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SE DAVVERO I CAMPIONI RILEVATI SUI PEDALI DELLA BICICLETTA DI STASI IL 20 SETTEMBRE 2007 ERANO NEGATIVI, COM’È POSSIBILE CHE IL GIORNO PRIMA SIA USCITO UN DATO POSITIVO? SUL DELITTO DI GARLASCO SI STAGLIA LA POSSIBILITÀ DI UNO SCAMBIO DI PROVETTE CONTENENTI DUE REPERTI DIVERSI: QUELLO DEL CUCCHIAIO USATO DALLA VITTIMA LA MATTINA DEL 13 AGOSTO E IL CAMPIONE RICAVATO DAI PEDALI DELLA BICI DELL’EX FIDANZATO - UNO SCAMBIO PROBABILMENTE ACCIDENTALE AL QUALE, PERÒ, SAREBBE SEGUITO IL SUCCESSIVO OCCULTAMENTO DEI RISULTATI NEGATIVI – COME LE CONTROANALISI CHE INCASTRARONO STASI SONO RIMASTE IN UN CASSETTO DEI RIS PER ANNI E...

1. LA BICI, IL CUCCHIAINO E I DNA L’IPOTESI DELLO SCAMBIO (PER ERRORE) FRA CAMPIONI

IDENTICI I VALORI: 2,78 NANOGRAMMI PER ENTRAMBI

Estratto dell’articolo di Cesare Giuzzi per Il "Corriere Della Sera"

 

bicicletta alberto stasi

Se davvero i campioni rilevati sui pedali della bicicletta di Stasi il 20 settembre 2007 erano negativi, com’è possibile che il giorno prima sia uscito un dato positivo, con una quantità «enorme» di dna di Chiara Poggi?

 

È la domanda alla quale stanno cercando di rispondere i magistrati della procura di Pavia e i carabinieri del nucleo investigativo di Milano, certi che quel risultato — che ha poi portato alla condanna di Stasi — sia frutto di un errore.

CLUEDO VERSIONE GARLASCO - MEME BY IACOPO CERVELLI

 

Gli investigatori lavorano all’ipotesi di uno scambio di provette: quella del cucchiaino usato per la colazione dalla vittima la mattina del 13 agosto, e il campione «bu_p» ricavato dai pedali della bici dell’ex fidanzato. Uno scambio probabilmente accidentale al quale però sarebbe seguito il successivo occultamento dei risultati negativi quando, il 20 settembre 2007, il capitano dei Ris Alberto Marino ha ripetuto «per approfondire» (come da lui detto nell’interrogatorio) quelle analisi.

 

CHIARA POGGI ALBERTO STASI

È in questa seconda fase che, secondo gli investigatori, potrebbero nascondersi eventuali reati, a patto che 19 anni dopo non siano estinti dalla prescrizione. Ad alimentare il sospetto sono due circostanze: il valore registrato (2,78 nanogrammi) insolitamente identico fino ai decimali, e la circostanza che i due campioni «venivano ispezionati nel medesimo giorno (10 settembre 2007) e avviati alle procedure estrattive a un giorno di distanza uno dall’altro (il 10 e l’11 settembre)». C’è poi una terza anomalia: il profilo del cucchiaino, tecnicamente reperto «29», è stato poi «forzatamente attribuito» in manuale dall’operatore.

 

reperti delitto garlasco 2

Per i consulenti della difesa di Alberto Stasi, i genetisti Pasquale Linarello e Ugo Ricci, le coincidenze rilevate dai dati grezzi portano in una sola e chiara direzione: i due campioni sono stati scambiati e qualcuno si è poi accorto dell’errore, senza tuttavia porvi rimedio.

[...] dopo l’analisi dei dati grezzi di laboratorio, e alla luce di quei valori negativi che secondo i pm non sarebbero mai stati comunicati, la partita si riapre completamente.

 

[...]

PROVETTE DEL MAXI INCIDENTE PROBATORIO SUL DELITTO DI GARLASCO

 

2. LE CONTROANALISI SULLA BICICLETTA RIMASTE NASCOSTE NEI CASSETTI. “COSÌ I RIS INCASTRARONO STASI”

Estratto dell’articolo di Massimo Pisa per “la Repubblica”

 

Carcere di Vigevano, mattina del 27 settembre 2007, udienza di convalida del fermo di Alberto Stasi. L'arringa del suo difensore, il professor Angelo Giarda, convince il gip Giulia Pravon e gli varrà il ritorno in libertà: sui pedali della bici Umberto Dei di Stasi non c'è certezza di presenza di sangue. «Un giudizio di mera probabilità — si leggerà in quell'ordinanza — non può valere a costituire un indizio».

 

Ma è nelle pieghe delle parole dell'avvocato che bisogna cercare per arrivare a capire l'oggi: «Tutto quello che avviene in sede di accertamento tecnico irripetibile deve contestualmente essere messo a disposizione delle parti». Avrebbe potuto, infatti, chiedere «incidente probatorio, ma se non so quali sono i risultati questa attivazione del diritto non posso farlo». Tant'è: «Il consulente ha avuto, nella giornata del 24, due verbali più i due tracciati, ma nient'altro. Non ha avuto la relazione». Nessun accenno alle controanalisi negative al dna effettuate quattro giorni prima nei laboratori del Ris di Parma.

i pedalini della bicicletta di alberto stasi

 

Non ne esiste traccia nelle carte dell'intero fascicolo, che abbiamo riletto. La bici da uomo bordeaux e oro, insieme a una Girardengo da donna grigia e nera, viene sequestrata in casa Stasi il 20 agosto 2007, giorno della sua iscrizione nel registro degli indagati, ma inviata a Parma solo il 10 settembre.

 

Quel giorno, alla presenza del consulente della difesa Matteo Fabbri, vengono eseguiti combur e luminol test sulle due bici e pure sulla Volkswagen Golf del fidanzato di Chiara, entrambi negativi. Il giorno dopo, presente pure il consulente Marzio Capra, è quello dei campioni su pedali e manopole: i primi confluiranno nella provetta "bu_p". Altri verbali di operazioni tecniche seguiranno, senza che del dna si faccia cenno. [...]

 

meme su alberto stasi by 50 sfumature di cattiveria

Nient'altro viene scritto fino alla mattina del 24, quando i consulenti Capra e Fabbri (quest'ultimo col professor Francesco Maria Avato) tornano a Parma.

C'è il capitano Alberto Marino ad attenderli con la sorpresa grossa: «Ha fatto prendere visione dei risultati sinora ottenuti ai CC.TT.PP. delle parti», sintetizza il verbale.

È la celebre relazione preliminare, quella trasmessa dall'allora comandante del Ris, Luciano Garofano, alla pm Rosa Muscio, quella del dna «riconducibile, al di là di ogni ragionevole dubbio, alla vittima», come scriverà quest'ultima nel fermo.

rifiuti e oggetti trovati a casa di chiara poggi dopo l'omicidio

 

«Questo elemento dimostra inequivocabilmente che lo Stasi deve avere calpestato il sangue della vittima». Il giorno dopo il dottor Fabbri è a Parma. «Il CTP richiede la data delle corse elettroforetiche. Al CTP viene fatta prendere visione dei dati sin qui prodotti». Il sunto del capitano Marino non potrebbe essere più ermetico. Ma si procede a una ripetizione, all'estrazione di un nuovo campione "bu_p1", alla ricerca di altro dna sui pedali: qui «gli elettroferogrammi non evidenziano nessun profilo genetico rilevante». Altri prelievi verranno fatti fino al 9 ottobre.

Tutti negativi.

 

STASI - MEME BY EMILIANO CARLI

I dubbi accolti dal gip sulla natura (non sulla presenza) del dna riportano a casa Stasi ma la questione resta. In primo grado il perito Carlo Robino, incaricato dal gup Stefano Vitelli, rianalizza quei dati, accompagnati da una tabella dal Ris di Parma: il sunto delle operazioni indica delle negatività, ma solo dal 25 settembre 2007 in avanti. La perizia, pur caustica sull'operato dei carabinieri all'ordine del generale Garofano (il capitano Marino risponderà per le rime con una piccata relazione), stabilirà che «non è possibile precisare la natura del materiale biologico di Chiara Poggi presente sui pedali della bicicletta di marca Umberto Dei Milano».

 

reperti - delitto di garlasco

Nessuno, fino a quel momento, può dubitare dell'esistenza. E nessuno potrà, nonostante le reiterate richieste della difesa Stasi al Ris di Parma nel 2017, guidato allora da Giampietro Lago. Solo l'ordine di esibizione del procuratore Stefano Civardi e la positiva risposta dell'attuale comandante Matteo Donghi riesce a sdoganare l'8 novembre 2025 gli agognati dati grezzi. E a scoperchiare la scatola.

andrea sempio chiara poggi alberto stasiANDREA SEMPIO CHIARA POGGI ALBERTO STASIreperti - delitto di garlasco

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