‘O PAZZ IN CELLA, LA MALA ROMANA IN GUERRA – CON MICHELE SENESE IN GALERA, ACCUSATO DI ESSERE IL MANDANTE DELL'OMICIDIO DI DIABOLIK, E IL SUO CLAN INDEBOLITO, SCOPPIANO LE FAIDE TRA I GRUPPI CRIMINALI A ROMA, A COLPI DI BOMBE CONTRO ESERCIZI COMMERCIALI: CINQUE ORDIGNI IN SETTE GIORNI FANNO PRECIPITARE NEL TERRORE I RESIDENTI DEL QUADRANTE EST DELLA CAPITALE, VISTO CHE NESSUNO SI SENTE AL SICURO – C’E’ IL CONTROLLO DEL TRAFFICO DELLA DROGA AL CENTRO DELLA ESCALATION - I “NUOVI” RAS NON CONOSCONO CODICI E REGOLE, ALTRO CHE BANDA DELLA MAGLIANA: “QUELLI ERANO CRIMINALI VERI, NON QUESTE MEZZE CARTUCCE CHE SI ATTEGGIANO SU INSTAGRAM”
Estratto dell’articolo di Marco Carta per “la Repubblica”
“Sappiamo chi è stato, noi lo sappiamo». A Centocelle la mezzanotte è passata da pochi minuti. Samuel Calì osserva il suo autonoleggio. O meglio, ciò che ne resta.
Una bomba ha distrutto la serranda. All'interno un'auto è stata capovolta dall'onda d'urto. Al resto hanno pensato le schegge di marmo schizzate come proiettili contro tre vetture parcheggiate in strada. È una scena con la quale il quadrante Est della capitale si è ormai abituato a convivere. Perché quello deflagrato nella notte tra giovedì e venerdì è il quinto ordigno in una settimana nella stessa area di Roma, nel feudo storico del clan più potente della città. I Senese (…)
Il quinto ordigno nel giro di sette giorni è infatti anche il tredicesimo da maggio. Seguiranno aggiornamenti. C'è da giurarci. Basta incrociare gli sguardi dei tanti giovani in strada, mentre la Scientifica effettua i rilievi. Tra loro, tanto per dire, ci sono i rampolli del clan Casamonica. Tute, tatuaggi, barbe lunghe, patacche gialle al polso che sembrano Rolex (…)
Precarietà. Instabilità. È il segno del vuoto lasciato momentaneamente dai Senese, indeboliti dagli arresti e dalle inchieste. Ora non c'è Michele ‘O Pazz a fare da federatore e a tenere bassa la tensione tra i gruppi che gestiscono lo spaccio di crack e cocaina. Alla prepotenza si risponde con una prepotenza ancora più grande. Nessuno è sicuro. Nemmeno Samuel Calì e il suo autonoleggio, dove gli influencer affittavano le supercar per i video su Instagram.
A ottobre del 2025, insieme al padre Mirko, considerato vicino al clan Senese, era rimasto coinvolto nell'indagine della finanza che aveva portato all'arresto di Christian Vocaturo, il cassiere dei narcos di Tor Bella Monaca. Pochi giorni dopo c'era stato un attentato alla Gold Car (…)
Ci stiamo abituando a svegliarci per le esplosioni», dice Anna, a Centocelle da una vita. «Ma io vengo dalla Magliana, quelli erano criminali veri, non queste mezze cartucce che si atteggiano su Instagram».
Nessuno vuole esporsi. Le istituzioni mantengono un profilo basso, ma sulle bombe intanto indaga l'antimafia della procura di Roma. I primi ad avere paura sono proprio le vittime. Come il titolare dell'enoteca di Don Bosco. La sua attività, lunedì all'alba, è stata distrutta da una bomba. «Tre giorni prima mi avevano chiesto di vendere il negozio», aveva raccontato a Repubblica. Un dettaglio che l'uomo, però, non aveva riferito agli investigatori. Non sarebbe l'unica minaccia che ha tenuto per sé. Un trend: più le bombe fanno rumore, più le vittime tacciono.
Ed è così, nel silenzio, che la stagione delle bombe è iniziata. Poco prima dell'estate, quando un ordigno è esploso alla Romanina, regno dei Casamonica. Un episodio che passa in sordina, così come le due bombe esplose a Casal Bruciato, quelle al Tuscolano e a Tor Bella Monaca. Ordigni simili, lasciati negli androni.
La svolta arriva il 28 agosto con la doppia bomba alla Travis Car dell'Alessandrino su cui indagano i carabinieri: il titolare è Manuel Sammarco, pusher del Quarticciolo. Altri tre ordigni, poi arriva la pace, ma dura un mese. Lo spartiacque è l'ordinanza con cui il boss di camorra Michele Senese viene accusato di essere il mandante dell'omicidio di Fabrizio Piscitelli, Diabolik, il capo ultrà ucciso nel 2019. Lo stesso reato viene contestato a Leandro Bennato e Giuseppe Molisso (…)
BOMBA ESPLOSA A CENTOCELLE
BOMBA CARTA ZONA DON BOSCO
BOMBA CARTA ROMA
il boss michele senese, detto o pazzo



