UNA SCOPATA SPAZIALE! - GLI ASTRONAUTI POSSONO FARE SESSO IN ASSENZA DI GRAVITÀ? IN TEORIA SÌ, MA È PIÙ COMPLICATO: QUANDO DUE PERSONE ESERCITANO UNA FORZA L'UNA SULL'ALTRA, TENDONO A SPOSTARSI IN DIREZIONI OPPOSTE, SE NON SONO ANCORATE. INOLTRE, NELLO SPAZIO, CAMBIA LA DISTRIBUZIONE DEI LIQUIDI CORPOREI E NON È CHIARO SE GLI UOMINI RIESCONO AD AVERE UN'EREZIONE - IN OGNI CASO, NESSUN ASTRONAUTA HA RACCONTATO DI AVER FATTO SESSO DURANTE UNA MISSIONE (ALMENO UFFICIALMENTE NON CI SONO TESTIMONIANZE)
Estratto dell'articolo di Francesca Romanin per www.mondosanita.it
Immaginate di partire per Marte. Sette mesi di viaggio, milioni di chilometri dalla Terra e poche persone con cui condividere ogni momento della giornata. Non potete scendere, cambiare ambiente o decidere di tornare a casa. E se durante il viaggio nascesse una relazione sentimentale? Se due astronauti desiderassero avere rapporti sessuali? Oppure se una donna scoprisse di essere incinta?
Sembrano domande da fantascienza, ma nascondono problemi medici e umani molto concreti. Una revisione scientifica pubblicata nel 2024 su npj Microgravity, dopo aver individuato 364 pubblicazioni, ha selezionato appena 16 studi pertinenti sugli effetti dei voli spaziali o delle loro simulazioni sulla salute riproduttiva umana. Non sono tutti gli studi esistenti sull'argomento, ma il risultato mostra quanto siano ancora frammentarie le conoscenze.
A riportare l'attenzione sul tema è Eleanor Armstrong, ricercatrice presso l'Institute of Space Research dell'Università di Leicester, nel Regno Unito, dove dirige il Constellations Lab, dedicato agli aspetti sociali e di genere dell'esplorazione spaziale. Armstrong si occupa anche di intimità, sessualità e consenso negli ambienti extraterrestri.
In un'intervista al Corriere della Sera, ripresa dal Fatto Quotidiano, ha evidenziato come il sesso nello spazio venga spesso trattato come una battuta, anziché come una questione di salute, sicurezza e diritti. Fare sesso senza gravità è davvero possibile?
La prima difficoltà riguarda la fisica. Sulla Terra il peso del corpo e l'attrito permettono movimenti che in microgravità diventerebbero più complicati. Quando due persone esercitano una forza l'una sull'altra, tendono a spostarsi in direzioni opposte se non sono ancorate. Questo non rende impossibile un rapporto sessuale, ma potrebbe richiedere accorgimenti particolari.
Il problema, però, non riguarda soltanto i movimenti. Durante le missioni spaziali cambiano la distribuzione dei liquidi corporei, la circolazione e diversi meccanismi fisiologici. Non sappiamo ancora con precisione come queste modificazioni possano influenzare l'eccitazione sessuale, il comfort fisico e le risposte dell'organismo durante un rapporto.
Non esistono rapporti sessuali umani nello spazio ufficialmente documentati. Questo non dimostra che non siano mai avvenuti, ma significa che mancano osservazioni cliniche dirette sulle loro conseguenze. La contraccezione nello spazio non è una questione banale
Le astronaute possono utilizzare contraccettivi ormonali anche per sopprimere le mestruazioni durante le missioni. È una possibilità utile nella gestione quotidiana, ma richiede valutazioni mediche individuali.
I contraccettivi combinati contenenti estrogeni comportano un rischio tromboembolico già conosciuto sulla Terra. Una revisione scientifica del 2024 ha esaminato anche questa problematica nel contesto spaziale, senza però dimostrare che la microgravità renda automaticamente più pericolosa la pillola.
Rimangono inoltre interrogativi sull'assorbimento e sul metabolismo dei farmaci durante permanenze prolungate nello spazio. Per una missione verso Marte, la scelta contraccettiva dovrebbe quindi considerare non soltanto l'efficacia, ma anche le condizioni individuali, la sicurezza e la possibilità di garantire continuità terapeutica.
E c'è una domanda ulteriore: come affrontare un'eventuale gravidanza non programmata quando l'assistenza sanitaria specialistica è lontana milioni di chilometri? E se una donna rimanesse incinta durante il viaggio?
È probabilmente lo scenario che presenta le maggiori incognite. Non esistono gravidanze umane documentate iniziate nello spazio. Gli studi condotti su cellule e modelli animali suggeriscono che microgravità e radiazioni possano interferire con alcuni processi della riproduzione.
Una revisione pubblicata nel 2026 su iScience ha esaminato possibili alterazioni nella formazione delle cellule riproduttive, nella fecondazione e nello sviluppo embrionale precoce. I risultati non consentono però di prevedere con certezza cosa accadrebbe durante una gravidanza umana.
Un embrione riuscirebbe a impiantarsi normalmente? Come si svilupperebbe la placenta? Quali effetti potrebbero avere le radiazioni cosmiche sul feto? Sono domande ancora aperte. A complicare la situazione sarebbe anche la difficoltà di garantire ecografie, controlli specialistici e interventi tempestivi in caso di complicazioni durante una missione interplanetaria.
Anche la fertilità maschile potrebbe risentirne Le incognite non riguardano soltanto le donne. La revisione del 2024 ha analizzato studi sull'uomo condotti durante voli spaziali o attraverso simulazioni terrestri, prendendo in considerazione parametri come testosterone, motilità degli spermatozoi e integrità del DNA spermatico.
In determinate condizioni sperimentali sono state osservate alterazioni di alcuni indicatori riproduttivi. I risultati, tuttavia, sono eterogenei e non dimostrano che un astronauta diventi infertile dopo un viaggio spaziale. Resta una domanda importante: una permanenza prolungata nello spazio potrebbe influenzare la possibilità di avere figli dopo il ritorno sulla Terra?
[...] Durante un viaggio verso Marte, gli astronauti condividerebbero per mesi ambienti estremamente ristretti, senza la possibilità di interrompere facilmente la convivenza. Che cosa accadrebbe se una relazione sentimentale finisse male? Oppure se una persona subisse pressioni, molestie o comportamenti indesiderati? [...]






