è stato questo momento molto emozionante e toccante in cui il Papa ha condiviso con noi, con i suoi fedeli, come se desse la notizia in famiglia di questo problema di salute e della prossima operazione tra qualche giorno".
Al Papa l'augurio di tornare presto in forze, corroborato dalla forza della preghiera: "Quindi ci stringiamo a lui nell'affetto e nella preghiera - conclude Elisabetta - è stato particolarmente emozionante sentirlo dal vivo e gli auguriamo ogni bene e una pronta guarigione".
Sempre su Vatican News le parole di Concetta, in visita a Roma dalla città di Palermo: "Abbiamo appreso la notizia e siamo molto dispiaciuti, quindi facciamo tanti auguri al Papa. Gli auguriamo un grandissimo in bocca al lupo, con tutto il cuore". Anche Beatrice dal Lesotho vuole far arrivare il suo messaggio di auguri in lingua inglese, al vescovo di Roma: "Abbiamo appreso durante la preghiera del mattino che Papa Leone nei prossimi giorni dovrà sottoporsi a un intervento chirurgico. Gli auguriamo una pronta guarigione nel nome di Gesù Cristo, rendiamo grazie a Dio".
3 - NODULO POLMONARE, ECCO COME SI DIAGNOSTICA E QUANDO SI INTERVIENE
Livia Parisi per l’ANSA
La presenza di un nodulo polmonare richiede una valutazione medica attenta, ma non deve essere automaticamente associato a una patologia maligna e non permette, da sola, di formulare una diagnosi di tumore. Senza informazioni cliniche non è possibile stabilire la natura di una specifica lesione, che può avere diverse origini e diversi percorsi di cura".
A fare il punto, dopo l'annuncio di Papa Leone XIV, è Federico Venuta, ordinario di Chirurgia toracica all'Università La Sapienza e direttore dell'Unità di Chirurgia toracica al Policlinico Umberto I di Roma. Un nodulo polmonare è un'opacità isolata, di forma rotonda simile a una piccola moneta con un diametro inferiore ai 3 centimetri, che appare più densa rispetto al tessuto circostante nelle immagini radiologiche.
"La sua individuazione è relativamente frequente e avviene spesso in maniera occasionale, durante esami eseguiti per altri motivi. Le cause possono essere diverse: accanto alle lesioni tumorali - spiega Venuta - ci sono condizioni benigne, come cicatrici di vecchie infezioni, piccoli granulomi infiammatori o alterazioni autoimmuni. In base alle circostanze in cui viene individuato il nodulo e alle sue caratteristiche, nonché alle caratteristiche del paziente (come l'abitudine al fumo) il medico può richiedere una tomografia computerizzata (la cosiddetta Tac) del torace per definirne grandezza, forma e struttura".
I noduli di dimensioni molto ridotte presentano un rischio inferiore di malignità: al di sotto dei 6 millimetri, infatti, può essere sufficiente rimandare a un controllo radiologico a distanza di qualche mese per assicurarsi che non cresca. Se il nodulo è più grande o presenta margini irregolari, il percorso diagnostico può prevedere una Pet. La fase successiva è quella della biopsia, per prelevare un campione di cellule o tessuto da analizzare o per rimuovere il nodulo con intervento chirurgico, nel caso in cui la biopsia non sia praticabile.
Se dall'esame istologico la lesione risulta benigna, non sono necessari trattamenti. Se viene identificato un tumore primitivo del polmone in fase iniziale, in genere l'asportazione chirurgia è sufficiente. Quando invece emergono ulteriori elementi di rischio - prosegue l'esperto - si valutano trattamenti oncologici di tipo farmacologico o radioterapico".
Un precedente noto è quello di re Juan Carlos di Spagna, che nel 2019 all'età di 72 anni, si è sottoposto a un intervento al polmone per un nodulo che risultò benigno. "Un caso che ricorda come il riscontro di una lesione polmonare non equivalga a una diagnosi di tumore maligno". Naturalmente, ogni situazione clinica è diversa e non è possibile stabilire analogie con il caso di Papa Leone in assenza di informazioni mediche specifiche.
Quel che è certo è che il pontefice dovrà operarsi la prossima settimana, ma il professor Venuta rassicura: "Negli ultimi anni la chirurgia toracica ha compiuto importanti progressi grazie alle tecniche mininvasive, che permettono di intervenire con incisioni ridotte e favorire un rapido recupero. I tempi di degenza sono in genere di 5-7 giorni".
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