milena gabanelli il cinema ritrovato

I FILM DI OGGI FANNO SCHIFO: TOCCA RIGUARDARE QUELLI VECCHI – IL CLAMOROSO SUCCESSO DELLA RASSEGNA “IL CINEMA RITROVATO”: L’ANNO SCORSO 140MILA PERSONE HANNO FATTO LA FILA PER VEDERE FILM GIRATI ANCHE UN SECOLO FA. UNA MANNA PER LA CITTÀ DI BOLOGNA: L’INDOTTO TRA ALBERGHI, RISTORANTI, TRASPORTI VALE PIÙ DI 15 MILIONI DI EURO (E BOLOGNA GODE ANCHE PER "PLAY", IL SUPER EVENTO DEDICATO AI GIOCHI) – LA NASCITA DELLA FONDAZIONE CINETECA NEL 1986 E L’ASCESA COME LABORATORIO DI RESTAURO MIGLIORE DEL MONDO - I NUMERI BY "DATAROOM", DI MILENA GABANELLI

BOLOGNA, IL CINEMA RITROVATO - DATAROOM - MILENA GABANELLI

 

A BOLOGNA FANNO LA FILA PER VEDERE FILM DI 100 ANNI FA. E LA CITTÀ GUADAGNA 15 MILIONI DI EURO

Estratto dell’articolo di Milena Gabanelli e Francesco Tortora per “Dataroom” – “Corriere della Sera”

 

milena gabanelli il cinema ritrovato

Da metà giugno, e da 40 anni, a Bologna migliaia di persone fanno la fila per vedere film girati anche più di 100 anni fa: corti, lunghi, italiani, internazionali.

 

È il Cinema Ritrovato, la più importante rassegna europea dedicata alle pellicole restaurate, e quest’anno celebra la 40ª edizione. I numeri sono da record: nel 2025 ha contato 140 mila presenze, 5 mila specialisti accreditati provenienti da 61 Paesi, 500 proiezioni in otto sale e le imperdibili proiezioni serali in Piazza Maggiore, una delle più antiche piazze medioevali italiane, e che ospita comodamente seduti 4 mila spettatori.

 

 

il cinema ritrovato dataroom milena gabanelli dataroom 4

Ma come ha fatto una manifestazione nata dalla passione di un piccolo gruppo di cinefili a trasformarsi in un fenomeno internazionale che in nove giorni genera un indotto da 15 milioni di euro?

 

[…] La rassegna, organizzata dalla Fondazione Cineteca di Bologna che oggi conserva oltre 100 mila titoli cinematografici, nasce nel novembre 1986. […]

 

In controtendenza, un gruppo di giovani decide di guardare indietro, riportando sul grande schermo capolavori dimenticati o destinati a sbriciolarsi negli archivi.

 

gian luca farinelli foto di bacco

Alla prima edizione, organizzata al Cinema Lumière da Gian Luca Farinelli e Nicola Mazzanti, partecipano pochi amanti del genere e addetti ai lavori, ma fra gli ospiti ci sono i direttori della Cinémathèque du Luxembourg e della Cineteca di Monaco di Baviera. Basta la presenza di queste due importanti istituzioni europee a dare alla manifestazione una connotazione internazionale e segnare l’inizio di quello che diventerà un grande successo.

 

[…] All’inizio degli anni ’90 la Fondazione ottiene un finanziamento europeo, e nasce il laboratorio di restauro cinematografico che, nel giro di pochi anni, diventerà il più prestigioso al mondo.

 

 

il cinema ritrovato dataroom milena gabanelli dataroom 3

Nel 1992 arrivano i primi due restauri: Kif Tebbi, film muto del 1928 di Mario Camerini girato in gran parte nella Libia coloniale, e Maciste all’inferno di Guido Brignone del 1926. È il segnale che la Cineteca non si limita a conservare il patrimonio cinematografico, ma intende riportarlo in vita e restituirlo al pubblico. Nel 1995 prendono il via le proiezioni all’aperto, che si moltiplicano nei primi anni Duemila, mentre con lo sviluppo digitale si espande l’attività di recupero.

 

In quegli anni la famiglia Chaplin affida alla Cineteca di Bologna il restauro di tutte le opere del grande Charlot, si avviano i restauri dei film di Buster Keaton, inizia la collaborazione con la Film Foundation di Martin Scorsese per riportare sul grande schermo i grandi classici.

 

il cinema ritrovato dataroom milena gabanelli dataroom 1

 

Nel 2012 il laboratorio finalizza il restauro di C’era una volta in America, di cui ormai circolavano soltanto copie deteriorate. La nuova versione ricostruisce il primo montaggio voluto da Sergio Leone, reintegrando cinque sequenze eliminate in origine dalla produzione, tra cui quella memorabile di Elizabeth McGovern nei panni di Cleopatra a teatro. Nel 2015 è la volta di Rocco e i suoi fratelli, con il recupero di due scene censurate all’epoca dell’uscita, tra cui quella dello stupro di Nadia, con il volto di Annie Girardot.

 

[…]

 

 

milena gabanelli il cinema ritrovato

Il laboratorio da anni restaura anche opere delle più importanti società di produzione cinematografica al mondo, come Warner Bros, Sony e Studiocanal e l’italiana Titanus.

 

Nella sede di Bologna lavorano 66 dipendenti specializzati, a cui si aggiungono 53 impiegati nelle filiali aperte a Hong Kong (2015), Parigi (2016) e nel super attrezzato laboratorio fotochimico della Haghefilm nei Paesi Bassi.

 

Alla realizzazione della rassegna invece lavorano complessivamente oltre 250 persone. Secondo la ricerca The economic impact of film Festival on host cities: The Il Cinema Ritrovato case study del Dipartimento di Scienze Aziendali dell’Università di Bologna, l’indotto diretto generato dalla manifestazione sui settori alberghiero, della ristorazione e dei trasporti, nel 2025 ha raggiunto i 15,6 milioni di euro.

 

[…]

 

il cinema ritrovato dataroom milena gabanelli dataroom 5

In programma ci sono 540 proiezioni (metà in pellicola e metà in digitale) con capolavori che hanno segnato la storia del cinema, a partire da un omaggio alla filmografia di Luchino Visconti con 10 pellicole restaurate, ma comprende anche titoli meno conosciuti di ogni epoca.

 

La rassegna aprirà sabato 20 giugno in Piazza Maggiore con Aurora di Friedrich Murnau, uno dei capisaldi del cinema muto. Il cartellone poi spazierà dai cortometraggi del 1906 fino alla contemporaneità, con opere censurate come I diavoli di Ken Russell e gli esordi di Akira Kurosawa e Wim Wenders.

 

Il direttore della Cineteca Gian Luca Farinelli è molto orgoglioso di questa creatura che ha contribuito a far crescere: «La grande forza del Cinema Ritrovato sono i giovani, che rappresentano oltre il 50% delle presenze.

milena gabanelli il cinema ritrovato

 

Questo è possibile anche perché le piattaforme di streaming hanno sdoganato la visione dei film in lingua originale con sottotitoli, che fino a pochi decenni fa veniva considerata qualcosa di elitario. Adesso tutti trasmettono i film che restauriamo. E quando ci sono le proiezioni in Piazza Maggiore, a volte mi metto dietro la cabina e guardo le persone che passano lì per caso. Si fermano, danno un’occhiata allo schermo, e poi rimangono lì. Questa è la magia del cinema».

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