DI QUANTI ALLARMI AVEVA BISOGNO NETANYAHU PER SCONGIURARE IL 7 OTTOBRE? IL MASSACRO COMPIUTO DA HAMAS ERA STATO “ANNUNCIATO”, MA BIBI, LO STATO MAGGIORE DELLE FORZE ARMATE E LE AGENZIE DI SPIONAGGIO HANNO IGNORATO LE 13 SPIE ROSSE RACCOLTE TRA IL 4 E IL 7 OTTOBRE 2023 - GIÀ NEL 2016 L'ALLORA MINISTRO DELLA DIFESA LIEBERMAN TRASMISE A NETANYAHU E AL CAPO DI STATO MAGGIORE, EISENKOT, OGGI CANDIDATO DELL'OPPOSIZIONE, UN MEMORANDUM SEGRETO DI UNDICI PAGINE DOVE SI AVVERTIVA CHE HAMAS PROGETTAVA DI INVIARE LE FORZE SPECIALI OLTRE LA BARRIERA. UN ANNO DOPO GLI 007 ISRAELIANI RECUPERARONO UN DOCUMENTO DEI MILIZIANI IN CUI SI PARLAVA DI ASSALTO AI KIBBUTZ...
Estratto dell’articolo di Fabio Tonacci per "la Repubblica"
La colpa è della konseptzia. È una parola ebraica, letteralmente significa "concezione", ma in Israele assume un valore più articolato. La konseptzia è un insieme di presupposti fallaci, una teoria distorta ma dominante, che impedisce la lettura lucida delle informazioni a disposizione.
Nel 1973 la convinzione generale dell'intelligence israeliana era che l'Egitto non avrebbe attaccato senza prima aver acquisito sufficiente capacità aerea. L'Egitto invece attaccò, fu la guerra dello Yom Kippur. Lo Stato nato per garantire la sicurezza degli ebrei dopo l'Olocausto si era fatto cogliere di sorpresa. Cinquant'anni dopo è accaduto di nuovo.
Il 7 Ottobre è il fallimento di un intero sistema. Il premier Benjamin Netanyahu, lo Stato maggiore delle forze armate, il Comando sud, le agenzie di spionaggio, hanno rinchiuso se stessi dentro un'unica camera dell'eco. Per anni.
«Eravamo certi che Hamas non cercasse lo scontro diretto, perché non ne aveva la forza, e che intendesse piuttosto consolidare la sovranità nella Striscia con il denaro del Qatar», spiega a Repubblica Tamir Hayman, dal 2018 al 2021 direttore di Aman, il servizio segreto militare. «Pensavamo che stesse preparando la Terza Intifada, in Cisgiordania o dal Libano, ma non da Gaza».
Un'errata persuasione collettiva, che per almeno sette anni causa l'accantonamento, o la minimizzazione, dei dati acquisiti dal poderoso apparato d'intelligence dello Stato ebraico. E che ancora nell'imminenza dell'attacco provoca l'ultima, fatale, sottovalutazione: 13 informazioni raccolte tra il 4 e il 7 ottobre 2023, che andavano tutte nella stessa direzione, non fanno scattare l'allarme.
«Durante la notte prima del massacro, gli ufficiali in servizio ne presero in considerazione solo tre», afferma Hayman. «Per ogni elemento fu fornita una spiegazione alternativa, vennero inquadrati come parte della routine di Hamas».
Netanyahu mostra un cercapersone
La più clamorosa di queste informazioni, che si somma alle segnalazioni inascoltate delle osservatrici dell'Idf nella base di Kissufim e nella postazione "Pascal 76", che si affaccia sul quartiere est di Gaza City, riguarda l'attivazione di 45 schede sim israeliane nella Striscia, a partire dal 5 ottobre. Servono ai terroristi per documentare, in streaming, l'assalto ai kibbutz.
«Era già accaduto due volte che prendessero le sim, perciò gli analisti hanno ritenuto che si trattasse di un'esercitazione», spiega Hayman.
Neppure gli altri elementi — l'apertura dei centri operativi sotterranei di Hamas, un'intercettazione in cui si parla del caricamento dei lanciatori di razzi, i movimenti sospetti dell'unità droni — convincono la catena di comando israeliana a intervenire.
VIGNETTA ELLEKAPPA NETANYAHU 7 OTTOBRE
«La valutazione fatta in quelle ore dal generale Yaron Finkelman, responsabile del Comando sud, assieme agli 007, era che Hamas stesse al massimo preparando un'incursione piccola», afferma Amos Harel, giornalista di Haaretz e autore del libro "6.29 — Anatomia di un fallimento". «Le alternative ipotizzate erano l'esercitazione militare e i preparativi difensivi per un possibile raid dell'Idf».
Netanyahu, quindi, non viene svegliato per così poco. A protezione dell'intero settore rimangono i 767 soldati previsti dall'ordinaria turnazione e tre carri armati. «[...]
Un abbaglio collettivo indotto anche dalle mosse dissimulatorie di Hamas. Nel settembre 2023 organizza proteste alla barriera per chiedere più permessi di lavoro in Israele per i gazawi e un flusso finanziario più consistente rispetto ai 30 milioni mensili che già riceveva dal Qatar: l'illusione della stabilizzazione, che non è mai stato il vero obiettivo di Yahya Sinwar.
NETANYAHU MOSTRA IL SUO NUMERO DI CELLULARE
Il quale è capace di restringere a una cerchia di sole sette persone la condivisione dei dettagli operativi del "Diluvio di Al Aqsa", cominciato alle 6.29 della mattina e conclusosi col massacro di 1.200 persone e 251 sequestrati. Eppure gli israeliani quel piano l'hanno avuto in anticipo.
Già nel 2016 l'allora ministro della Difesa Avigdor Lieberman trasmette a Netanyahu e al capo di Stato maggiore, Gadi Eisenkot, oggi candidato dell'opposizione, un memorandum segreto di undici pagine dove si avverte che Hamas progetta di inviare le forze speciali Nukhba oltre la barriera «per attaccare le comunità israeliane e prendere ostaggi».
Alcuni estratti del memorandum sono stati pubblicati da Yedioth Ahronoth. Il 10 maggio del 2021 da Gaza lanciano sette razzi su Gerusalemme per costringere Israele a ritirare le forze di polizia dalla Spianata delle Moschee. Scoppia un conflitto che dura undici giorni. «Fu un segnale stupefacente», ammette Hayman, «confutava la nostra teoria che Hamas non volesse rischiare la stabilità della Striscia per la Cisgiordania».
Circa un anno dopo gli 007 militari recuperano un documento di Hamas di 40 pagine, che chiamano "Jericho Wall". Risale all'agosto del 2021 ed è, per tabulas, il piano di assalto ai kibbutz: [...] Il documento è visionato dal New York Times, che ne fa oggetto di un lungo articolo nel 2023.
«C'erano dieci versioni di quel piano e sei di quelle sono state recuperate dagli apparati israeliani», sottolinea Harel. «Era tutto scritto lì, se fosse stato preso sul serio le cose sarebbero andate diversamente. Le responsabilità sono da addebitare a tutte le istituzioni coinvolte, a cominciare da Netanyahu».
[...] Netanyahu seguiva la politica del divide et impera: con Hamas saldo nella Striscia, l'Autorità palestinese rimaneva priva di forza, e lo Stato palestinese una chimera. Si illudeva pure di poter normalizzare i rapporti con l'Arabia Saudita senza risolvere la questione palestinese. [...]
l attacco del 7 ottobre 2023 a israele
Che la leadership di Hamas a Doha non governa ciò che accade a Gaza. E che il sistema, poggiandosi sui bias cognitivi della konseptzia, non è in grado di anticipare le mosse del nemico. Non sorprende, dunque, che Netanyahu si opponga alla costituzione di una Commissione d'inchiesta indipendente e smentisca la telefonata col presidente emiratino che, secondo fonti israeliane, lo chiama a fine settembre 2023 per avvertirlo che Sinwar sta preparando qualcosa.
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